questo mio tango 2 - la vendetta
March 12, 2008
(torno a casa da lezione, abtango mi accoglie, scatta il post tematico)

“la vendetta” solo perché fa ridere nel titolo.
in realtà c’è poco da ridere. cioè, adesso si può, per questo ne scrivo :-)
2 anni fa, in un impeto di ottimismo, invito la mia ex (no moglie, fidanzata post-separazione), per la quale provo profonda nostalgia, a cena e inaspettatamente, accetta. ancor più inaspettatamente, ci saluteremo solo il giorno dopo. molto prevedibilmente, il mio umore è alle stelle, nonostante non siano state poste basi per alcunché di rinnovabile. avendola io piantata un annetto prima, comprendo la diffidenza della ragazza.
nelle ore trascorse assieme, mi parla molto del tango, che aveva iniziato 6 mesi prima. mi ricorda che prima della rottura mi aveva proposto di iscriverci entrambi ad un corso, e si ricorda che la scartai come un’idea del cazzo.
io non me lo ricordo bene, mi sembra strano, proprio io, e comunque, evidentemente, ero già troppo in crisi per gli occhi della biondina al lavoro.
quella che non me la diede, quella da cui forse non la volevo neanche.
“mi iscrivo adesso, cerco di recuperare e ti posso fare da partner!”
“non se ne parla nemmeno, ormai il tango è una cosa mia, tu non ci hai voluto provare, adesso è troppo tardi.”
non discuto.
nei giorni successivi non riesco a pensare ad altro: “ma allora perché cazzo ha perso tanto tempo a raccontarmi della passione del tango, degli abbracci di qua e di là, del sudore che si mischia, dei cuori che pulsano sulla stessa musica, musica che è ipnotica e struggente e divertente e e e…? p e r c h é c a z z o ? ? ?”
tra l’altro - sono sinceramente attratto dal tango, almeno come musica; non ne ho chissà che collezione, ma senza neanche sapere che fosse tango, uno dei miei dischi preferiti di sempre è Selling Water By The Side Of The River, di Evan Lurie. e poi, a ben vedere, quella roba strana che mi canticchio in testa quando cammino in città, quelle marcette che mi farebbero vergognare di fronte a, per dire, i miei amici, ma che si innestano tanto bene ad un passo regolare.. sta’ a vedere che è proprio tango!
io che non voglio ballare?
io che in 4a liceo ero l’unico maschio a fare ginnastica con le femmine per poter seguire il gruppo di ginnastica-jazz, e che in 5a seguivo il gruppo serale della mia insegnante? io, che per il mio matrimonio ho coreografato un balletto per me e sabine su “Tartantella”, di Evan Lurie, appunto? io, che per sopravvivere alla separazione da sabine ho seguito un corso di danze folk del mondo (e, contestualmente, la scia di profumo di una donna affettuosa)?
io che non posso ballare? il tango? solo perché sono stato un cretino?
e fu così.
una settimana dopo ci fu la notte bianca, in programma una serata di tango con lezioni gratuite per chi non ha mai mosso un passo. passo la sera lì e faccio tutti e tre i cicli previsti (cioè: 3 volte la stessa cosa): devo capire se c’è osmosi, se qualcosa mi prende. non riesco a capire, del resto si cammina e basta, e le compagne mi pestano i piedi. fan’culo, la pizzica era più complicata, non dico la chacarera o come si chiamava quella roba sudamericana che ci insegnava quel giovane fuori di testa…
finite le lezioncine di propaganda (sempre lodate siano) la gente inizia a ballare: è la prima volta che vedo ballare il tango dal vivo, dal vero, NEL vero.
il luogo è l’atrio di una moderna stazione ferroviaria, non aiuta a percepire chissà che atmosfera. l’esibizione dei 2 maestri non mi aveva impressionato molto, ma è la mia innata diffidenza nei confronti delle réclames a frenarmi, capisco che non è quello che si è tenuti a sapere. quello che voglio vedere è come balla la gente.
rimango fino alle 2 del mattino, a guardare. faccio qualche foto, ma guardo, soprattutto: tutte le età, non tutti sono eleganti, anzi. niente rose in bocca, niente casqué, niente camminare nel modo ridicolo dei cartoni animati. qualcuno - pochi - fa dei numeri, tipo quelli che avevo visto fare ai maestri. qualcuno balla che sembra fermo, un gioco di spinte e controspinte sul posto, mi pare strano. qualcuno è super-impettito, ha qualcosa d’oro che luccica da qualche parte, non ridono. quelli che ridono sono i miei preferiti, sono anche quelli vestiti in jeans e camicia, o maglietta. non sono né belli né acrobatici, ma ballano con chi vogliono, anche quelle vicino alla consolle che sembrano quelle brave (’mazza che gonne!), e le fanno ridere.
l’evento serve anche a promuovere l’inizio di un corso per principianti assoluti in, guardacaso, una delle milonghe più vicine a casa mia.
che fare? è tollerabile un deficiente che si iscrive a tango per riconquistare una ex? non è anche molto romantico? non sono, comunque, libero di fare quel cazzo che voglio? non potrebbe essere proprio quel che voleva facessi? senza stressarla, ci rivede senza impegno in milonga, e se è cosa… però che stronza a prenderne possesso, mica c’era lei alla notte bianca, c’era chiunque! e poi, chissà come sarà sorpresa, capirà che non lo dicevo per dire, che posso affrontare una cosa improbabile come questa solo per lei. e voglio guardarli in faccia i bastardi che se l’annusano e che la stanno trascinando sempre più lontano da me, con le loro pose e i loro sorrisi e il loro farla… ridere.
succede che mi iscrivo.
succede che non resisto e glielo dico.
succede che si incazza, “mi sento invasa”, “non serve a niente”.
e succede che non ci si vede più.
nei mesi che seguono continuo ad andare a lezione di tango, proprio dai 2 che avevo visto esibirsi, senza avere una partner. ne cerco, forse sì, forse no, no. me ne infischio, a casa ballo con la scopa, come nei film. pratico il turismo tanguèro, visito le diverse milonghe senza ballare. qualche volta, quando sono molto triste, mi dico che anche sul fronte del sentimento dovrei avere le carte in regola per approfondire la conoscenza di questa musica e di questo mondo. per questo non ho fretta di sapere cosa dicono i cazzo di argentini, mi bastano le mie di paturnie. e prima del previsto inizio a invitare signore molto pazienti, e ballo tango. e balla e balla, passa piano piano anche il gran dolore, incontro gente, faccio cose e continuo a ballare.
la tizia la vedo ogni tanto. la prima volta è praticamente scappata, una volta mi ha detto che non sarebbe andata oltre il saluto, altre volte mi ha ignorato, una volta mi ha sorriso passandomi di fronte, una volta mi ha sfiorato l’avambraccio, altre volte la ignoro io, come sabato scorso, festa della donna: ma quasi alle tre, prima di andarmene, mi sono sentito stupido. sono andato a salutarla, me lo ha lasciato fare.
e basta. è così che mi sono messo a ballare tango.
(mon dieu, che …”intimo” questo post… però è vero, almeno quanto un “oh, piuttosto che stare davanti alla tivvù, eppoi il tango è tornato di moda, c’è un sacco di figa, anche… e pure ggente interessante, professori universitari, pubblicitari, autori televisivi…”)
March 12, 2008 at 11:03 am
(avrai letto le imperdibili lezioni di tango di Manginobrioches, suppongo)
Certo, le luci a sera, le milonghe, il rumore dei passi, la passione verticale, il sudore, i corpi.
Ma, soprattutto, hai dipinto un mondo in cui tutti sono (siamo) ex-qualcosa.
March 13, 2008 at 3:32 pm
Io a vederlo ballare, il tango, “me moro” come si dice a Roma, idem ad ascoltarne la musica ma credo che come tangueira sarei una pestapiedi incredibile… a te i miei complimenti. Un uomo che imparasse tutta la discografia nonché i testi a memoria dei Metallica io non me lo RI-farei sfuggire… Baci***
March 13, 2008 at 6:56 pm
F,
io sono disperato, sai, perché non mi è possibile leggere tutto quel che vorrei! gli incentivi come il tuo aiutano: andrò presto a visitare Nostra Signora Delle Brioches (che mi è già capitato d’incrociare, of course).
mi sfugge una cosa, però: tu.. balli anche tu ‘quella roba là’?
metaF,
se la musica ti piace sei già messa bene, credimi..
per i piedi, invece, il rischio è passivo, ovvero che TU sia calpestata per benino. e questo, esigente come sei, potresti tollerarlo male, mi sa…
;-)))
May 16, 2008 at 12:51 pm
Varasca, vorrai mica mettermi in quelli che, organizzando notti bianche, ha contribuito a tutta ‘na serie di ‘azzdicasinituoi ???
Ma che femmine frequenti nel tango ?
Quelle che ti tolgono il saluto ?
Naaaaaa… meglio quelle che ti tolgono le cartine de rizla… almeno ci guadagni in salute.
Ripijate…
Maripposo
May 16, 2008 at 1:04 pm
’ssinammazzatte,
bentrovato! (sei aki, sì?)
ma chi ti dà colpe? anzi! eppoi i casini cercavo di risolverli, col tango. se poi mi son sbagliato, beh, è troppo tardi ;-) e allora almeno ballo.
(per le rizla no problem, me le tolgano tutte, tanto fumo le OCB!)