un altro trucco
March 30, 2007
conforme norme C.E.E. (carino ed economico)
March 30, 2007
rifotografando le dia ho trovato un ricordo che vale la pena di condividere con i neo-genitori: guardate qui, un sistema economico e perfettamente funzionale per assicurare un bimbo di meno di un anno (sta a malapena seduto, e quando è seduto si agita da tutte le parti e tombola giù di lato) ad un normale passeggino. Certo, ci vuole una salopette!
Altre dia
March 29, 2007
Ho rifotografato delle altre diapositive vecchie. Proietto il passato sul muro, lo osservo a distanza di anni fatti di fatti, luoghi, persone ed emozioni, ne scelgo un taglio nuovo, ne pasticcio la luce ed i colori, me ne riapproprio con questo impegno, di non mettere in atto una riproduzione automatica ma di rivivere l’istante.
il mio primo figlio. quanti begli istanti, distanti, incanti di infanti, ricordi intricanti di sogni infranti, capitoli importanti, come nelle vite di tanti
splatter
March 29, 2007
…cosa avrà saputo?…
March 29, 2007
libro
March 22, 2007
una delle ultime volte che sono stato dai miei ho visto, appoggiato in giro, questo libro.
il titolo mi era familiare, mi ricordavo d’aver sentito che non so quale cantautore vi avesse trovato ispirazione, e che era unico nel suo genere. è bastato prenderlo in mano per decidere di provarci. a leggerlo, intendo. è la terza edizione, del ‘46, introduzione della Pivano. tutto ingiallito, il dorso si sfalda, le pagine sono da girare delicatamente altrimenti si staccano. inoltre, la copertina è montata al contrario: bisogna capovolgerlo ed aprirlo dalla 4a di copertina.
L’ho letto in fretta, si prestava.
è geniale. da leggere.
in una pagina ho creduto di riconoscere il personaggio del giudice nano di de andré, forse era lui il cantautore che citavo. In altre pagine ho riconosciuto me stesso, tanti me stessi, nella gioia e nell’angoscia. e ancora non so se la mia volontà sia più saggia della mia anima.
ancora donne
March 9, 2007
http://varasca.blog.kataweb.it/varasca/
ieri sera, aspettando che finisse la lavatrice del bianco per poterlo stendere prima di stendermi, ho preso coraggio e spatola e mi sono deciso a rovinare delle piccole tele già intelaiate che avevo ricevuto in regalo.
credo sia ora di finirla
March 7, 2007
di dirvi che non so scrivere. Adesso la versione ufficiale è che scrivo anche, ma non so come.
Ho appena finito di sfogliare l’ultimo numero di Amica, in edicola da domani. Il cuore mi sta battendo forte, ed è piacevole. Grazie a sapete voi chi siete. Tutte donne. Non potrei trovare modo migliore per celebrare l’ottomarzo. Davvero.
Non è finita, care: per pura coincidenza, sempre nel numero in edicola domani, ma di A, c’è questo disegno: è il mio augurio perché il bradipo che è in ognuna di voi possa trovare ciò che cerca.
ieri sera
March 4, 2007
verso le dieciemmezza, esco pedalando dall’androne, guardo a destra, a sinistra, mi fiondo in strada, guardo in alto, come sta messa la luna, e c’è una macchia nera sul basso! Neranera. Nuvole non ce ne possono essere, a parte il sabato caldo, sono giorni che la primavera precoce si è fatta sentire, non ricordo nemmeno i boccioli e adesso un fottìo di alberetti hanno incrostazioni candide, alla faccia delle strade che gli scorrono attorno e dei ciclisti che corrono in tondo. Mi ricordo di una cosa letta di recente… eclissi di luna!
Non sono ancora in fondo alla via che sto dicendo a sabine di strappare i ragazzi dal televisore. Poi scrivo l’essemmess “Guarda in su, eclissi di luna!”, parto dalla A, esaurisco il credito verso la F o G e mi rilasso, felice. Forse non sono tutti come me, chissà quanti questa mattina hanno letto il giornale, o a mezzogiorno lo hanno sentito alla tele, o in macchina alla radio o al bar dagli amici. Ma qualcuno poteva esserselo scordato, o non lo sapeva proprio. Non potevo resistere, e finendo il credito ho sperato di essere imitato, di generare un meme. Non per la gloria. Per la peculiarità dell’evento, semplicemente. perché effimero, come una bella nuvola, un raggio attraverso una finestra. perché grandioso, come un astro. Contando sul bel tempo, sapevo che ognuno poteva interrompere qualunque attività stesse svolgendo (a parte David, dietro la telecamera a Sanremo, povero) e guardare la foto che gli proponevo, senza bisogno di computer, internet, siti e cazzi vari. Condivisione istantanea. La luna mi ha sempre fatto questo effetto, pensare che la persona cui si pensa la stia osservando in quel momento, immaginare che questo possa convogliare i pensieri, super-ripetitore dell’anima.
Per me, che ne controllavo l’evolversi ogni quarto d’ora con la scusa di prendere una boccata d’aria nella zona fumatori, l’esperienza ha avuto questi effetti: inquietante l’inizio, quello della macchia nera in basso. il contrasto era fortissimo, con tuttto il solito disco bianco abbagliante, sembrava proprio una macchiona d’inchiostro su carta assorbente. Ora che l’ombra era arrivata a metà, c’era già una certa penombra, il nero era meno intenso e si scorgeva il resto del satellite contro lo sfondo dell’universo. E più alcuna possibilità di prenderla per una nuvola :-) La fase successiva, la mia preferita, al massimo dell’eclissi, tutta la luna in penombra eccetto un’unghia in alto a sinistra: finalmente, per la prima volta, ne percepivo la sfericità! sarà anche stata un’illusione, ma era bellissima. Un vero corpo celeste sospeso, e non il solito misterioso disco abbagliente, più o meno pieno. Mi fa ricordare meglio che a mia volta sono su un corpo celeste sospeso, e non seduto in una platea o a percorrere le corsie di un centro commerciale. Qualcuno dei presenti diceva d’aver letto che questi eventi sono occasioni imperdibili per gli astrofili, che coi loro canocchiali (ho forti dubbi su dove vadano le doppie, in questa parola) possono osservare dettagli della superficie lunare che solitamente vengono “bruciati” dalla luce diretta. E l’amico dalla Campania intanto mi essemmessava “gli antichi dicevano che luna rossa porta male. speremo ben.”
Speremo ben. A intervalli, senza poter rispondere, sapevo che la fase finale veniva vista a bologna, rovigo, parigi, asiago: l’ombra se ne è andata verso destra, girandosi di 90 gradi per mettersi verticale. Documentaristicamente, era il momento più adatto per cogliere l’effetto dell’ombra proiettata. Quando pedalavo di nuovo verso casa era finito tutto, la terra non era più fra le palle, e la sua ombra aveva ripreso a perdersi nello spazio vuoto. Beh, non proprio vuoto; c’era sempre la luna, bella, orgogliosa, ripetitore fedele.
Ancora a Roma?
March 2, 2007
Non lo so, ma perché no? Sabato 21 aprile, alle 18,00, si inaugura una nuova mostra alla galleria Cedro 26. Il fotografo è Alberto Giuliani, un pesarese del ‘75 che ultimamente passa un sacco di tempo in argentina. l’invito che ho fatto è questo
Oltre agli ampi spazi della patagonia e alla crisi economica, ha documentato anche le milonghe. Quelle vere e quelle naturali.
Livia ha promesso che non sbaglierà nella scelta della musica di sottofondo :-)








