fragile

June 29, 2006

mi sono di nuovo fatto male. l’altroieri, facendo yoga.
la tipa ci dice di sdraiarci di panza, poi di sollevare le gambe tese indietro, sollevare la parte alta del busto a braccia tese in avanti, e sento il cedimento familiare di qualcosa in mezzo alle costole, a sinistra.
minchia, fa ancora male.
la prima volta era stato poco prima di sposarmi. F. mi aveva trascinato al mare, in campeggio per una settimana; credo volesse, in qualche modo, farmi riflettere sul grande passo che mi accingevo a compiere. o semplicemente regalarsi ancora qualche giorno col vecchio compagno di scuola, prima che subisse l’orribile trasformazione. Non so se. alla fine, fosse rimasto soddisfatto: mangiare, bere, fumare, andar in giro col gommone. Poi, a settembre, mi sono comunque sposato. Dormivamo in una tendina, non ci eravamo portati via quasi nulla quindi si dormiva sul duro. Una notte devo esser stato veramente bollito, perché al risveglio ho avvertito un dolore sconosciuto in mezzo alle costole, e non ricordavo d’aver sbattuto o cosa la sera prima. passando la mano sul fondo della tenda, nel punto in cui dormivo io, sento una punta: un bel sasso a punta. ci avevo dormito sopra, e quello aveva cercato di scrollarmi di dosso infilandosi nel mio petto e rimanendo lì a spingere per forse tutta la notte.
nei giorni seguenti non penso di aver adottato il comportamento più indicato, ed ho continuato a fare il pirla con gli altri, tuffandomi dal bordo del gommone lanciato a tutta velocità.
Poi dev’esser stata la volta della sardegna. Passavamo qualche giorno da amici nostri, sul golfo di orosei. Lui aveva un motoscafo, e degli sci d’acqua! due cose che esrcitano un fascino ancestrale su di me. Quand’ero piccolo mio fratello e gli altri ragazzi più grandi passavano ore a fare slalom in mezzo alle boe, quando non facevano i pagliacci infilandosi il trapezio al collo imitando i gorilla. io ero piccolo, e con gli sci giocavo a barchette nell’acqua bassa.
quindi sì, voglio provare, sono un adulto, ci riuscivano tutti in africa!
e mentre ritornavamo indietro, incantato dal fondale fatto di rocce, prati di alghe e sabbia che sfrecciavano nell’acqua trasparente sotto ai miei sci, un ondina mi ha sorpreso, ho perso l’equilibrio e sono caduto sulla destra, senza mollare il trapezio nel tentativo di tenermi su a forza. l’impatto con l’acqua non era più forte di quello dei tuffi da bordo-gommone, ma l’angolo era diverso, ho colpito di petto. l’ho capito issandomi sulla barca: un male fottuto in mezzo alle costole.
Un’altra volta ero a casa, in studio. mi cade una penna, o una matita. non ci penso neanche, mi sporgo oltre il bracciolo della poltroncina e mi allungo verso il basso per riprendere l’oggetto. ci arrivo a malapena, allora spingo un po’. questa volta è in mezzo alle costole a destra che sento il dolore.

Non so cosa succede, non l’ho nemmeno mai chiesto a mio papà ortopedico. Immagino di avere delle cartillagini deboli, o qualcosa così.

Non farò mai la boxe.

fractal soup

June 29, 2006

Another one. my website is expanding long these casual branches.
Still don’t know what will end up here, just that the main site is full and i don’t wanna erase old things to make space for new things.
renza.jpg