a ritroso

November 12, 2007

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sono arrivate le macchine nuove.
così adesso, in una stanza con 4 persone, ci sono 10 computer fra quelli vecchi, quelli nuovi e quelli che servono a fare il trasbordo dei dati. in tutto ne hanno cambiati circa 400. e gli altri a rottamare. no comment.

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ieri dopo pranzo ci abbiamo provato: un paio di settimane fa Pop mi chiama e dice che devo assolutamente portare i giovani a vedere Bracchetti. Ogni tanto lo fa, vede che in città c’è qualche spettacolo che se potesse ci andrebbe al volo, allora mi chiama e mi suggerisce di farlo io. la prima volta è stato tanti anni fa, loro erano in africa da qualche parte, forse in nigeria, e mi chiede di andare alla fenice a vedere il kabuki. per lui è un ricordo d’infanzia, lo aveva portato il nonno in giappone. io e un amico ci siamo messi i frac, montati nell’audi 80 (allora era ancora una macchina normale) e corsi a venezia. a piazzale roma ci aspettava catilina a farci da garante (un residente garantisce un posto macchina anche all’ultimo secondo) e carlo, con i biglietti, per condurci fino al teatro. poi 2 ore a cercare di capire cosa cazzo stava succedendo in scena.
un paio d’anni fa mi hanno chiesto di portare i giovani a vedere gianburrasca. la cosa migliore era la scenografia, chiara, fumettosa, prospettive sgangherate, cambi di scena minimali, semplici ed efficaci. non ricordo altro.
e ieri bracchetti. non avevo preso i biglietti prima perché le rivendite non avevano i ridotti (strano, ma così) allora dopopranzo abbiamo inforcato le bici e siamo andati là, con un po’ di anticipo. abbiamo trovato posto, per fortuna, perché era l’ultimo spettacolo della tappa. non ero mai stato all’arcimboldi, solo visto da fuori. i posti erano in galleria bassa, ma il nome è truffaldino; a star lassù mi venivano le vertigini, tutta quella enorme sala in cui tutto pende verso il palco, impressionante. e lo spettacolo pure. impossibile annoiarsi. il tipo è bravissimo, io godevo per la sorpresa continua fatta di costumi splendidi, musiche travolgenti. luci robotizzate e molta poesia. Il messaggio era: meglio rimanere bambini il più possibile, e conservare lo stupore e la fantasia. io appoggio, of course. I giovani, dapprima diffidenti, ne sono rimasti entusiasti. bravo pop, grazie =)

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la città era stata investita da un forte vento nei giorni precedenti, il cielo era pulito e l’aria limpida. sabato con ada, mentre felix e la sua squadra perdevano la partita per tipo 150 a17, ci si è fatti una vasca. ma l’isola pedonale era bloccata.

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ignazio e un manipolo di persone pulite sensibilizzavano i domenicanti circa l’oppportunità di lasciare che fossero loro e la polizia a occuparsi del nuovo spauracchio, lo straniero violento. vorrei sentirlo oggi, dopo che il poliziotto ha steso un tifoso (n.b. di destra) centrandolo “per sbaglio”. ma lui, almeno, è coerente: i rimpatri e le demolizioni a loro sono sempre piaciuti.

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il trotter ha indossato l’autunno, e sabato sfoggiava colori che sarebbero piaciuti molto a bracchetti.

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al nostro rientro felix, che era uscito senza le chiavi di casa, cercava di dimenticare le delusioni del basket partecipando ad un match di futebòl coi clitokidz. per una volta gli avocado ne sono usciti indenni (benché mio figlio, nell’esaminare i danni passati e le miracolose crescite collaterali, abbia esclamato “ma sono talee! perché non mozziamo la cima anche alle altre?”. a me dispiace smorzargli la verve botanica, ma col cazzo che glielo lascio fare, borcabottana!).

Il resto della setttimana e scivolato via liscio. da segnalare che: i giovani dicono che quando non faccio surgelati sono anche bravo a cucinare, e mangiano di gusto. non capisco, ma mi fa molto piacere.
è stata una settimana di cineforum, grazie alla clemenza dei prof che non li hanno riempiti di compiti; così gli ho proposto, nell’ordine, Balle Spaziali, la trilogia di Indiana Jones, Silent Movie e La Pantera Rosa Colpisce Ancora (è quello del ‘76). “CATOOOOOOOOOOOO!!!!!”

poi loro andavano a letto, e io disegnavo o plasmavo. che è meglio continuare a giocare, finché si è giovani ; )

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oggi si riparte in solitaria. saremo alle prese con le macchine nuove, i programmi nuovi, e i vecchi problemi di una casa editrice col fiatone. mentre scrivo antonio ha aperto il cartone del suo ultimo acquisto ebay: una sessantina di caratteri in legno di una tipografia che ha chiuso i battenti. adesso pensa di cercare anche un piccolo torchio…altro che macchine nuove!

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