tempiduri

July 2, 2009

ultimamente non sono tanto in vena di scrivere quassù (a parte adesso). un po’ è perché, essendo sconnesso a casa, mi è venuto a mancare l’accesso immediato a questi strumenti, e con esso la possibilità di rigurgitare pezzi di vita o di pensiero ancora tiepidi, se non caldi. mi ci vuole un mood, che l’office non garantisce. per dire. immagino sia il brividino, quello che mi manca; quella fine ansia che circonda l’atto di pubblicare il post, con tutte le sue minchiate, i suoi errori e l’ignorante violenza recata alla lingua.
il brividino, dovessi scrivere il post in una mail a me stesso da cui retrivarlo per sbatterlo sul blog il giorno dopo, svanirebbe!

minchiate, per l’appunto.
forse non scriverei lo stesso, per un abbassamento di mood.
un mio prezioso lettore – nonché amico – ha avuto dei problemi di salute, recentemente, e confesso di essermi impensierito. pare non abbiano trovato niente di anormale (in un ultraottantenne), ma non so se la cosa basti a tranquillizzarmi. quello è un effetto che mi viene al pensiero della sua ragazza, una creatura dolce che ha sempre avuto la fortuna di avere al fianco :-)

inoltre sono stati – e saranno – giorni da rincorrere nell’afa, fra i preparativi per il viaggio in taxi-treno-taxi-nave-taxi-navetta-carretto armati di tenda, cambusa e zaini personali. vaghi sensi di colpa nei confronti delle creature, che dissolvo agilmente pensando al potenziale fisico degli adolescenti in buona salute, e agli aspetti consolatori dell’avventurina: una spiaggia e un tratto di costa considerati fra i più belli dell’isola. yeah.
rincorro l’amministratore del condominio, che ha di nuovo mandato muratori e spurgatori per le cantina allagate; stamattina ho controllato di persona, prima di chiamare i tecnici della fibra, ed era ancora allagato, dal tubo ancora rotto… CAZZO! (se mi è concesso).
rincorro meccanici di biciclette, dato che L’Ignoto Stronzo si è preso la mia ruota posteriore ieri, davanti all’entrata dell’azienda, seppur dalla parte opposta della strada… RICAZZO! (si può, si può eccome). allora in giro con la vecchia biciclettina fucsia di ada, a comprar ruote, rimontarle, bestemmiare ché non va, trascinare tutto per lasciarlo al meccanico… uffffffff!
in mezzo a questo – rigorosamente sulla biciclettina fucsia – tappa alla polizia coi ragazzi e rispettiva documentazione; al ritorno dalla corsica avranno ognuno un bel passaporto italiano ed elettronico :-) un passo in più, anche questo, verso casa.
il seguito lo so già: voglio passare a salutare un paio di amici, recuperare la bici (auspicabilmente riparata), ritirare il piumone dalla pulitura a secco (la lana l’ho lavata, rovinata e riposta sotto canfora la settimana scorsa; itiz beter leit dennever), tuonare un’ultima volta l’amministratore, tornare al megastore per escursionisti ed altro per gli ultimi pezzi mancanti… fare la spesa per il viaggio. soprattutto.

nel mio zaino ho messo la roba per gli acquerelli, ‘nsissammai.

tan7 tan8

ah, al ritorno sarò 46enne, ada 13enne, marta 2enne, bobbe 82enne, alessia sabrina e.l.e.n.a. sabrina lucia rosalinda XXenni (qui, la cavalleria, sopravvive); e altri ancora, che sicuramente dimentico, alzeranno le chele con noi, ovunque saremo.
allora auguro a tutti dei tempi morbidi. o morbosi, fate voi :-)

checklist

June 29, 2009

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il divano funge da tavolo operativo, ci appoggio le cose prima di depennarle dalla lista; poi da lì finiranno in tre zaini ed un borsone.
settimana prossima andiamo a campeggiare nel nord della corsica, all’insegna del risparmio :-)
i preparativi si sono alternati alle sedute di controllo degli argomenti studiati da pluri-rimandato, ai tentativi di far rendere agibili le cantine maledette e al riabituarsi ad avere ada in giro per casa; tornata entusuasta dalla colonia in montagna, dal giorno dopo tiene molto a passare qualche ora del pomeriggio al parco con le amiche. qualche novità: adesso si vuole lavare i capelli ogni altro giorno, e per la corsica non vuole saperne di prendere pochi vestiti… mi ha detto che una sua maglietta zebrata (ricevuta di seconda mano) era contesa da tutte le amiche…

prima, dopo esser andato a protestare dall’amministratore del condominio, ho trovato una seggiola di legno sopra a dei sacchi della spazzatura; troppo carina per lasciarla lì, non trovo altro modo di portarla con me che questo:

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non sembra un seggiolone porta-bimbi molto vintage??? tra l’altro, la seduta si alza e sotto c’è un vano segreto.

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durante la settimana, alla fine, non sono neanche andato a ballare. ma ho disegnato tango da non sentirne troppo la mancanza.

butta male

June 26, 2009

oggi la seconda squadra di pronto intervento è arrivata con un ritardo di 6 ore, ha guardato giù nelle cantine, ha chiamato la centrale “se mandate un gommone, forse”, e mi hanno gentilmente salutato senza ristabilire la verticale dallo slave. l’amministratrice sta facendo cavolate, sprecando soldi ed evitando di intervenire in maniera definitiva.. morale: il mio isolamento telematico sta per compiere un mese :-(
beh, un po’ di dieta digitale mi farà bene, spero; che poi, arrivando in ufficio sbrigo un po’ tutto comunque. certo, pagare per niente non è bello!

Tan3

inkora ballerini, ché non mi è passato il trip per la china :-)

buon uikènd à tous.

ink(ompetente)

June 24, 2009

fc Fc2 Fc3 Fr Fy keenoo L1 L2 palm Tan1 Tan2

qualche disegno recente, china su carta sbagliata, e una deriva vettoriale. sulle note di un bel vals.

alea jacta ecc.

June 22, 2009

il latino è una, col 5. 5 anche in diritto e 4 in matematica. più storia dell’arte, condonata sulla fiducia (da ristudiare tutta per benino, come se l’avesse presa).
il primo anno di liceo scientifico si conclude con una solenne rimandatura agli esami di riparazione di settembre, e felix farà delle vacanze estive meno divertenti del solito. contestualmente, ci adegueremo un po’ tutti al ritmo dei suoi studi, ed al relativo costo. però non l’hanno bocciato. ne siamo felici, è un’opportunità di non perdere l’anno che va colta, anche se ci ha sorpresi tutti.

io, allo scientifico, fui rimandato ogni anno fino alla bocciatura in quarta; 2 materie, tre materie, quella fissa era matematica, e ancora ringrazio il mio fondoschiena per esserne comunque uscito (poi, del diploma scientifico, me ne feci poco, andando a studiare comunicazione visiva, ma tant’è.). lui ce la può fare benissimo, deve solo sbloccarsi..

oltre a questo, ho fatto l’autista per un trasporto promiscuo di persone e animali nell’entroterra ligure, che non conosco molto. a m. 800 s.l.m. le fragoline di bosco sono pronte ad essere catturate, a 1.000 lo è il sole sui campi, a 1.200 il vento che piega le pale eoliche.

sabato sera scrocco un passaggio e vado a ballare in un posto nuovo di cui sento parlare oramai da qualche mese, ricavato negli spazi della ex-breda. bel posto ma poca gente; riesco comunque a farmi coraggio ed invitare la ballerina francese che aveva appena fatto l’esibizione. faccio bella figura, ma per la lingua, non per i passi :-)

domenica (ieri) mi sono fattto un regalo. anzi, l’ho fatto alle mie chiappe, e ho preso un sellino anatomico; è talmente bello che non mi fido a lasciarlo sulla bici, e la sera, prima di entrare nella sala dove avrei visto il bel Coraline e la porta magica (con gli occhialini 3D!), l’ho smontato e me lo sono portato dietro. heh.

oggi il cielo è pezzato di nuvole di pongo bianco, l’aria è pulita, il sole c’è.

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buona settimana.

(ah, a casa sono ancora offline..)

location&emotion

June 17, 2009

ieri sera mi sono visto XXY, un film argentino di cui avevo sentito parlar bene (cioè un “è bello” da parte di qualcuno di fiducia), e ora tocca a me (per chi si fida, s’intende).

xxy2

è bello.
la storia non la racconto, ché più che una storia è una situazione. per quanto rara.
quel che dirò è che la regista, Lucìa Puenzo, è argentina, che il film è ambientato ai giorni nostri in un paesino sull’atlantico uruguagio; un posto che si raggiunge in poche ore (immagino) di ferry da buenos aires, dove la regista è solita andare per scrivere in santa pace. e ci andrei anch’io, pensavo, a liberarmi dei miei dubbi sulle vacanze :-)
dirò anche che è un film sulle famiglia, sull’essere genitori, sull’essere figli adolescenti. il genere è quello, a scanso di equivoci.

penso che lo proporrò ai raga.

da settimane la ruota dietro mi faceva ballare. anzi, sculettare.
avevo un bel controllarne i raggi, il problema era il copertone crepato che lasciava la camera d’aria libera di fare i cappricci invece di stare in asse. finché, ieri, si è forata; uno spiffero, allora veloce verso casa stando in piedi sui pedali, tutto il peso sulla ruota anteriore tanto che c’era ancora dell’aria dietro. lo stratagemma funziona fino a metà strada, guardacaso di fronte al negozione di roba sportiva; chissà che non abbiano proprio  quel che mi serve.. salgo.
appena dentro, alle casse, c’è silvietta con mimmo, “uéé, ué, macome macosa, sì, mangiamo insieme. vi raggiungo dopo.”

niente copertoni della mia misura, passo a casa a mollare la bici e vado da mimmo a piedi.
serata di film alla tele che va a buca, a favore di un dopo-pizza in mezzo a pugliesi che discutono sulle distanze chilometriche fra i diversi centri del tacco d’italia, la sola cosa che capisco è che è lungo sui 450 chilometri: “quando arrivo in puglia dopo aver guidato da milano, mi deprimo: so che fino a lecce manca ancora un’eternità…”
io e silvietta salutiamo quando accendono la tele sul calcio. e iniziano a discuterne da pugliesi :-)

mentre accompagno silvia a casa, passiamo accanto a due giovani maghrebini che chiaccherano abbracciati ad un palo della luce, come capita di veder fare a chi nei geni ha altipiani desertici, e un albero solitario ad offrire ombra, e appoggio.
dico:
“sono adepti di una setta, stanno terminando gli esercizi spirituali che consistono nell’abbracciare un palo per 3 giorni. nel frattempo sono tenuti a discutere questa cosa, a capire il palo; lo scopo è il raggiungimento di unione mistica col palo… dopo di che sono pronti a fare il palo.”
silvietta scoppia a ridere, come lo può fare solo una persona che vive in questa parte di via padoven, e che ogni giorno incrocia diversi pali, appoggiati agli angoli delle strade laterali a tutelare i loro commerci sotto il naso delle camionette dell’esercito.
svoltiamo nella sua via e incrociamo due travestiti. io devo trattenermi, ma già ghigno; ci oltrepassano e dico:
“e la setta delle travi, la conosci? anche quelle sono interessanti…”
mentre la ragazza tenta di riprendere fiato le descrivo il romanzo Storia d’Amore fra un Palo e una Trave, nonché il capitolo Pali e Travi di via Padova, dall’introvabile Guida Alternativa di Milano.

questa mattina ho trovato copertone e camera d’aria, e non sculetto più.

uno spettacolo

June 12, 2009

ci sono sti tizi che conosco, che insegnano a ritrovare la serenità per mezzo del respiro, secondo le tecniche yoga di un guru indiano.
quando ero al punto più basso della depressione dovuta alla decisione di separarci – quando persone disinteressate avevano iniziato a dirmi che trasudavo oscurità – decisi di accettare la proposta di un vicino di casa, divenuto amico, che teneva appunto questi corsi.
nonostante the despair, mi feci quella settimana di ramadan e di iperventilazione mantenendo – mio malgrado – il solito scetticismo, unito a cinismo e sarcasmo. il pensiero “ma che ci faccio io qui?” mi attraversava costantemente la testa, a svantaggio degli effetti della terapia.
però mi impegnai, alla fine volevo bene agli altri del gruppo e anche al picchiatello (uno che faceva anche l’attore) che ci aveva guidati attraverso l’esperienza. ricordo i saluti alla fine di tutto, e di come inforcai la bici per raggiungere in fretta casa di una carissima amica che mi aspettava con una cena a base di CARNE, annaffiata da una bottiglia di ROSSO, seguiti da una sfilza di sigarette.
era il 2003. non li ho più cercati, ma li ripenso abbastanza.
anche loro, tant’è che gli ho appena consegnato il file per stampare delle locandine di uno spettacolo loro. il disegno non è mio; io ho solo messo insieme i pezzi.

locandina

al bando gli imbarazzi

June 12, 2009

tanto, chi passa qui mi conosce e sa della mia inettitudine nell’organizzare ferie e vacanze, nonché della mia ritrosia a spendere denari per comperare piaceri (ciò vale, evidentemente, solo per quelli più impegnativi, sia detto).
come quando a natale deve arrivare il 23, il 24 perché io mi muova per regali, eccomi giunto alla fase “panico”, ove mi ritrovo incapace di decidere per una soluzione o l’altra, non essendovene – per dire – di gratuite. eh.
oltre a voler spendere poco, il mio gruppo (no, pèa non ne fa parte) presenta altre caratteristiche: si vuol andare al mare, lo si vuole deserto e stupendo, non si dispone di vettura (è un problema per il trasporto della tenda) e si è attratti dal sud.

perciò, gentil lecteur, se hai qualche dritta, non esitare: dimmi dove si trovano le nostre vacanze in spiaggia, suvvia!
grosso modo ci posssiamo muovere fra il 20/07 ed il 09/08

(della serie: tentativi di utilizzare la rete a fini assai personali) (magari funziona pure..)


dove siamo.

June 11, 2009

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ieri sera, con un’ auto in prestito, sono andato a ballare appena fuori milano; in un palazzetto a meringa suonavano 3 argentini della nuova leva, e ho ballato divertendomi.

questa mattina, uscendo di casa, ho lasciato un coperchietto di plastica con un po’ di pane a pezzetti in un po’ d’acqua a kondor, il piccione più brutto e sfigato della città, che ha deciso di accamparsi dalle parti della nostra porta. povera bestia.

al lavoro mi hanno detto di controllare una stanza destinata ad essere demolita: contiene parte dell’archivio di periodici dell’ufficio, e la tendenza sarebbe di conservare, in contrasto con la moderna linea aziendale. è surreale, laggiù: grandi spazi semifiniti, infiniti oggetti semiabbandonati e luce naturale. come non fare 2 foto?

per dovere di cronaca: ieri ada, oggi felix: i ragazzi hanno finito la scuola. vedendo le mie foto di venezia, hanno molto invidiato i loro coetanei che festeggiavano saltando ripetutamente nel canale della giudecca completamente vestiti, e soprattutto dal grido che ho riportato loro: “viva la fine dea scuola de meřdaaaa” e pluf! (è impořtante ařřicciaře bene la eřře, come fanno lořo, peřché řenda)