inquietante

May 13, 2008

tanto più che sono i militari a finanziare questa ricerca.

ma pure affascinante. io, a un mulo a scoppio (opportunamente fornito di silenziatore) qualcosa di utile da fare gliela potrei anche trovare (tipo portar a casa la spesa, mica cose estreme..)

l’uno per mille

May 13, 2008

grosso modo è stata la percentuale utile delle ripetute pressioni dell’indice effettuate un paio di mesi fa.
alcune delle rimanenti pressioni dell’indice sono riesumate qui.

che mentre va in mezzo al traffico di colpo debba dribblare un’auto, che la levetta del fermo sia molle, che le sue chiappe schifose facciano svirgolare il cazzo di sellino, che ciò gli faccia perdere l’equilibrio, che si spatasci sul lastricato, che gli vada il manubrio in mezzo alle gambe - forte - che si grattugi le ginocchia e che una mano gli s’incastri nel binario del tram, che il SUV che lo seguiva gli passi sulla fottuta bici, che lo assordi con un barrito da milledecibbèl, che riesca a frenare in tempo per non amazzarlo ma troppo tardi per non dargli un bel diretto sul capoccione, col paracapoccioni, e troppo tardi per non cagarsi sotto, veramente.

poi ti voglio vedere, amico, a pedalare un rottame scentrato, con le braghe piene dimmerda, sul MIO sellino nuovo implementato di coprisellino in gel anatomico. scivolerai giù da tutte le parti, stronzo.

(lo stronzo se l’è preso mentre io e ada cenavamo, la bici era qui fuori, legata)

poi me ne sono dimenticato per un po’: due prime medie, di cui una è la classe di ada, questa sera mettevano in scena le pièces preparate durante l’anno nelle ore di “opzionali” (che non so bene cosa siano, ma finché fanno teatro va benone). non che la ragazza abbia proprio recitato, piuttosto faceva parte del corpo di ballo, o coro, e se possibile si nascondeva dietro ai compagni (mi ha visto con la macchinetta in mano; me ne sono accorto, sono retrocesso nell’ombra e lei si è rilassata). tema, per entrambe le compagnie, La Paura, appunto (benché non mi pareva fosse stato specificato “del papàppassionatofotografo”)(né avevo ancora formulato l’augurio di cui in apertura..)

mi è piaciuto, la giovane insegnante/regista/tecnico luci e audio ha coordinato i ragazzini in modo semplice e pulito, senza caricarli troppo di ruoli definiti. tutto questo ada lo sintetizza con un “era noiosissimo”, ma non ci credo molto. è solo una presa di posizione. “la musica era bella, no?”
“faceva schifo”
“ma se erano i Massive Attack, la metto qualche volta a casa!”
“.. ah sì?.. beh, faceva schifo lo stesso.”

e sempre ha quello sguardo inclinato, tutte le volte che constata che qualcosa può accomunarmi ai suoi insegnanti, o che vi è della confidenza. per forza che poi non mi crede se le dico che era una figata :-)

combustioni

May 12, 2008

since i know my chicks, sabato, dopo il pollo arrosto del mercato, ho (im)proposto ai giovani un giro in bici.
innanzitutto ho mostrato loro il nuovo percorso, sottolineando come fosse al riparo dalle automobili. a fine percorso gli ho fatto visitare l’ufficio: son ragazzi strani.. non volevano venir via per poter continuare a fare autoscontro con le sedie, di cui azionano ogni comando possibile. ada è presissima dall’interpretare la parte dell’impiegata, che immagino conosca grazie alla televisione: fa finta di scrivere al computer, risponde al telefono e legge il giornale. divertente, sono eccitati :-)

da lì al parco è un istante; andiamo diretti al ponte sul lambro, quello da cui un tempo si potevano comodamente osservare scene della vita dei ratti lombardi, vicino al quale c’è una batteria di grandi pioppi batuffolenti. felix è in visibilio.

è una cosa che conosce fin da piccolo, e dev’essergli rimasta fissa nella memoria da piccolo piromane: i batuffoli si incendiano fulmineamente, e senza particolari conseguenze. “incendiamo il prato?” chiede con gli occhi luccicanti. “ma sei fuori? come cazzo fai a controllare il fronte delle fiamme? a quella velocità e su quella estensione è impossibile!” allora lui comincia a tracciare dei corridoi liberi da batuffoli per contenere l’incendio. non mi convince, ma concedo di fare esperimenti sul ponte di cemento. neanche il tempo di dirlo e stanno posando lunghe file di batuffoli a mo’ di miccia, funziona, e mi regalano una performance privata.

ce ne andiamo soddisfatti, non senza guardare ancora una volta il magnifico prato bianco, immaginandolo “acceso” di notte, con le fiammelle che per un momento avvolgono pure i pini, i cui aghi hanno catturato tanti batuffoli da ricordare lo zucchero filato. a me torna in mente la scena della festa in Rollerblade, quando gli invitati ubriachi si divertono a incendiare gli alberi in giardino..

la sera andiamo a sentire il concerto di Annamaria. i ragazzi temono di annoiarsi, intercetto la possibilità portando la loro attenzione sul tizio di fianco: sembra Mr. Bean nelle scenetta in chiesa, con la testa che gli casca ripetutamente dal pugno sotto il mento, si sveglia per gli applausi, come riparte la musica lui si lascia andare :-)))
a me il concerto piace abbastanza: vengono cantati dei gran classici e la formazione atipica dà il suo meglio; prima di ogni brano un tizio con un a bella voce capace di leggere bene recita la traduzione dei brani, così finalmente capisco qualcosa di quel che volevano dire. ho apprezzato molto!
a brani alterni i miei insegnanti si esibiscono sul palco, di fronte ai musicisti. mi diranno, più tardi in milonga, che non avevano potuto preparare nulla, improvvisando al momento. di sicuro avevano trovato tutto un po’ lento, e per questo si stavano ora scatenando sulla pista affollata :-)

cheeeese!

May 9, 2008

è da lunedì che percorro un tragitto alternativo per venire in ufficio. che strano, che non ci abbia mai pensato prima.. tanto più che, mi sa, diventerà il tragitto definitivo: mi permette di star lontano dalla strada per quasi tutto il percorso :-
dall’inizio del vialone, grazie a una successione di vialetti, marciapiedi e parcheggi, si può pedalare fino alla torre lungo la linea verde della metropolitana, che proprio lì emerge dalle budella della città. al posto delle macchine, sia posteggiate che in moto, ci sono vecchietti col cagnetto, ragazzi che bigiano per limonare sulle panchine, e sull’altro lato la gente che occupa le banchine delle due fermate all’aperto in attesa del treno. mi piace anche questa cosa, di partire parallelo al treno, vedermelo accelerare di fianco per godere di più dell’esserne fuori, e libero di fermarmi a far una foto, raccogliere qualcosa.

in un tratto del vialetto che attraversa dei giardinetti-imbottitura tra casermoni e vialone, l’asfalto è tanto dissestato da costringermi a rallentare a passo d’uomo, pena i ripetuti balzi che di solito mi fanno cascare la catena. sono le radici di un paio d’alberoni: come altrove in natura, le radici ribelli sono, credo, una delle mie manifestazioni di potenza preferite :-)

mentre lego la bici al nuovo palo, passa L. col bimbetto in braccio, magra come un chiodo, sorridente tutta la sua napolitanità, lo porta al nido aziendale (un’invenzione stupenda). “io vado all’asilo” mi grida il nanerottolo, “e tu dove vai?”
“eh, anch’io vado in una specie di asilo”, rispondo e “anch’io!” aggiunge sua mamma, grafica per un mensile.

infatti è stato un po’ giocando che sono finito davanti alla hasselblad di chris (chi non mi conosce sappia che, ahimé, non sono quello a dx)

e dietro alla cinqueddì ;-) nel numero di Amica che dovrebbe uscire domani è pubblicato il servizio con le foto fatte a febbraio. VeraVaraVanità!

. . .

update: mi sono nascosto qui, se proprio ci si vuol fare del male :-)

un’altra slinkuata

May 8, 2008

OMBRE

Le vecchie diapositive risvegliano il fascino del proiettore. Fra un caricatore e l’altro rispuntano il cane, la papera, il serpente, la colomba… e poi?

Sul sito www.handshadowgraphy.com degli artisti indiani Amar Sen e Sabyasachi Sen, che calcano le scene dal 1973, trovo molta altra ispirazione, ma le mani mi sembrano non bastare.

L’americano Scott Snibbe, artista digitale, crea installazioni interattive in cui i visitatori generano ombre che vengono catturate dalle sue macchine e riproiettate con qualche trovata geniale. Qualche esempio qui: www.snibbe.com (i filmati sono lunghetti da caricare, ma rendono meglio l’idea)

Vero teatro. I francesi del Theatre des Ombres mettono in scena spettacoli di ombre cinesi di cui si possono ammirare alcuni favolosi allestimenti scorrendo la pagina. La ricchezza del disegno compensa egregiamente l’assenza di colore.

Dalle stelle di carta ritagliata a quelle vere: con un proiettore come il sole a disposizione, ogni tanto anche gli astri ci mostrano la loro ombra. Tutto il fascino delle eclissi solari e lunari sul bel sito www.exploratorium.edu

Ambiscono a risultati grandiosi anche gli ingegneri americani Christopher Jaynes e Stephen Webb che stanno approntando il “più grande display ad alta risoluzione su superficie continua del mondo”: in occasione dell’Idea Festival che si terrà in settembre ‘07 a Louisville, Kentucky, i loro computer coordineranno 80 proiettori digitali per un totale di 60 milioni di pixel! In questo video lo spiegano loro stessi.

E chi l’ombra non la vuole proprio? Può fare come gli abitanti del paese di Viganella (VB), che hanno commissionato alla www.rev-srl.it un grosso specchio per riflettere la luce del sole sull’abitato perennemente in ombra; l’azienda ne fornisce anche di più piccoli per singole abitazioni. Sì, il telecomando è incluso.

A tal proposito, non c’è da preoccuparsi per il progetto dell’astronomo americano Robert Angel di ridurre il riscaldamento globale del 2 % mettendo in orbita attorno alla terra trilioni di filtrini ottici (www.eurekalert.org) La sua nuvola spaziale richiederebbe tempi e costi di realizzazione assurdi senza risolvere il problema alla radice: inquinare meno.

(colonnino di AMICA , feb. ‘07)

(promozione)

May 7, 2008

ricordo a milanesi, trotteristi e tangueri (le categorie sono liberamente interscambiabili, nonché sovrapponibili), che sabato questo, alle 21, al teatrino del trotter, ci sarà un concerto di tango cantato con l’accompagnamento ballereccio dei miei insegnanti, Alberto e Sabrina :-)))

magari nientedeche

May 6, 2008

come video: è il solito dove l’artista fa finta di cantare la sua canzone, rifà la scena in diversi posti, si girano delle varianti di inquadrature, si mette da parte un po’ di materiale generico, tipo documentario, e poi si monta tutto. ma basta che il materiale sia giusto, il brano tosto (soprattutto), sincerità e mondo reale, e ne esce della bella poesia :-)

(Nneka. brava. e anche bella!) (che non guasta, in un video..)

planando un po’

May 5, 2008

sarà la primavera? questo fine settimana avevo bisogno di prendere un po’ di sole, spogliarmi, far respirare la pelle, sentirla viva. la sera andavo a ballare, e per il resto è stata una settimana di lavatrici, un giro completo dei tre letti, e in mezzo a lenzuola e federe sono finiti pure i guanti di pile. è la premessa al cambio di stagione… ancora una settimana o due… quindi sì, bisogno di uscire, tempo favorevole, poca voglia di confusione. nello zainetto: stoffa da stendere sull’erba, robette da sgranocchiare, qualcosa da bere, un libro (!), di che disegnare. nel caso. e sempre digitalina.

(ormai è kaputt anche questa, porcapuzzola.. qui le ho evidenziate, ma quelle sono e lì rimangono, le macchie sul sensore. nessuna isea di come si formino, fatto sta che aumentano, e su inquadrature chiare e uniformi, non ci son proprio cazzi. la sola cosa bella è immaginare quanto migliore sarà la prossima.) (tra l’altro, proprio all’incrocio delle scie chimiche, mi pare di scorgere uno smile. pure per il culo, mi piglia)

a parco lambro è la stagione dei batuffoletti di pioppo (credo), la cui caduta incessante modifica il paesaggio in modo bizzarro: dove c’è erba si fermano, e sembra che ci sia stata spruzzata della schiuma, mentre dove c’è asfalto il vento li sospinge e si ammucchiamo lungo i bordi dei vialetti in minuscole perturbazioni, sembra di vedere il mondo dallo spazio, cumuli-nembi lillipuziani si incatenano l’un l’altro sulla terra delle formiche. mi piace l’immagine, abbronzo le palpebre e mi immagino la solita scena, in cui riapro gli occhi e son tutto legato a terra da centinaia di fili, e intorno un esercito di spietati guerrieri in miniatura che iniziano a pormi domande. poi sento FTOK! e qualcosa sulla spalla buona. mi alzo, guardo, una cacca di volatile sulla maglia che mi fa da cuscino! di striscio, ma mi ha preso =)

fossi stato Iron Man sarei decollato al volo, avrei inseguito e raggiunto il merlo traditore e stordito per benino con un colpetto di raggio pettorale, avrei. sabato sera, prima della milonga, sono andato a vederlo, un po’ di nascosto dai ragazzi, ma non resistevo :-) dei fumetti della marvel, era uno di quelli che mi convinceva meno, forse proprio perché il protagonista non era un normale mutante come tutti gli altri, ma un umano stranamente normale, solo ben munito di aggeggi tecnologici. R. Downey Jr. ha sempre una bella faccia, ma mi aspettavo molte più scene d’azione. subodoro un sequel (tanto, l’esoscheletro è un file 3D pronto, oramai; si tratta solo di inventarci su una trama senza spendere troppo, e la gallina molla lì un altro paio di uova d’oro, no?). comunque, nonostante alcune scene siano esilaranti, ne confermo la generale minchiaggine.