non so se si fa
November 30, 2007
ma questa sera ascoltare curtis mayfield prima di andare in milonga
mi piglia troppo.
via pontano
November 30, 2007
è una strada a senso unico - a tratti è solo pedonale - che va da viale monza a via padova correndo lungo la ferrovia; esiste perché c’è la ferrovia, come le strade nate lungo i fiumi, ma con meno curve. la ferrovia è sopra a un coso, chissà come si chiama, non un ponte ma una sopraelevata per treni. per dire, arrivando in centrale si è all’altezza delle finestre dei secondi piani, anche terzi. allora offre enormi superfici di calcestruzzo ai giovani grafici da strada.

(via Padoven!la freccia è adiacente a un tunnel; la Normandien invece non so se è proprio per di là)
(e bob, anche sotto un roaf, è sempre bob)
ieri sera al teatro io ero elisabetta
November 29, 2007
perché la povera elisabetta era a casa con la schiena incriccata, e maurizio mi ha invitato al suo posto.
al piccoloteatrostudio danno Donne In Parlamento, da Aristofane. so solo che era un autore greco di tanti tanti anni fa, quindi male non può fare.
ci troviamo di fronte al teatro e mentre ciacoliamo inizia una cosa insolita: un gruppetto di attori, in costume, è fuori sul marciapiede; si aggirano fra la gente già calati nelle parti e stimolano il pubblico, prima che divenga tale, sull’ingiusta condizione delle donne. ci coinvolgono, fanno domande, scherzano e a me mettono una certa euforia. il trambusto prosegue nel parterre dove una sta tenendo un comizio, un’altra sta alla cassa, gli altri in mezzo a noi a darle ragione.
i nostri posti sono alla 5a balconata e ne sono felicissimo: ero stato lì solo un’altra volta, ed ero in platea. ora posso vedere questo insolito luogo da un altro punto di vista. e fare foto, of course ;-)
scenografia bella, tutta a base di tavoli. loro non so se erano brave(i), so solo che mi è piaciuto. anche le idee espresse.
a un certo punto, ufficializzato il governo delle donne, queste fanno festa e offrono del rosso al pubblico sotto di noi; l’invidia fa appena in tempo a manifestarsi che viene immediatamente sostituita dall’ammirazione nei confronti dei ragazzi che appaiono su tutte le balconate, bottiglie e bicchieri di plastica in mano.
pizza e birra, ci salutiamo, poi maurizio torna a casa e io vado a ballare. aki mi prende ancora per il culo: “donne, ringraziate che c’è luca, che non smette mai e vi fa ballare tutte”. avrà letto aristofane?
questa mattina sveglia dopo 4 ore di sonno, devo fare una cosa che mi lascia le dita sporche di pennarelli (le unghie no, quelle sono spesso già sporche di loro)
poi esco, aspetto che qualcuno apra un certo portone, recapito un certo sacchetto pregando che i tonfi del mio cuore non sveglino nessuno e corro al lavoro. sulla ciclabile c’è questo foglio:
cosa cazzo intende la licia di roma???
pagina 3
November 28, 2007
del manifesto di oggi, si parla della rinuncia a falce e martello nel simbolo della sinistra unita.
allora sono andati a chiedere agli esperti di comunicazione, pubblicitari e sondaggisti; chi dice che siccome quegli oggetti sono obsoleti non possono essere adatti ad esprimere il moderno, chi dice che il vintage tira ancora, chi dice che il marchio ha ancora del potenziale di vendita…
ho fatto una scuola parauniversitaria (non so esattamente cosa significhi, ma vabbé) di formazione professionale nel settore pubblicitario. alla fine c’era una specie di tesi, e io ero già allergico alle puttanate. decisi di scegliere un terreno difficile, la comunicazione politica.
scelsi, come cliente, il partito che in quel periodo navigava nelle acque peggiori: era un partito di massa (non volevo rifugiarmi nelle nicchie di pensiero, dove la stravaganza poteva aiutarmi a sfangarla). Partito Comunista Italiano (P.C.I.)
argomentai tuttecose per arrivare al simbolo, di cui dichiaravo la neccessità di un restyling (e se no, cosa cazzo gli raccontavo?).
gli ho detto: “si può togliere il bollo tondo che contiene tutto e quindi si può staccare la scritta, si può togliere la bandiera italiana, si può togliere la stella (mica siamo russi), e si può togliere il segno di bandiera, col suo palo, mantenendo l’essenziale:
LA FALCE
IL CAZZO DI MARTELLLO
E IL ROSSO!
suggerivo infine di adottare un nuovo contenitore che evocasse la passione, e di scegliere come font il carattere tipico delle stampanti ad aghi, che allora denotava modernità ma soprattutto mi serviva per avviare quello che adesso chiamano marketing virale: qualunque scontrino avrebbe richiamato l’ennepiccì (ah già, cambiavo pure il nome, che diventava Nuovo Partito Comunista).
considerando che la scuola era in mano a dei monarchici con simpatie nei confronti dellla nascente fozza itaia, il 30 e lode con bacio (ugh!) del rettore non era poi male. ma il vero colpaccio, quel giorno, non fu la tanto la quantità o la qualità dei miei elaborati, quanto l’esordio della discussione: tirai fuori il giornale preso quella mattina (penso fosse repubblica) dove campeggiava in prima pagina il titolo “Il Partito Comunista cambia nome?”.
che culo, eh?
totobadge
November 27, 2007
è la mia prima vincita da quando sono arrivate le macchine nuove, si capisce dalla candida tastiera.
2+3+6=11=2, che è il numero su cui ho puntato questa mattina, perché oggi è il secondogiornodisoiocosa :-)
(questo non significa che domani giocherò il tre… a meno che tre pappagalli verdi non solchino il cielo mentre pedalo fin qui (cosa che peraltro è già successa, ponendomi nella condizione di domandarmi se l’evento bizzarro non celasse significati reconditi)
ieri ho visto Black Book, di verhovenqualcosa. la storia è vera, dunque disgustosa. il linguaggio (?) non mi è piaciuto, solito mio problema con la ricostruzione troppo pulita del recente passato. la scena finale mi ha sorpreso-turbato più di tutto il film, credo. mi ha ricordato la storia dei 3 adolf, di tezuka. ‘azzo, anche quella sarebbe una sceneggiatura tosta, benché totalmente inventata.
sfangarla
November 26, 2007
che avessi poca voglia di cucinare, quella sera lì, è evidente: mozzarelle, surimi scongelato, uova sode, carciofini e inquietanti sciampiniòn sott’olio e verdurine miste bonduèl scaldate. e liberi tutti con gli abbinamenti e le modalità. mi sono rifatto domenica con la fondue pas bourguignonne (cottura nel brodino) che, maguardachecaso, obbedisce anch’essa alla regola del liberi tutti =)

sabato mattina lasciamo la femmina a casa (al ritorno, dopo più di due ore, era ancora in pigiama e non aveva fatto NIENTE di quello che doveva, compiti in particolare) per andare al primo degli incontri organizzati dai licei per presentarsi agli aspiranti delle terze medie. una folla, gente fuori dall’aula magna che ascolta, dentro pieno pieno. sulla pedana del tavolone la preside parla delle diverse opzioni, capisco solo che si raccomandano di non tentare lo scientifico se non si hanno rapporti amichevoli con la matematica. continuo a essere nel panico per felix, che continua a preferirlo alle scuole in cui io me lo vedo meglio: artistico o linguistico. è vero, io sono sopravvissuto ma perdendo un anno, e la matematica non mi è mai servita, dopo. cazzo.
via padova è ottima per l’accidentspotting. nonostante piovesse la piccola folla di curiosi e di esperti da marciapiede era tutta lì, paziente, a guardare. secondo me gli fa l’effetto di un intervallo, tra un aperitivo e un’oliva - SBANG - c’è qualcosa che succede! e vedere la volante con i lampeggianti, idem l’ambulanza, gli infermieri arancione fluo, beh, cambia l’heppihàuàr, no? LiveNews.
è un quartiere così. girandolo a piedi senza scopo, ada riconosce una strada poco battuta e mi dice che “è strana questa città, perché so se sono già stata in un posto, non come se mi trovassi in un’altra città, tipo che ne so, una città della Slovazzia”. La logica geografica di mia figlia continua a sorprendermi… non ci capisce una mazza, sembra non afferrare concetti come distanza, se non quando pedala (allora è sempre troppa), o come altrove, che per lei è un po’ tutto lo stesso miscuglio.
ok, volendo lasciar parlare anche la genetica, io mi incazzavo un casino quando i miei amici in liberia pretendevano di sapere meglio di me dove fosse l’italia: si vedeva benissimo! è la macchia scura a forma di stivale che c’è sulla luna, dài, chi volete prendere per il culo?
augurio a tutto volume
November 23, 2007
buoni propositi 2
November 21, 2007
e ’sta minchia due, ne consegue.
lo sapevo. lo sapevo che non dovevo farlo.
non dovevo andare a curiosare nei settaggi.
cioè, cazzo, non sembrano esser ammessi ripensamenti, non c’è un restore default settings, neanche mezzo.
preferivo la vecchia barra laterale, uffa.
( … )
bon, un po’ meglio.
che mi serve la calma dello spirito, come si dice. in gabbianese. che, col doppiaggio, è uguale all’italiano. è che, esauriti i film seri, questa sera gli ho proposto ilgabbianojonatànlivinstòn, film. questo lo avevo visto al cineforum (per davvero) e mi aveva flessciato un tot, da chiedere al prete come si poteva fare per rivederlo prima che lo rispedissero in pianura, e lui “lo rifacciamo ancora una volta al patronato femminile” e io “pazienza, la rischio”.
me lo ricordavo bene, gabbiani che planano su natura da calendario, i viraggi in acido, le imbarazzanti canzoni di diamond e la mistica bachiana cui qualcosina deve anche il buon rob.
resistenza iniziale - hm, no, sono stanco, vado a letto -
e - poi se viene da un libro di cui parlano a scuola , sarà noioso -
gli dico che io lo guardo lo stesso, loro sono liberi di andare a letto (non lo faccio mai, nel senso che mi metto le cuffiette dopo che sono andati a dormire) e rimangono entrambi. diffidenti. “ma almeno si spiaccica?” felix scarica la tensione col cinismo, non si fida delle storie che non siano dichiaratamente bonificate dalla malinconia, credo che ne abbia orrore. tenero emotivone, ugualuguale a papàssuo, ciccio.
“trankilo, è da guardare con calma, da goderselo e basta”. e funziona abbastanza. apprezza il mare, le onde impressionanti, la fotografia le bestie … la musica no. sbuffa, perfino. e penso che sia stato sinceramente interessato alla trama: del resto, pennuti che filano alla velocità del pensiero da disadattato nazareno in un cielo al negativo e cumulicirrri virati fucsia, dài, non è roba che trovi tutti i giorni.
ada ha retto 10-15 minuti, si è alzata, “addio” ha detto ed è partita alla ricerca della perfezione che si trova sotto al piumone, dove il pensiero è tutto e nulla.
buoni propositi
November 16, 2007
’sta minchia
m’ero impegnato (con me stesso, la tartaruga se ne fotte) a non abusare del nuovo giochino, infilare i videini nei post.
m’ero.
(e poi, che bella mary travers. da piccolo ne ero innamorato)
c’è sempre una prima volta, la mia è questa
November 15, 2007
mentre rifotografavo le dia, ieri sera, e mentre le lavoravo, oggi, ascoltavo una musicista canadese per me nuova. ne ho cercato l’unico album dopo averne letto una recensione su una moltobuona rivista inglese di musica (perlopiù rock) che lo indica come un tesoro sepolto, nel senso di dimenticato. Incuriosito dal fatto che la tipa, prima di cantare, fosse una mia collega e, occasionalmente, anche attrice. Incuriosito nuovamente dal fatto che ci hanno messo 4 anni a registrarlo perché finalmente uscisse nel ‘98 per la virgin. incuriosito definitivamente dal fatto che dopo non ha più voluto saperne del business dei dischi, esibendosi raramente durante eventi scelti con attenzione.
allora prima ho provato a vedere sul noto sito di videocondivisione e, avendo capito che non è troppo complicato inserirlo in un post, for the first time on things_written, ladies and gentlemen, please welcome Mary Margaret O’Hara!














