sveltinaConfederata

April 10, 2008

settimana scorsa, quella a destra mi chiede se quella a sinistra me l’ha detto.
“cosa?”
“che devi andare a ginevra entro metà settimana prossima a fare una foto.”
“UNA foto?”
“sì, e una te la devi far fare tu.”

il gioco è che i fotografi del giornale si ritraggono a vicenda. sono un po’ preoccupato: a ginevra c’è un vero fotografo, io faccio solo rire les poulets :-)

lunedì arriva la cinqueddì, porto ada a fare un giro in quartiere, solita questione del provare la macchina. il trotter collabora, nonostante le gaffes che mi aveva visto fare (ancora) un paio di giorni prima.

Il problema dell’albergo è risolto, nel senso che è christian stesso a propormi il suo letto, potendo a sua volta rifugiarsi in quello della morosa. il problema ragazzi è risolto, vanno a dormire da sabine. parto martedì in treno, bagaglio essenziale, giusto una boccia di cannonau per ricambiare l’ospitalità. fa bello, giacchetta e via. Dopo losanna nevica, rido del mio ottimismo, e per smorzare un nuovo panico tutto fisico.

rendez-vous in stazione, mi vede in giacchetta, mi porta in un bistrot e va a cercarmi giacca e berretto in bici. vraiment gentil. intanto mi godo la possibilità di fumare nel locale, cosa che non facevo, mi sembra, da una vita. poi si va. ha la bici carica di materiale, sa dove andare, sa cosa vuol fare. io no.

e siamo sotto a un ponte, monta 2 lampade “sono americane, luce dolcissima”, usa l’esposimetro solo per avere conferme a dati che sa indovinare comunque, e tira fuori la sua, di macchina.
mi sento onoratissimo, il mio primo vero ritratto passerà per l’obbiettivo di una hasselblad!

finito tutto passiamo per lo studio, in un ex-spazio industriale occupato e prossimo allo sgombero; mi spiega di essere uno dei portavoce dei 300, fra creativi e artigiani vari che costituiscono ArtAmis, che conducono il braccio di ferro con le autorità cittadine nel tentativo di ottenere l’assegnazione di uno spazio alternativo.

a casa smonta il gioiello perché si asciughi dalla pioggia e dalla neve che ha preso. quando mi viene gli faccio qualche scatto, poco convinto. gli ho spiegato 2 cose sulla mia presenza lì; è tranquillo, mi spiega altre cose che non so della digitalona.

Passeggiamo ancora, guardo questa città che non conosco, mi attrae il lago in cui chris cerca di immargersi almeno 3 volte alla settimana, tutto l’anno! “così non mi prendo niente, neanche un raffreddore”, mi dice mentre osservo il jet d’eau che sparisce nel cielo grigio vicino al molo. (curiosamente, noto che ci sono un sacco di imbarcazioni immatricolate GEnova :-) mah?

a cena ci raggiunge la morosa, io faccio lo splendido invitandoli a spese del giornale, e si sta bene insieme, a parlar di tutto e neanche tanto di foto :-)

poi torno a piedi, vedo ancora cose, e trovo anche la casa.
dormo come uno svizzero, mi culla ben harper.

ci incontriamo allo stesso bistrot vicino alla stazione, gli restituisco le chiavi, torno a milano che non avrà mai smesso di piovicchiare in 2 giorni. come all’andata, ammazzo il tempo disegnando: 11 andare, 16 tornare. e a sfogliare riviste, sonnecchiare mentre passan via laghi, cime innevate, valli, frontiere, laghi, aree industriali, tutto bagnato, grigio, uniformato.

e ritrovo mes enfants hebdomadaires :-) che tutto questo se lo sono sorbiti a voce, pazienti :-)

10 Responses to “sveltinaConfederata”

  1. farolit Says:

    Dài … una bella sveltina comunque.
    Ginevra è una città fascinosa e andarci per farsi ritrarre da cotanto fotografo è esaltante e lunsinghiero. Non ci hai detto (nè mostrato) com’è venuto il tuo ritratto…
    :-)

  2. varasca Says:

    i ritratti sono una sorpresa, che aspetterò anch’io fino alla pubblicazione del prossimo numero :-)
    sorpresa il suo (non so quale verrà scelto) e inevitabilmente a sorpresa il mio (ha portato il rullo a sviluppare dopo la mia partenza). posso solo anticipare che apparirò “molto serio”, hahaaaahahaaa…

  3. mf Says:

    Che invidia per quell’Hasselbladona!!!!******

  4. flounder Says:

    la terza dall’alto è bellissima.

  5. varasca Says:

    mf,
    sìììììììì…. (anche se io non saprei come usarla!)

    flo,
    gratiam ad mentula! non a caso è la location che ha scelto per ritrarmi :-) ne ha fatta tutta una serie proprio con quel fondo lì. (quello è lui che misura la luce in fondo)

  6. riccionascosto Says:

    La terza è bellissima, ha ragione Flo’, ma a me piace molto anche la seconda (la scelta del fuoco, il momento, il piccione che fa da “barca” e il fatto che sia fuori fuoco - o come si dice - insieme al mais, per terra).
    Bellabellabella :)

  7. moltorumorepernulla Says:

    piace anche a me quella.
    la terza.
    sembra il fotogramma di un film (francese)
    bel viaggio tra la neve.

  8. varasca Says:

    riccio,
    grazie! hai visto anche quelle all’altro capo del link? ci sono ancora piccioni, anche se a fuoco ;-)

    moltorù,
    lo dico a te ma vale per tutte le fan della terza: si tratta del sottopassaggio del Pont du Montblanc, proprio dove il lago si trasforma in Rodano. (chris, scherzando, mi diceva di non rivelare in giro la “sua” location :-) quindi mosca, eh?)

  9. riccionascosto Says:

    io cliccando vedo solo quella, ma magari avrò cliccato a vanvera :P
    (ogni tanto mi capita)

  10. varasca Says:

    ricciona,
    sono io che sono ‘na bestia, e non li metto abbastanza evidenti; sono i testi in grassetto, tipo “provare la macchina”, e altri ;-)

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