omaggio al primo
May 2, 2008
da quando scrivo quassù mi è capitato di conoscere persone e successivamente di conoscerle di nuovo nei loro blog. ma ieri, per la prima volta, ho incontrato una persona DOPO averla conosciuta prima virtualmente.

la cara colf è venuta a milano e ci siamo fatti un pomeriggio sui navigli.
non ci siamo riconosciuti perché ci aspettavamo in due punti del piazzale della centrale distanti una buona 50ina di metri, abbastanza perché lei nel frattempo rispondesse al sorriso di uno sconosciuto pensando fossi io, con le fastidiose implicazioni che il malinteso poteva scatenare. – note to self: previo app.to è consigliabile inviare reciproche foto!
e non dirò altro di T., è timida, ed il fatto che mi abbia permesso di ritrarla non significa che io possa andare oltre :-) “esisti” è il primo commento, “corrispondi a chi scrive lassù” è l’ultimo dei tanti che ci scambiamo in poche ore.

siamo entrambi patiti di digitalina, la sua è nuova di pacca e i navigli non li aveva mai visti – è anche patita di acqua, oltre che di dettagli e cieli – quindi la conduco a fare il triangolo, che oggi è deserto. tutti i commerci sono chiusi, e per una zona famosa per i problemi generati dalla sovrabbondanza di locali, dover far fatica a trovare un caffè fa quasi girare i rrroteabili.
scopro cose nuove sulla blogopalla, T. ne è un’utente attiva da molto, ne approfitto per soddisfare qualche curiosità, chiarire dubbi e via dicendo.
concluso il giro, alla darsena c’è tutto il casino legato alla manifestazione dei precari: i centri sociali son tutti lì, e con loro camionate di megawatt a scuotere il centro dormiente e le visiere dei celerini.

provo un vago senso di malinconia.. c’è tanta voglia di scrollarsi di dosso quel che succede all’italia, ma pare vada poco oltre questa sua faccia giovane e selvaggia fatta di bei volti sudati, danzanti, non di rado traballanti, a urlare dissenso con ironia e rabbia, amore e paure..
lasciamo la baraonda, e con calma torniamo in centrale a piedi. mentre ci domandiamo perché il suo treno sia trasparente, la voce elettronica dice che quello non trasparente è a 16 binari di distanza, e sta per partire.
saluto una colf ansimante e stremata dalla corsa e anche dalla seria scarpinata pomeridiana sotto al sole prepotente.
è stato bello, e mi sono permesso di offrire all’ostessa un cafferello molto zuccherato ;-)))
May 2, 2008 at 6:45 pm
“colf ansimante e stremata…”
bell’amico che sei.
ma dico.
dovevi proprio farmi fare la figura della veciulìna sfatta dopo aver soltanto attraversato Milano da porta genova alla centrale e aver corso 16 binari di sottopassaggio…
stavo BENISSSIMO. e ho dormito BENISSSSSSSIMO per gli ultimi 25 km del viaggio.
che siano benedetti i capitreno… svegli ;-)
ah. scordavo.
sono proprio felice di averti incontrato. qui e “fuori”.
purtuttavia e cionondimeno non ti perdono di fare fotografie più belle delle mie :(((((
(un abbraccio, a presto)
May 3, 2008 at 4:50 pm
sappi che io erano aaannnnniii che non facevo l’attraversata pedonale di milano! in fondo, anche pedalare allontana dalla vera dimensione dei posti.
però il “motore a parole” si è comportato bene: non mi sono praticamente accorto d’aver camminato quella distanza :-)