il succedaneo

December 15, 2006

un blog, questo blog, è un succedaneo della vita reale. Me ne convinco sempre più, tutte le volte che penso di scrivere qualcosa qui. Racconto cosa ho fatto durante la giornata, come farei al bar con gli amici se frequentassi amici al bar. Quindi pareri su film, libri, mostre, spettacoli e momenti della vita di tutti i giorni.

film: Children of men: fantapolitica, futuro prossimo sconvolto da nuova pandemia, disordine e caos, regime dal polso d’acciao, grigio, umido, autunno, disilluso, crudo realismo, regia abile (i pazzi sono riusciti a mettere qualcosa come la famosa scena iniziale di “salvate il soldato ryan” alla fine del film), attori credibili. Mi è piaciuto ma non lo rivedrò tanto presto. ci metto un po’ a digerire certe cose.

Libro: La vedova scalza, di Niffoi. Sono rimasto deluso, non penso di approfondirne la conoscenza leggendone qualcos’altro. Forse è stato l’effetto-Marquez, ma il tuffo nei nomi sardi e nella magia barbacina mi sapeva un po’ di Macondo… e poi, viziato dai meccanismi narrativi di cinema e fumetti mi aspettavo di essere sorpreso da questo romanzo giudicato tanto buono (ha vinto il Campiello); invece no. Ok, leggo poco per criticare, però mentre leggevo mi tornavano alla memoria quei romanzi che ci facevano leggere al liceo, silone, stern, e così via. Immagino siano importanti per la funzione di conservazione della memoria locale, ma vorrei un bollino in copertina che mi dicesse “roba da liceo”.

film: cindarella man: la vicenda è vera, quindi interessante. Speravo di capire qualcosa di matematica ma merda, non è quella la linea del film. Che è stata invece di offrire a Crowe un bel ruolo, diverso dai gladiatori, i picchiatori ecc. Lo fa bene il picchiatello, lo fa con tutto il corpo. L’ambientazione è tanto leccata, gli attori tutti troppo belli, poco credibile. Una visione basta ed avanza.

fumetto, anzi, graphic novel: appunti per una storia di guerra, di Gipi, mio classe. Mannaggia che classe! che invidia! Chiuso il libro, sono tornato in camera dove il palermitano dormiva ancora e, senza far rumore, ho preso carta e acquerelli. un bicchiere dalla sala della colazione e poi di nuovo nell’aia, di fronte alla pianura padana. la prima l’ho data alla signora fernanda, il “ritratto della sua casa”, come l’ha chiamato lei. il secondo la pianura, il terzo uno dei gatti neri del cortile, il quarto degli alberelli. Come altre cose che amo molto, gli acquerelli sono dei bastardi.. sembra semplice, lo è, ma ci si fa una fatica boia a capire come.

città: mantova. ci devo esser passato una volta alle medie, ricordo vagamente una spedizione assurda che copriva verona, mantova e forse cremona, in un giorno solo in giro in corriera! Certo, sono un cazzone: vivo qui, ci sono meraviglie a portata di treno e non le conosco neanche. Mantova, a parte la folla delle bancarelle natalizie, è bella come ci si può aspettare. parlano un miscuglio di lombardo, veneto ed emiliano, gli spritz li fanno alla perfezione, così come il vin brulè. il centro è ricco di edifici importanti, fa pensare a venezia. da visitare di nuovo, anche perché non sono stato a palazzo te, causa epidemia di mantegna.

ecco, così se ci vediamo possiamo parlare di tutto il resto :-)

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