tre stranezze

February 13, 2007

Doveva piovere, questa settimana. ieri lo ha fatto. questa mattina, però, c’era un cielo limpido e sole. In bici ho incrociato una donna, sulla cinquantina, in bici anche lei. Io, per abitudine, cappottone e sciarpa tirata su fin sotto gli occhi, testa un po’ incassata fra le spalle; lei con un vestito nero svolazzante, maniche corte ed un glorioso decolleté ad aprirle la strada sul ritmo di una pedalata veloce e vigorosa.

In viale palmanova mi colpisce un odore: non siamo nemmeno a metà febbraio e già tagliano l’erba delle aiuole spartitraffico. Il profumo dell’erba tagliata si fa sempre strada attraverso i miei pensieri, e mi costringe a ricordare la fienagione, non ci posso fare niente. Ma questa non è la stagione giusta, cazzo. Certe cose hanno, dovrebbero avere, i loro tempi naturali. Questa fretta inquieta.

Finisco di legare la bici al solito palo della luce, e per la prima volta mi accorgo, in un modo nuovo, da quanto lavoro in questo posto: appoggiare la bici al palo, girarci attorno la catena, 5 giorni alla settimana per… quanti sono… quattro anni, ha procurato al palo delle cicatrici. Nei punti di contatto la vernice è completamente saltata. Mi affascina questa cosa: di come certe erosioni, o a volte incrostazioni, possano contenere tutta una vita senza che io, che ne sono il protagonista, ne sia consapevole.

4 Responses to “tre stranezze”

  1. cybbolo Says:

    tempo misurato in rituali ripetitivi e percezioni fuori tempo: affascinante assai.

  2. varasca Says:

    grazie. anche dell’ospitalità.

  3. Effe Says:

    ciò che lascia segno e stupore sono le co-incidenze

  4. varasca Says:

    co-incidenze nelle co-rrosioni

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