ripenso

July 27, 2006

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alla citazione di una cosa detta da leopardi che ho letto su un altro blog:

“Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo”

Il primo pensiero che mi è venuto è stato che un “padrone del mondo” mi spaventerebbe a morte, e non mi sembra che leopardi, per quel poco che ricordo, fosse tipo da auspicare la venuta di un padrone del mondo.
dev’essere una metafora, e penso intendesse che chi ha il coraggio di ridere diventa padrone della propria vita, con tutto il mondo che essa contiene. chi ha il coraggio di ridere sconfigge la paura del mondo o, come la intendo io, della sua perdita. il bello fa paura solo nei termini della sua perdita. se temo di perdere il bello, perdo il mondo stesso, e un po’ la vita.
poi c’è la questione del coraggio: perché dice coraggio, riferendosi al ridere? non ci vuole coraggio a ridere di ciò che è nato precisamente per quello scopo, o per ciò che, comunque, ci procura gioia, pace, eccetera. è normale. allora dov’è che il gobbo dice che bisogna avere coraggio? forse nel ridere di ciò che non nasce affatto per far ridere? per ciò che procura dolore, paura?
leopardi: una volta, leggendo chissà cosa di suo, mi sono detto che il tipo era un mistico, ovvero che gli fosse capitato di percepire la realtà immanente e che questa coscienza penetrasse nelle sue poesie…
e credo che le due cose coincidano.
tempo fa discutevo con un’amica sui modi di affrontare i dolori, e molto cinicamente sostenevo che la morte era solo un’illusione, meglio: che lo fosse la vita (roba vecchia rubata da altri alla quale mi piace riferirmi, la vita è un sogno e via dicendo..) mica sono riuscito a persuaderla che per alcuni la morte rappresenta passare ad un’esistenza qualitativamente più interessante ancora di quella che conosciamo su questo improbabile pianeta isolato. quindi che si sarebbe tenuti a gioire per il dipartito, oltre i propri egoismi.
avere il coraggio di ridere.

..certo, è facile prendersela con la morte, chi cazzo è mai tornato a raccontare com’è la storia, di là? quelli che ci hanno provato hanno fatto una brutta fine, dalle nostre parti. altrove non so, ma la tendenza dei mistici di stare schisci la dice lunga sulla loro conoscenza del mondo. cioè degli uomini.
è un po’ più difficile, eh giacomino, con il dolore. quello che c’è e non va via, o perché è legato ad una malattia, incidente, calamità o perché è legato ad uno stato generale, una carestia, la solitudine, insomma merda. già: ridere in questi casi è dura! o ti prendi un cazzotto o ti prendi del cretino, nel caso ridessi per le tue proprie disgrazie.
adesso va di moda dire, in questi casi, “ma come sei zen!” e ce la si sfanga, perché nessuno si imbarcherebbe mai a fare dei sofismi su quelle robe là. chissenefrega, il senso c’è, la parola rende.

il leopardi, magari, si era letto un po’ di lao-tse :-) oltre a porfirio

e allora dice:”se cammini per strada e ti cade una tegola in testa che devi startene lì un mezz’oretta buona con intorno una massa di deficienti curiosi prima di poterti rialzare ed andare a medicare, beh, ridi! se non lo fai, se ti incazzi, se vedi solo la tua grande sfiga… cosa guadagni? niente. vince ilmondo, fatto di tegole, e dopo avrai paura anche delle tegole, e magari non uscirai più. non vivrai, che è IL peccato, pare.
se ridi, magari pensando che senza quella tegola in testa saresti arrivato puntuale ad un appuntamento con la morte , all’incrocio successivo, questo aiuta un po’ a ridere, e tieni in pugno il mondo, la paura della sua perdita, la gioia di farne parte e la disposizione ad esplorarlo ancora.
quindi il coraggio di ridere è il coraggio di vivere, tipo.
poverino, leopardi mi sembra che fosse ammalato, bruttino, solitario, sensibile… un bel mix di sfighe. chissà se ha scritto la frase in un momento di cinismo o in uno di estasi.

e un altro film

July 27, 2006

Bonbon el perro
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cosa ricordo:
lui, il dogo argentino, una specie di mastino albino.
l’altro, un poveraccio monoespressivo, uno sfigato argentino, tenero e preoccupante. ovviamente un bravo attore.
il posto: sì, è argentina, ma non c’è tango, niente turismo ma strade deserte nel deserto, buenos aires è talmente lontana che sembra in un altro paese. e in quattr’e quattr’otto imparo qualcosa sulla convivenza sociale dall’altra parte del mondo, che non è poi così esotica, né aliena.
ah, ora so cos’è il mondo dei cinofili, dei concorsi, delle monte.

pensare che c’è chi i cani li raccoglie lungo i bordi delle strade…altro che pedigree!

un film

July 27, 2006

V for Vendetta
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cosa mi è rimasto?
la dizione del protagonista, in lingua originale, un british sublime, non ho capito tutto, ma tanto.
poetico. positivo. di denuncia.
non male per un film di .. cos’è? fantascienza? no, piuttosto fantapolitica, senza dimenticare che è tratto da un fumetto.

Pardon, graphic novel.

barza

July 26, 2006

R. è quello di cui parlo io quando si parla di quelli che si ricordano tonnellate di barzellette. Lui le ricorda, sono belle, e le racconta bene. al punto che durante una trasferta milano-vicenza, in treno, ricordo che non ne potevo più, non avevo semplicemente più “riso” da spendere.
ma questa sera è stata l’unica. eccola :-)

l’appuntato chiede al maresciallo: “marescià, come si chiama il prodotto contro le zanzare?”
il maresciallo risponde: “D.D.T.”
l’appuntato replica pronto: “ditì!”

basta. finisce così. ehhh, ohhh, bisogna immaginare che a raccontarla sia R., io non sono all’altezza, tantomeno per iscritto!

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July 26, 2006

l’altro è più pane per i miei denti, è un fumetto che mi ha dato papà per i miei 43 anni (a proposito, li ho appena compiuti.. magari un giorno ne parlerò).
Il Complotto, ovvero la storia segreta dei protocolli dei saggi di sion, spiegata come graphic novel (eco, nella presentazione, usa il termine “tragic”, al posto di “comic”) dalle penne e gli inchiostri di Will Eisner, storico autore di “Spirit”.
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strano… il segno di eisner è forte, sempre divertente, esagerato.. vedo spirit che tira cazzotti.. ma qui no (ovviamente). quindi ci metto qualche pagina a perdere questa sensazione di attrito.
Ora so cosa sono, ’sti cazzo di protocolli. Grazie al mio vecchio ed al vecchio che lo ha voluto spiegare. Infatti, mentre ho sempre pensato che Eisner se ne fosse andato da decine di anni, scopro che è morto solo l’anno scorso, poco dopo aver terminato questo lavoro per il quale ci sono voluti, dicono, una ventina d’anni.
Il vecchio fumettaro disimpegnato!

libri

July 26, 2006

leggo poco. ne inizio tanti, ne termino veramente pochi, non ho mai contratto il virus della lettura. Ma ogni tanto succede che mi venga consigliato un libro, e che per non so quali misteriose ragioni, lo leggo d’un fiato (fiato lungo, una settimanina, mica come quelli che ci mettono un giorno). Come è successo di recente, la mia collega A. promotrice:”Vara, ti interessa leggere ’sto libro? è bello, va via veloce, sono sicura che ti piacerà”. Più per cortesia che per convinzione, accetto di ospitare il libro a casa mia, eventualmente proverò ad affrontare le prime pagine.
Quindi ho letto “La confraternita dell’uva” di John Fante.
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E adesso? cosa faccio, una recensione? Naaahhh, non sono in grado.
Ricordi: quando riesco a leggere un libro, e parlo di storie, di narrativa, è come se avessi visto un film, ed in alcuni casi è come se avessi vissuto quelle vicende in prima persona. quindi sono uscito dal libro con una serie di ricordi, il più forte dei quali è lo stupore divertito che ho provato rispetto al fatto che i personaggi e le loro vite sono così “italiani”. non ho visto l’america, ma solo l’italia. e se fante descrive una vigna in california, io sono nelle viti della sardegna, quelle che conosco meglio, semplicemente perché le ho amate di più, il loro ricordo batte quello di centinaia di altre vigne. e così l’atmosfera, insetti, sole, calcinacci…

Vabbuò, insomma. lo consiglio anch’io :-)

mancato

July 4, 2006

da quanto tempo aspettava? un paio di mesi? probabile, questo tipo di rassegne vengono organizzate con molto anticipo, i programmi pubblicati sui giornali della città, ed escono subito anche le anticipazioni sulle riviste di settore.
Quindi, quando ha letto il loro nome, sapeva già che sarebbe andato. sicuro.
anche se, in fin dei conti, li conosceva da poco, da quando aveva iniziato a cercare musica di quel tipo nella rete, piuttosto che nei dischi degli amici. come altre scoperte di quell’ultimo anno, erano emersi per caso, lui aveva abboccato sul nome, come per il vino abboccava sull’etichetta. alla cieca, quasi. Ma, come per il vino, aveva intuito, la non-regola funzionava talmente spesso che tendeva ormai ad appoggiarsi alla sua ignoranza come fosse il sostegno più sicuro.
bastano 2 o 3 brani per incuriosirsi, anche uno; poi si cerca a tappeto, in breve si conosce quasi tutto. per la data del concerto sarebbe già stato un vecchio amico, e le sue gambe avrebbero ballato da sole.

quando il concerto è iniziato pensava ad altro; probabilmente all’equilibrio. aveva passato il pomeriggio al ruscello e dopo un bagno sorprendentemente caldo (come aveva goduto della massa d’acqua che si era fatto precipitare sul coppino per 5 minuti buoni!) aveva passeggiato in mezzo alle pietre asciugandosi al sole e, vedendole così belle ed arrotondate, si era ricordato di quei tizi che aveva visto in rete, quelli che mettevano in equilibrio i sassi. A fine pomeriggio ne aveva tirati su una 15ina. a fine pomeriggio era soddisfatto. a fine pomeriggio non aveva più voglia di pensare a tutti i tentativi che aveva fatto per andare al concerto.

rientrando, in autostrada, musica di quel tipo, non loro ma i classici, la tempia appoggiata al finestrino, l’asfalto veloce gli ricordava i giri con i suoi, perché solo a casa non si può, meglio solo con l’asfalto o i fili della luce che vanno gnnnnaaaoooo, gnnnnaaaaoooo, tutto gli faceva chiudere gli occhi, e lì dietro c’erano i sassi in piedi, e piuttosto che al concerto avrebbe voluto essere ancora al ruscello, anche solo per aspettare di vederli cadere.

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un concerto mancato, un po’ di equilibrio ritrovato. chissà, forse uno di quei sassi sarebbe rimasto in piedi fino al giorno cui fosse riuscito a vedere un nuovo concerto di quel gruppo, o un altro, o un altro…