veloce
February 13, 2007
Scoop, di Woody Allen. Cattivissimo e sorprendente il presupposto, mi ha fatto piacere rivedere Allen in veste di attore comico. sempre uguale. tenero. Mi è venuta voglia di rivederne qualche film vecchio.
Too fast, too furious, di chissàchì. dai pochi ricordi che a fatica riesco a radunare oltre ai neon colorati sotto le macchine ed al bottoncino sul volante che accende i retrorazzi… hnnnnn… ggghhhhh… no. niente. sorry.
…non che mi aspettassi chissà che da un film tratto da un videogame i cui unici ingredienti sono donne bulli e motori… ma non posso negarne il valore documentaristico, peccarità, adesso sono più colto!
tre stranezze
February 13, 2007
Doveva piovere, questa settimana. ieri lo ha fatto. questa mattina, però, c’era un cielo limpido e sole. In bici ho incrociato una donna, sulla cinquantina, in bici anche lei. Io, per abitudine, cappottone e sciarpa tirata su fin sotto gli occhi, testa un po’ incassata fra le spalle; lei con un vestito nero svolazzante, maniche corte ed un glorioso decolleté ad aprirle la strada sul ritmo di una pedalata veloce e vigorosa.
In viale palmanova mi colpisce un odore: non siamo nemmeno a metà febbraio e già tagliano l’erba delle aiuole spartitraffico. Il profumo dell’erba tagliata si fa sempre strada attraverso i miei pensieri, e mi costringe a ricordare la fienagione, non ci posso fare niente. Ma questa non è la stagione giusta, cazzo. Certe cose hanno, dovrebbero avere, i loro tempi naturali. Questa fretta inquieta.
Finisco di legare la bici al solito palo della luce, e per la prima volta mi accorgo, in un modo nuovo, da quanto lavoro in questo posto: appoggiare la bici al palo, girarci attorno la catena, 5 giorni alla settimana per… quanti sono… quattro anni, ha procurato al palo delle cicatrici. Nei punti di contatto la vernice è completamente saltata. Mi affascina questa cosa: di come certe erosioni, o a volte incrostazioni, possano contenere tutta una vita senza che io, che ne sono il protagonista, ne sia consapevole.
cioè
February 10, 2007
Sabato morning, i ragazzi fanno i compiti, Felix fa italiano, grammatica, e io mi stiro le camicie. “Devo fare una frase con OSSIA”. Facendogli degli esempi, arrivo a questa frase: “Devo fare una frase con OVVERO, ossia COME DIRE”.

