questo mio tango
December 19, 2007

fatta l’ultima lezione di questo secondo ciclo. ieri sera.
dopo 20 mesi non so cosa sono, se un principiante avanzato, un intermedio medio o un avanzato precoce.
posto che ballare tango sia il potersi concedere l’opportunità di recarsi in certi luoghi durante certe serate e – parlo come cavaliere – permettersi di offrire a qualunque dama il proprio abbraccio sottointendendo la promessa ad esplorare piacevolmente insieme 3 brani di bella musica argentina d’annata – nell’ambito di alcune lecite regole del luogo, allora sì, so ballare.
conosco pochi passi fighi, e me ne dolgo per le ballerine cui nego così preziose opportunità di vivere il coté più glamour della sala da ballo. e ce ne sono, ce ne sono che apprezzano.
ma nel tango non serve, tantomeno se la milonga è piena. l’unica è starsene buoni in ronda e tenere il tempo. ascoltare ’sti cazzo di argentini per l’ennesima volta.
e lì, la cosa più strana, e più bella, forse: fa niente.
fa niente se li conosci a memoria, anzi, ogni volta è come rifare una partitina a pingpong con un amico abituale, “vediamo se mi inculi, ’sta volta” – con le neniette, il cullare, i solleciti a camminare, spicciarsi sù, ‘top! fferrrmiiiii ferrrrmii, via! gira, cazzo, girachecisonoiviolinichegirano, whoooah… cammina piano, occhio alle mine, scavalca, giragiravaigiravaigiragiraSTO-p. e si suda, qualcuno gronda e puzza, qualcuno zoppica, qualcuno sonnecchia negli angoli più appartati.
insomma, questa musica.
è il motivo per cui ’stoppost m’ha chiamato.
da poco prima dell’estate scorsa – imparavo il ballo da un annetto e da tanto andavo mettendo insieme una rispettosa collezione di musiche (grazie fritz!) – mi sono accorto, rientrando da qualunque impegno mi avesse portato fuori casa la sera nonostante la presenza dei giovani, che i medesimi mettevano, come colonna sonora del loro affondar nel sonno, la mia playlist “abTango”. siccome dura più di 5 ore e il computer va imperterrito fino alla fine, son bastate 3 volte per dedurre che non era casuale. abTango è dove trascino i brani che mi fanno qualcosa o che perlomeno mi sono familiari perché li sento in milonga. in genere sto facendo tutt’altro, un tal autore sta suonando e – tac – vado un attimo a trascinare solo quel brano in abTango. ieri sera, rientrando dalla lezione, stessa scena. li ho lasciati svegli con dick tracy, li ho ritrovati addormentati mentre un vals stupendo accoglieva me e la bici.
“ma com’è che andate a letto con la mia cartella di tanghi fighi?”
“abTango?”
“sì”, e mi vien come da ridere, “abTango. allora? cos’è, dopo che rompete i coglioni perché secondo voi metto troppi tanghi, adesso scopro che vi rilassa e vi fa dormire bene?”
“dormire fa dormire, ma è che non sapppiamo mai cosa mettere per addormentarci, a la prima volta che abbiamo visto abTango ci è venuto inmente Aigòr che riporta il cervello di a.b. Normal, allora abbiamo messo quella. e si dorme bene.”
e lo mettono anche ad un volume di tutto rispetto.
mi chiedo spesso se sia effetto del “muro sonoro”, come usavo chiamarlo. da quando erano piccoli ho usato la musica come barriera fra la loro stanza e i rumori che potevano provenire dai grandi e dai loro ospiti. c’era anche il vantaggio di non dover rinunciare al sottofondo musicale,
quindi di musica le povere creature ne hanno ascoltata TANTA.
di tutti i tipi.
se poi è vero che durante il sonno il cervello continua ad immagazzinare informazioni provenienti dall’ambiente, allora i ragazzi sono sonicamente testati.
e per dormire mettono questi (random, di solito):
poi capita che in viaggio, magari metto un cd di tanghi, e ogni tanto, con sicurezza, uno dei due mi informa che dev’essere anche su abTango. li conoscono. la musica si assorbe, come i movimenti corporei, se ripetuti divengono naturali, se riascoltata provoca una sorta di palpitazione, di partecipazione.
probabilmente è lo stesso fenomeno che avviene nei ballerini di tango: i corpi sanno dove va la musica, e c’è lo spazio per un po’ di contemplazione. come addormentarsi. in tanti paragonano, fatte le dovute distinzioni, la passione per il tango alle tossicodipendenze.
fatto sta che mi dicono che ballo niente male. me lo dicono donne che a mia volta abbraccio volentieri, e, pare sia perché seguo bene la musica (mi vanto di un “è da 8″ e di un “accipicchiopicchiolina!”).
a me vien da pensare “grazie al cazzo, almeno quello!”
invece no, e lo vedo anch’io. c’è davvero da domandarsi come può la natura generare individui della stessa specie animale con caratteristiche comportamentali da pista tanto differenti!
uno spettacolo :-)
detto questo, non conosco i testi né mi sono mai veramente messo lì a cercar traduzioni, di musica mi intendo nel senso che comanda l’orecchio ignorante, non riconosco che 4 autori in croce, non sono una cima nelle loro collocazioni storiche, non me ne frega un cazzo di andare a buenos aires quando c’è il resto dell’argentina tutto attorno, non faccio niente per memorizzare i nomi dei passi e, non ultimo, io lo sento che non ballo mica tanto bene. e capita spesso.
devo camminare ancora tanto.



December 19, 2007 at 5:12 pm
ma quelli sono i miei piedi?
December 19, 2007 at 6:00 pm
tutti e QUATTRO? n-no, non direi…
:)
December 19, 2007 at 6:22 pm
ah, ecco. infatti non ricordavo di possedere dei pantaloni rossi.
December 19, 2007 at 6:30 pm
guarda di scaricarti una cosa strana che adoro: rock progressivo anni settanta in tango.
il brano si chiama: “Le tango” ed è eseguito da Ian Akkerman oppure puoi provare a cercarlo sotto Focus.
Per me è fantastico.
December 19, 2007 at 7:16 pm
uau! è la prima volta che posso rispondere a 2 commenti diversi nello stesso post(o)! e dato che siete solo voi 2, permettete che vi presenti: mem, ti presento cyb. cyb, id(m)em.
(ecco fatto, valeva la pena bruciare le zucchine)
allora: (che emozione)
@ mem – benché, in questo clima lappone e in questo periodo dell’anno, una mise da santa nicoletta potrebbe avere il suo perché.
@ cyb – ‘azz, non lo trovo, non lo. insisto ancora e muchas gracias intanto.
December 19, 2007 at 8:34 pm
piacere mem!
quanto a te: te lo mando via mail, se riesco, ché sono quattro o cinque mega.
December 19, 2007 at 9:01 pm
ehm…
non trovo più il tuo indirizzo email…;-)(
December 21, 2007 at 5:34 pm
Varasca querido,
mi sembra che il tuo sia un caminito tanguero muy bueno.
Mi piacerebbe che condividessi questo bel post alla milonga virtual.
E’un’invito con tanto di mirada e aspetta il tuo cabeceo.
Hasta la milonga,siempre!
:-)
December 21, 2007 at 7:02 pm
oh, che bello!
benvenuta farolit :)
condivido volentieri, ma che devo fare?
l’ho già fatto?
January 9, 2008 at 6:34 pm
sì sì, l’hai fatto … e hai fatto bene!
;-)