dieci ottobre 1962
October 9, 2006
2006 - 1927 = 79
1963 - 1927 = 36

Faccio un po’ di aritmetica per rendermene bene conto: oggi compi 79 anni ed inizi l’80ma orbita attorno alla stella più vicina. Quando mi hai avuto avevi 36 anni, un’età normale per avere figli, oggi. Ma 43 anni fa io ero una sorpresa: i miei fratelli li avevi fatti a 29 e 31 anni e l’idea era di fermarsi lì. Credo.
Perché sto sorridendo? Per l’ultimo calcolo: 10 ottobre + 9 mesi = 10 luglio.
Sorrido perché la immagino così, quella giornata là, il 10 ottobre 1962.
Al mattino ti sei svegliata col profumo di caffé appena fatto - il papà, andando a letto, aveva messo la sveglia un po’ prima proprio per questo - e hai pensato che, per essere mercoledì, la giornata si preannunciava bellissima. I miei fratelloni sono ancora piccoli, Michele ha 5 anni e mezzo e Paola 3 e mezzo, probabilmente dormono ancora. Fuori c’è bel tempo, la stagione delle piogge è finita e si entra nella stagione secca, in direzione di un caldissimo natale. Non so chi accompagnava Michele alle elementari né chi si occupava di Paola. Non so nemmeno se insegnavi già francese a scuola, ma di sicuro il papà è andato all’ospedale tutto il giorno, interrompendo solo per pranzo (avrà portato a casa un mazzo di fiori tropicali, come minimo) Poi? A fine giornata avrai preparato la cena per i bimbi, per poi affidarli a qualche tata ed avere il tempo per vestirti e truccarti per la serata. Mi sa che siete usciti a cena da amici… no. Ripensandoci la cena l’avrai organizzata a casa, e saranno stati gli amici a raggiungervi. Sì, penso che tu non abbia resistito all’occasione per preparare delle specialità italiane per la gioia dei liberiani/americani/olandesi/indiani e del tuo uomo. La tavola sarà stata splendida, con tovaglia, tovaglioli, doppie posate e calici, luce e musica diffusi, e tutta la banda di giovani avventurosi che si concedono un tocco di vecchia europa poco sopra l’equatore.
Chissà a che ora è finita. Chissà come eri brilla. Chissà com’eri stanca e felice mentre il dottore ti trascinava verso il lettone…chissà se è stata quella la notte in cui ho iniziato ad esistere… sorrido perché ancora adesso sono molto puntuale.
Cara Mommy, anche se non sono arrivato così, come regalo di compleanno imprevisto (cosa che adorerei - motivo in più per fare un brindisi), sono così contento che ci fossi tu, lì ad aspettarmi… Quanto amore! … e poi, sarà anche per quello che sono un sentimentalone, no?
Grazie, Mamma Flora. Grazie per avermi sempre aspettato, grazie per tutto il tempo che ancora mi aspetterai per darmi tutto quell’amore.
Ti voglio tanto bene, Mom!
Luca
P.S. con l’occasione ed ovunque siano, un bacione anche alla nonna Rosa e a nonno Augusto, senza i quali neanche tu ci venivi, qui a divertirti :-)
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