scatenàti

April 14, 2008

settimana tranquilla nonostante la trasferta ginevrina, l’abbiamo terminata facendo gli avventurosi in cucina.

me lo avevano già detto, e sabato mattina sono tornati alla carica.
“allora la possiamo fare?”
“se poi pulite tutto, sì.”
e nella spesa includo 8 kiwi, ché si vogliono cimentare in una torta da un libro di ricette per ragazzi. non si scoraggiano i giovani, quindi non insisto troppo sul fatto che non so affatto se il forno a gas sarà in grado di fare il lavoro. magari sì.
e fanno veramente tutto loro, sono eccitatissimi quando il profumo inizia ad invadere la casa, e orgogliosi quando verificano che la torta (rondelle di kiwi appoggiate su zucchero e ricoperte di farina mischiata a burro) è commestibile. sono stupito anch’io.

nel pomeriggio felix va prenderle con la squadra di basket mentre io e ada andiamo a comperare 2 sacchetti di creta e a prendere un té da sua mamma.

poi filo ci segnala una specie di mostra nel loro studio, e ci andiamo tutti e tre.

è una cosa strana, un miscuglio di arte analogica e digitale, diverse proiezioni, palloncini, esperimenti, musica e qualcosa da bere. ada si impadronisce della digitalina, e fa bene.

la sera rischio,e seguo la ricetta delle conchigliette alla robiola e bresaola stampata sulla confezione della pasta: buono, ma forse ho sbagliato qualcosa perché le ultime forchettate sono un po’ troppo collose..

domenica è domenica, ormai lo sanno, “si fa qualcosa!”, e siamo in centro in bici. li porto a vedere la mostra delle sculture neoclassiche dell’Hermitage, che male non fa.

il primo impatto è imbarazzante, appena entriamo (a caro prezzo, cazzo, a caro prezzo) la prima sala è gremita, almeno un paio di gruppi con guida, ad ammirare soprattutto questa:

che è bellissima, si vede subito.
solo che.
è montata su una finta colonna rotante, lentamente roteante, e si sente il motorino elettrico – gniiiigniiiigniiii – e mi cascano le palle. tremo all’idea che i curatori abbiamo infilato altri capolavori sul girarrosto, e mi scappa un “sembra un coso del kebab”. loro, che il coso del kebab lo conoscono bene, scoppiano a ridere talmente di gusto che (come al solito) il registro si imposta su “vediamo di divertirci”.

purtroppo non si possono far foto; quando mi azzardo e faccio lo scatto qui sopra mi vengono subito a sgridare :-(

ricordo loro che le opere in mostra venivano prodotte con già l’idea di venderle, e che i principi (tipo russi) erano ottimi clienti. gli dico che i fanciulli e fanciulle ritratti sono poco vestiti perché così i vecchi porconi ricconi potevano rifarsi gli occhi alla luce del sole spacciando il loro voyeurismo per culto dei classici, e che nessuno protestava se in soggiorno c’era la statua iperrealista di una minorenne nuda, purché il titolo fosse “la fede”, o “proserpina che fa questo o quello” ecc.
e lo vedono bene anche loro, il visitatore (maschio di mezz’età) che sbircia goffamente sotto ai gonnellini di 3 ragazzine danzanti. la statua è tanto precisa che i ragazzi sono scandalizzati dal comportamento del tipo.

poi arriviamo a questa, che sarà votata la nostra preferita, quella che ci portiamo a casa:

è la Ninfa dello Sorpione, di lorenzo bartolini. avvicinandosi, ci si rende subito conto della perfezione della tecnica, il realismo è assurdo, la pelle è liscia, le pieghe sono naturali come lo è la posizione, di una giovane che si massaggia un piede. felix, che mi aveva già sentito decantare l’abilità di questi tizi nel piegare la pietra al loro volere, le gira attorno per vederla da dietro (c’era solo il girarrosto all’inizio, per fortuna) e godo nel vederlo sbarrare gli occhi :-)

ha visto il piede punto dallo scorpione.

siamo tutti e tre incantati da questo dettaglio. dalla morbidezza, dalla forte pressione del pollice nella carne compatta, dalla fedeltà, che ognuno è in grado di valutare..
invidiamo i proprietari originali, che la potevano toccare; si vede che lo facevano: il piede in questione è più lucido del resto della scultura, in molti hanno avuto l’impulso di verificare che non fosse vera, o semplicemente di posare le mani su un piccolo miracolo.

poi passeggio in centro e a casa.
avevo preso dei petti di pollo. “come si potrebbero fare, per cambiare?” ormai sono coraggioso, estraggo il libro di fiducia (più per lo stile di scrittura che per una effettiva fiducia nelle ricette, non saprei valutarlo) e trovo una cosa che posso tentare: pollo al curry! e mi viene anche! ada pensa a tagliare il petto a pezzetti (adora toccare la carne morta, l’ho già detto?), io a seguire il libro passopasso. un successone ;-)

11 Responses to “scatenàti”


  1. Questa ninfa mi sembra davvero splendida (non solo il piede, ma tutta)

    E mi piacciono molto questi racconti del “fare qualcosa” con i tuoi figli.
    (Mi sembra – ma questo forse è un discorso lungo – che a volte la lontananza faccia sfruttare al meglio il tempo disponibile) :)

  2. varasca Says:

    riccio,
    sì, è quasi perfetta. quasi, a causa del volto che, nonostante la puntura di uno scorpione di merda, rimane soave.. giusto per rompere le balle, se avesse un’espressione di dolore, o anche solo fastidio, lieve disappunto, incazzatura solenne o vago disagio, beh, sarebbe stata perfetta :-) ma si sa, i potenti clienti non avevano tempo per l’imperfezione del dolore.


  3. Insomma, un’imperfezione funzionale (anche perché, sai come si dice: la perfezione non è di questo mondo)

  4. Pop Says:

    Bravo felix che vuoi veder le sculture da dietro: sei un uomo after my own heart. Pensa che io sono andato al Louvre solo per vedere la bella schiena della Nike di Samotracia. In compenso e proporzione, dopo, invece del pollo al curry ho mangiato due dozzine di ostriche. Bella scultura e bei tempi…

  5. Zoe Says:

    Certo che mescolare i petti di pollo insieme a quegli altri “petti”, tutto in un’unica blog-ricetta, pare un tantinello azzardato, anche per i palati più disinvolti… ;))

  6. varasca Says:

    riccio,
    è una prassi frequente, no?

    pop,
    e te credo che non la scordi più, quella schiena! chissà che dura che fu digerire 24 ostriche di samotracia :-)

    zoe,
    mica c’era solo petto di pollastrella, eccheddiamine! ci stavano pure i piselli (pisellini a dir il vero) e molte pesche vellutate ;-)))

  7. farolit Says:

    cose saporite qui, ho fame di tutto ora… di torte al kiwi e di ninfe neoclassiche. E pure di sushi.
    Si scialano i tuoi figli con te, li sfami bene.
    :-)

  8. flounder Says:

    che cos’è questa mano sul piede, mammamia.
    la stessa emozione del Ratto di Proserpina del Bernini, quando lui – lo stupratore selvaggio – le affonda la manona nella coscia burrosa.
    mammamia.

    senti varasca, ma tu con questi figli fai dele cose troppo belle.
    posso essere adottata? mi pago gli alimenti da sola :-D

  9. varasca Says:

    farolina,
    proprio un’overdose di cose belle ci vuole oggi..

    flou,
    ecco, il ratto di proserpina: perfezione! quel dettaglio che dici, e l’altra manona sulla schiena, che tira la pelle, e lui è selvaggio, lei nel panico, il movimento-oh!
    strano personaggio, bernini. completo. moOolto umano, con una visione sovrumana.
    gli alimenti li posso pagare io, basta che mi aiuti in cucina e a lavare i piatti ;-)))

  10. flounder Says:

    mi pare un affarone :-D

  11. petarda Says:

    che robe, che robe, che robe.
    belle.

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