film in costume

August 31, 2006

depp-libertine.jpg

ho visto “the libertine”, in lingua originale, ma mi sono perso dei pezzi di dialogo. troppo veloci, troppo british e, soprattuttto, troppo fioriti, parlano come le parrucche che hanno in testa!
piaciuto? boh, sì, una volta, ma non è di quelli che rivedrò presto. ho il sospetto che l’interpretazione.. no, il personaggio principale sembra troppo moderno. e poi è Depp, che si fa fatica ad ignorare: il libertino è edward mani di forbice in un momento, il pirata dei caraibi in un altro… ma il trucco funziona, quindi da rovinato viene voglia di apprezzarne la recitazione. per forza, è irriconoscibile.
cosa m’ha sorpreso: il vino. ma ce n’era davvero così tanto, in giro? da dove veniva? quanti tipi potevano trovare? quanto costava?
poi la promiscuità fra nobili dei ranghi più alti e popolani, tipo nelle bettole fetide ecc. faccio fatica ad immaginare che avvenisse davvero così, e senza clamore. oggi se un ministro va in un locale non credo che nessuno lo caghi, lui e quello che fa e dice.
beh, non c’erano i giornali scandalistici.
spunti di riflessione?
il senso del rovinarsi come sacrificio per avvisare gli altri, che non facciano le stesse cose. e l’idea che, ad essere liberi di fare di testa propria (cosa auspicata) si incorre in rovina sicura, e o ce lo si può permettere o si accettano le batoste. e questo pare valere in maniera universale, senza distinzioni fra ricchi e poveri, fra artisti e politici. mi sembra che siano queste le cose dette.
c’è da riflettere? eh, come si fa a dire di no?