libro
March 22, 2007
una delle ultime volte che sono stato dai miei ho visto, appoggiato in giro, questo libro.
il titolo mi era familiare, mi ricordavo d’aver sentito che non so quale cantautore vi avesse trovato ispirazione, e che era unico nel suo genere. è bastato prenderlo in mano per decidere di provarci. a leggerlo, intendo. è la terza edizione, del ‘46, introduzione della Pivano. tutto ingiallito, il dorso si sfalda, le pagine sono da girare delicatamente altrimenti si staccano. inoltre, la copertina è montata al contrario: bisogna capovolgerlo ed aprirlo dalla 4a di copertina.
L’ho letto in fretta, si prestava.
è geniale. da leggere.
in una pagina ho creduto di riconoscere il personaggio del giudice nano di de andré, forse era lui il cantautore che citavo. In altre pagine ho riconosciuto me stesso, tanti me stessi, nella gioia e nell’angoscia. e ancora non so se la mia volontà sia più saggia della mia anima.

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