eccoci qua
September 21, 2007
non è da me, inizio questo venerdì ascoltando una raccolta di successi di tenco. in questo momento, volando su un fondo di violini, sta cantando
Lontano lontano nel tempo
qualche cosa
negli occhi di un altro
ti farà ripensare ai miei occhi
i miei occhi che t’amavano tanto
E lontano lontano nel mondo
in un sorriso
sulle labbra di un altro
troverai quella mia timidezza
per cui tu
mi prendevi un po’ in giro…
e via dicendo. il fatto è che ieri sera sono stato al teatro, andava in scena una recita interpretata da gente che conosco, con qualcuno ho lavorato, con qualcun’altro ci si vede in mensa. l’invito era per 2, ho pensato a M., che segue il festival tenco quando può.
strano vederli sul palco. bravi. non ho capito molto bene la trama, una recita nella recita che prende spunto dalla morte di tenco e da un pezzo di novella 2000 di un anno dopo, ma questo fattore ci ha fornito materiale di conversazione per la pedalata di rientro. 3 cose, però: il regista, introducendo il lavoro tutto, ha giustificato la scelta di far recitare dei giornalisti perché, come gli attori, lavorano per un pubblico invisibile al quale forniscono parole. niente da ridire, solo non mi sembra che il filo rosso sia un’esclusiva di queste 2 categorie; e i cantanti? i poeti? gli autori di romanzi? e i bloggers, li vogliamo proprio dimenticare?!? poi mi ha disturbato la scelta delle musiche d’ambiente (non quelle di tenco, che obviously avevano il loro perché): una specie di schifezza alla enya che mi riportava di botto nel seminterrato dove rino ci guida nello stiramento di giunture e tendini (”musica da acquario” la definiva la mia ex-moglie); solo che nella palestra di yoga riesco a tollerarla, me ne faccio quasi un motivo di orgoglio - figa, come sono zen: non solo sopporto questo dolore atroce dietro le ginocchia ma riesco anche ad ignorare enya - poi, beh, quando mette il cd coi bee gees, lì sono cazzi… infine mi ha disturbato l’aspetto aziendale della serata; immagino che oltre a quelli che ho riconosciuto, ci fossero diversi alti dirigenti del gruppo, fatto sta che ad un certo punto, nella recita, viene convocato dal pubblico un ex-direttore storico di un importante settimanale popolare il quale interpreta la particina del suonatore di pianoforte. e lì gli stessi attori fanno la clacque (on l’écrit comme ça?), sia all’entrata che alla sua uscita di scena, una decina di minuti dopo. boh. non era mica bello, no.
oscar, il primo a sinistra, è un grafico. lavora proprio al giornale del regista (quello col cappello), ed è stato cooptato di forza, immagino. l’ho incontrato al terrazzino fumatori il giorno dopo la prova generale, era un’altro uomo, raggiante e felice, “l’esperienza umana è stata la cosa più bella” mi ha detto. che è poi quello che trasmettevano i genitori che avevano partecipato al gruppo teatrale del trotter al termine della loro interpretazione del sogno di una notte di mezza estate (peraltro splendida: parlando di dilettanti assoluti mi ha sorpreso molto di più di quella dei giornalisti, e la trama l’ho capita da solo - lo so, era intesa per un pubblico molto più giovane, e allora?). insomma, un’altra cosa da provare in questa vita :)
al ritorno, di fronte al monumentale - per rimanere in tema di defunti - io e M. siamo stati graziati da Santa Graziella, la protettrice dei ciclisti.
macchine incolonnate, tutto un casino di clacson, in fondo luci lampeggianti, superiamo tutti per raggiungere la causa del blocco: massa critica, yeah! che gioia, possiamo pedalare tranquilli, respirare perfino, sfogarci con i campanelli ad accompagnare i tre sound systems che fanno girare le teste ai pedoni e i coglioni agli automobilisti. saremo stati un centinaio, non di più, ma critica era critica, la massa, e il suo flusso ci ha portati quasi fino a casa. un gran bel fine serata, sognavo di poter prenotare la massa, tipo radiobus: “pronto, ciao, sono varasca, codice abbonato 3214, mi serve una massa domani sera, verso le 22,30, da via clitumno a v.le monza, tangoy, e poi anche per il rientro, verso le 2 del mattino. ah, ci sarebbe ma prima di v.le monza fa il giro per i navigli? vabbè, niente, vado da solo, grazie lo stesso”.
In qualche parte del mondo
una capanna tra gli alberi
sopra una piccola spiaggia
accarezzata dal mare…



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