link 07/06
February 28, 2008
perché no?
tanto più che la mia rubrichina mensile su AMICA ha molto più senso online, ché almeno si possono cliccare i collegamenti senza doverseli prima ridigitare per esteso…
funziona che decido, di mese in mese, un tema attorno al quale navigheggiare, segnandomi i siti e le pagine a mio giudizio più curiose e interessanti. Così riempio una colonnina di un mensile che a volte ha quasi ottocento pagine. tradotto significa che non mi stupirei che nessuno la leggesse, la colonnina :-)
quel che è certo è che non ricevo feed-back, cosa che potrebbe funzionare diversamente qui.
ogni tanto ne aggiungerò una serie, oggi parto dalla prima, che si intitolava, se non ricordo male, “Di Macchine e Animali”.
buona rete!
Recupero i bimbi per iniziare la settimana con me, dopo quella con la mamma: cosa avete fatto, di bello? siamo andati a Marsiglia, alla festa dagli zii. Bella? Sì. Altro? No.. ah, sì: c’era la catapulta per pianoforti. Verifico il giorno dopo se mi dicono le bugie:
www.lamachine.fr
Costruiscono ed esibiscono nelle piazze francesi macchinari inutili ed imperdibili, dalla catapulta par pianoforti alla spalmatrice di nutella. E marionette GIGANTI.
Occhio invece a dire che sono inutili le macchine partecipanti al terzo Grand Challenge organizzato dalla DARPA (l’Agenzia USA per lo sviluppo della ricerca avanzata in materia di difesa). I ragazzi sguinzagliano nel deserto grossi gipponi farciti di elettronica ma privi di conducente. Il primo che arriva vince.
www.darpa.mil/grandchallenge
Nel 1855, invece, la stessa gente pensò di conquistare i deserti del West con i cammelli: la storia del fallimento delle US ARMY CAMEL CORPS è raccontata in questa pagina: www.drumbarracks.org/original%20website/Camel%20Corps.html
È andata meglio al lattificio Mauritano Tiviski (www.tiviski.com): dal 1989 produce ottimo latte di cammella intero pastorizzato U.H.T. che vende in cartoni da mezzo litro. A Bologna, nel 2000, hanno ricevuto il Premio Slow Food per la Difesa della Biodiversità.
www.biodiversityhotspots.org, infine, ci segnala che viviamo, noi del Bacino Mediterraneo, in uno dei luoghi più ricchi di biodiversità del pianeta. E uno dei più minacciati.
(la pratica del salto da pali a frasche, qui, sarà esercitata in maniera assai intensiva)
chi va e chi viene (anche se per poco)
February 28, 2008
ultimo giorno di apertura dell Osteria da Amalia, una bella blogosteria aperta da cybbolo, majara e usermax cui ho partecipato soprattutto come decoratore a tema, fornendo una serie di cafferelli, ovvero acquerelli fatti col caffè. è stata la mia seconda esperienza di blog collettivo, e mi è piaciuto molto.
la prima volta è stata con il Blog a Tempo.
la terza sarà domani, e solo domani. effe, un altro di questi emeriti e preziosi sconosciuti in cui sono inciampato tempo fa, aprirà un blog dedicato al 29 febbraio visibile solo domani: Il blog che non c’è è aperto ai contributi, e preferisce quelli che trattano dell’inesistenza. Se vuoi mandare qualcosa, l’indirizzo è ilblogchenonce@gmail.com
sfiluca
February 22, 2008
ovvero sfilate, sfinimento e sfiga: a girare in motoretta tutto il giorno per 5 giorni nel traffico di milano mi son beccato qualcosa di muy aggressivo, in 3 giorni le 3 tappe, gola naso polmoni. merda.

a parte questo, è andata bene. penso. non ho ancora visto le foto, ma qualcosa di utile ci sarà. lo dicono i numeri: 20 sfilate diviso 3.500 scatti, insomma, in quei 13 giga di pixel ci dovrebbero essere le pagine che servono per il servizio. come prevedevo, ne ho fatte molte di meno: per prim/est, 12 sfilate, avevo fatto intorno ai 9.000 scatti, settimana scorsa vedevo invece di arrivare poco prima dello show, saltando l’oretta di parrucchieri e truccatori.
seconda volta che entro in ambienti a me alieni, ho comunque rivisto le stesse facce, dai buttadentro alle modelle, dai tecnici ai truccatori, dalle pr(ot) ai cveatovi in pevsona.
è un circo. e i vestiti sono il meno, parlo di tutto il carosello delle auto nere, dei supercontrolli, quello che alla fine appare a chi passa per sfiga in una strada dove c’è una di queste sfilate. disagi per tutti, ma la città coccola la sua creatura, “la città del design e della moda”, e non si tocchino i divi.

imparo cose, e va bene, anche se non me ne frega molto.
la cosa migliore è stata la compagnia dei fotografi da backstage, una dozzina di tizi (e qualche tizia) che segue la carovana per conto delle grosse testate. e io in mezzo a rompergli i coglioni, a sbattergli il flash in testa, farli inciampare, spingere un po’, rovesciargli maldestramente le cose. m’hanno salvato le lingue, letteralmente. a parte potermi scusare, in più di un’occasione toccavo per sbaglio rotelle e bottoni della 5d e la macchina faceva quello che voleva lei, spesso nulla, allora la tecnica è: guardare attorno, individuare un fotografo che riprende fiato (anche gli assistenti vanno benissimo) e chiedergli sfacciatamente di salvarti la vita (se non l’ha già sentita, gli si propina la pietosa verità nella versione compatta “io non sono un fotografo”).
per gli spintoni, ne ricevevo di più io, quindi scusarsi sì, ma fino a un certo punto, ché fanno parte del gioco. è giocoso lo spirito di ’sti tipi, che passano un po’ per i discoli del dietro le quinte, sordi ai richiami, anarchici e sgattaiolanti. l’essere recuperati in giro e spinti in certi angoli, o corridoi, marciapiedi, pianerottoli e salcazzo, aspettare ore insieme genera una buona predisposizione alla battuta collettiva, che è sempre tonificante. il tenore è del tipo scherzi scemi fra amici della compagnia, per dire.

(qui sono philip e anna , che segue la carovana per un paio di stagioni ritraendo personaggi vari con un banco ottico, per un progetto di libro, di quelli belli)
domani consegno: foto al giornale, 5d al service, motoretta bombardella (miiiii, non ce la facevo a resistere, ho sorpassato trilioni di vetture) a jep, e me stesso alle coperte, immagino. se proprio proprio mi annoio, posso sempre guardare qualche foto ;-)

unico rammarico: contavo di sfruttare il motorino per raggiungere le milonghe in cui non vado mai perché troppo lontane, ma alla fine è successo solo la prima sera, domenica al principe: nei giorni successivi il mix corridiquaedilà, scattascattascatta, mangiasolostuzzichini mi ha tolto ogni energia residua, ed ho preferito vedermi i film che mi ha prestato f. uno dei quali mi ha turbato: il protagonista mi ricorda me stesso in modo inquietante… saranno coincidenze, solo coincidenze del sentire…
hey, Pop!
February 20, 2008

AUGURIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!
(giorno poco favorevole a grandi riflessioni esistenziali, affido il mio affetto ad una graziosa ed ignara ambasciatrice, ché so che ti piacciono le gnocche :-))) un abbrasso par le to otanta barete, vecio)
oussssaaaahhhh….
February 17, 2008
alle 10 sono pronto: ho fatto colazione e doccia, posso svegliare i giovani prima di andare da J. per il motorino.
senza accendere la luce, salgo sul soppalco, appoggio una mano sulla schiena di ada, mi chino a sbaciucchiarla un po’ e quando reagisce le ricordo la miriade di cose che deve fare, considerando che per i compiti si è già giocata il venerdì sera, l’intero pomeriggio di ieri e questo lo passerà di nuovo con le amiche ad un compleanno: deve ancora fare colazione, doccia, preparare il trolley e lo zainetto per il trasbordo (eccezionalmente anticipato a oggi) e le 2 cazzo di equazioni.
(sì, non è un bel modo di svegliare le persone, ma è il mio lavoro).
esco incerto (di fatto non è uscita dal letto, cazzi suoi)
J. è sempre uguale, non fosse per l’amica bellissimissima che non conoscevo. e la casa, a uno sputo dal tangoy, una mansarda che pare di essere ad asiago, con tanto di caminetto molto vissuto, gli invidio anche la vista sul verde.
non ci si vede da un tot, come al solito devo essere nella cacca per farmi vivo con persone con cui, in certi periodi, ho condiviso esperienze importanti: la sua creatura lo è stata. forse sono sempre uguale anch’io, perché basta un caffè per dimenticare il tempo trascorso, e gli imbarazzi che a volte questo genera.
il motorino è perfetto: giappo, farcito di elettronica, dimensioni ridottissime, zero fronzoli e, soprattutto, nero.
anche cinqueddì, con cui armeggerò fra poche ore, è giappafarcitaenera, ma di dimensioni non ridottissime.
finirò giovedì. prevedo di fare meno scatti, di rompermi di più, di prendere più freddo, di rivedere qualche volto familiare e di vedere, in sostanza, una quantità disumana di figa in gran tiro. quindi non mi lamento, dài ;-)
(è strana questa cosa, comunque: ho imparato a vendere quello che le mie mani facevano, senz’altro guidate dall’occhio e dal corazòn. adesso vendo quello che i miei occhi vedono guidati da richieste esterne che, per quanto assai sciolte, non impongono più molto lavoro a mani abituate a disegnare. si tratta di guardare le cose, e registrarle. punto. strano)
torno a casa, ada ha fatto solo colazione, le verso rapidamente addosso il secchiello pronto di rimproveri comprensivo di to-do list, li risaluto, vado da silvia, aperitivo con taglio, anche lei voleva ritoccare il lavoro fatto a dicembre, sono ganzissimo.
torno dai 2, ada ha aggiunto la doccia e ora LEGGE FUMETTI!!! secchiello di @#*%%?*§§§### e mi metto a preparare i toast. (me ne rendo conto solo ora: cazzo, la tipetta mi ha anche aiutato a fare i toast invece delle sue mille cose! mi frega di continuo, merda…)
ormai però l’ho stressata abbastanza, e non si concede il tempo di finire il budino intingendoci i pavesini, lo divora a badilate. finalmente assembla trolley e zaino, si esce. si saluta mater, si mollano i bagagli e frater e la porto in canna alla festicciola in vialemonza, ritardo solo 5 min. cazzo di equazioni dopo cena.
libero.
rientrando, riattraverso il trotter, sono le treemezza di domenica pomeriggio, la gente comincia ad affluire, ci saranno iniziative per i piccoli, mamme ne aprofittano per fumare e telefonare al freddo, io il freddo lo sento di più, ché mi devo abituare ai capelli più corti. corro a casa, ho qualche ora per fare una lavatrice di lenzuola e pigiami, e rassegnarmi alla tensione che sento crescere. ma poi so che passa. basta cominciare a fare invece di pensare di fare. l’altra volta era stato così, ed è andata benissimo :-)
uuufffff!……
(Ooooohhhhhhhmmmmmmmmm…………………)
e adesso magari mi faccio una cioccolata!
search a second conversation
February 16, 2008
male alle costole sinistre - riusciranno le costole destre a sconfiggerlo?
l’attraversata di annibale - ‘mazza, e quant’era largo?
scombussolato - anche tu?
la cicca di oldenburg - guarda dietro al monitor, spesso le appiccica lì, l’animale.
settaggio caratteri stampanti ad aghi - nostalgico?
traino roulotte obbligo specchietti retr - (SBANG!!!) …sì, ma guardare anche davanti, ogni tanto, no?
varasca luca - oui, c’est moi :-)
federica scopa - oh, adesso si può dormire sereni
tomoro al cervello - sembra, sì…
favole della buonanotte cinesi - ad insonnie estreme…
shit - pardon?
ciclostile digitale - tipo tazebao elettronico?
quadri sulla via lattea - audioguida inclusa col biglietto dell’astronave
fioreti - ’speta, porta passiensa, che fra poco xe primavèra!
tangamaniaonline - Ach! kvesto ezzere lederhosenmaniaOnLine, enschuldigung.
palette balconi pvc - l’odontotecnica fa miracoli, oggigiorno, coraggio!
cent’anni di solitudine audiolibri - eh, così ero capace anch’io…
spostàti
February 15, 2008

seconda finestra dopo il portoncino; io adesso sono lì. 5 minuti buoni di camminata in strada ci separano da una qualsiasi redazione :-)
prima, passando per i vecchi locali, ho colto le nostre impronte.
evabbè
February 14, 2008
limbo
February 12, 2008
ieri abbiamo preparato scatoloni.
nel pomeriggio i computer non vedevano più la rete, neanche la stampante.
da questa mattina giriamo di qua e di là, raccattiamo le ultime cose, faccio foto, mentre dei signori continuano inesorabili a trasportare tutto di là. di là è un casino, sono andato solo a buttare l’occhio, mi domando se domani si potrà lavorare.
questa è l’ultima macchina collegata, quella di s., la mia capa.
non lo ha detto, ma è evidente: vuole essere l’ULTIMA.
una vita qui dentro a inventare pagine, nelle sue vene scorrono caratteri, colonne, titoli e immagini, tonnellate di immagini. ha imparato a respirare riunioni, giochi di potere, drammi umani.
tutto questo le ha messo addosso una certa tristezza, in questi ultimi giorni, e si capisce; è un pezzo di editoria italiana quella che sento sbattere nei rimorchi che da giorni entrano ed escono dal cortile, qui sotto alla finestra. caricano tutto il mobilio, cassettierearmadiarmadiettiappendiabitiportaombrelli.. shbamm! metallo contro metallo. entrando notavo il guizzo di un camionista, mentre la barriera era sollevata, nel mettere un guanto da lavoro sopra alla fotocellula: ottimizzazione.
ma c’è una consolazione.
invece di andare nel nuovo edificio, tutto open-space e uffici-acquario (= pareti di vetro smerigliato), farcito di rilevatori di fumo (soprattutto), noi 4 + segretaria + il dipendente andiamo a finire in un appartamentino di 80 mq circa, al piano rialzato di uno dei 4 grossi condomini costruiti a suo tempo dall’angelo R. per gli operai delle tipografie. dei 4 è il più lontano dal nuovo edificio :-)
l’ale, che non vuole scrivere la sua qui, ha però voglia di ammazzare il tempo ascoltando ancora questa:
mi sembra favolosa :-)))
the age of aquarius
February 12, 2008
ieri lui, big brother, 51 (happe boiface, mike!)
oggi (lunedì) lui, big son, 14

prima guardavo le digitali più vetuste, i pixellotipi più datati: 5 anni fa… sembra un’eternità.
(che barba assurda)
che bimbo piccolo.. prima, mentre lo abbracciavo a lungo subito dopo esser rientrato dal lavoro, era lì che mi scrutava, poi, fugato ogni dubbio, mi fa: “sono più alto di te.” gratia ad mentulam! è farcito di geni nordeuropei, vanta famiglie intere di zii e cugini che rasentano i 2 metri, quindi non è che accoppiandomi con sua madre mi illudessi di mantenere per sempre chissà quale primato dello sviluppo verticale in famiglia :-)
..ma così in fretta…
