l’ultimo pasto
June 6, 2008
oggi. pranzeranno al sacco, il tempo è decente e lo faranno all’aperto. carino finire la scuola con un pique-nique sur l’herbe :-)
è tutta la settimana che si mangia senza uno schema preciso. in particolare due giorni fa, abbiamo iniziato a chiudere la giornata con un aperitivo della classe di ada e abbiamo terminato con la pizzata della classe di felix!
all’aperitivo si era invitati a portare qualcosa da mangiare e, senza illuderci di esserne in grado, siamo arrivati invece con pepsi, fonzies, pistacchi e prosecco; non erano superflui, ma leila aveva portato il suo famoso couscous, da divorare assieme a fettine di carne fredda con una salsa verde, torte salate, olivame e focacciame vario, insalate vere e di riso, pasta e insomma: quando ho visto la tavolata ho detto alla bionda “dacci dentro, chissenefrega di dopo.. al limite ci dividiamo una margherita in due”.

peccato piovigginasse, fortuna che ci fosse il porticato disponibile. per i grandi. ada e compagni sempre fuori, umidicci. io ho umidificato la gola: rosato, rosso und prozekko, ché nessuno pensasse fossi divenuto improvvisamente serio. del resto vivo ancora il corpo insegnanti con una certa soggezione, e per allentare la tensione..

quando arriviamo alla pizzeria sono bellobrillo, ed effettivamente sazio.
ok, è una 3a media, molti di loro si perderanno di vista, è il saluto ai prof e tutto ma non capisco perché abbiano scelto la pizzeria più fighetta del quartiere, un postaccio da èppiàuar comunicante con un negozio di piante di lusso. questi, al momento del conto, bastonano.. ma sono brillo, chisséne, e mi concentro sulla compagnia.
ora, devo salvaguardare la praivassì dei ragazzi e tutelare ancora il futuro scolastico di ada (che condivide diversi insegnanti col fratellone), quindi eviterò di descrivere i miei tentativi di fare il cascamorto con le giovani prof. di lingue, ma si sappia che al momento del “allora, genitori e insegnanti, su queste due tavolate”, mi è scappato uno sfacciatissimo “verochemipossosederequinmezzavoi,vero?” ;-)

alla fine adina ha voluto una pizza intera e una l’ho mangiata anch’io, più per compagnia che per autentico appetito, e posso confermare che la bontà della loro margherita (le altre non so) è inversamente proporzionale alla fighetteria circostante; nel quartiere, cinesi e egiziani se la cavano decisamente meglio.
chi, in realtà, viene veramente messo alla prova in questi casi sono proprio gli insegnanti; mi raccontavano, le mie graziose commensali, di trovarsi ad alternare scrutini e pizzerie, un giorno dopo l’altro per quasi tutta la settimana!
(qui ci sono alcune foto)
e ieri, per una volta, abbiamo cenato a casa; alla pasta al tonno hanno preferito la Carrozza di Monsieur Crocque, ovverossia toast al formaggio/prosciuttocotto


cucinati come la mozzarella in carrozzella. quanto sani non so, ma buoni son buoni :-) e questo mantiene alto l’umore - che già lo è, comunque: ada è eccitatissima dalla “finedellascuola”, felix un pochino meno per gli esami che incombono - fino al dolce: il ragazzo armeggia maldestramente col vasetto di cremina vaniglia-cacao che gli scivola di mano e piomba capovolto sul tavolo. dopo le risate alza il vasetto e mi chiede di fare una foto alla particolare formazione, di cui è fierissimo…
per la cronaca, ha deciso di iscriversi allo scientifico :-/
June 7, 2008 at 10:40 am
che Magnamagna!!!!!:))))))
Ma mangiano di più i genitori o i ragazzi?
Ottima scelta, il Felix***
buon we
June 7, 2008 at 4:50 pm
Suona un po’ lugubre e minaccioso questo titolo: “L’ultimo pasto”…
“L’ultima cena” avrebbe suonato in maniera altrettanto allarmante, però con il fascino della citazione… ;)
June 9, 2008 at 4:01 pm
meta là,
i ragazzi per primi sanno benissimo che queste occasioni sono soprattutto dei pretesti dei genitori per far baldoria insieme :-)) e scambiarsi cordialità gastronomiche.
(ma temo che allo scientifico si perderanno queste abitudini…)
zo è,
ops! speravo di averla effettivamente fatta, la citazione.. ma tendo a sopravvalutare le mie capacità letterarie, temo!
(e poi: conto sulla tua curiosità per superare il blocco di un titolo minaccioso :-) e scoprire l’ahimé prevedibile assenza di toni cupi)
June 9, 2008 at 4:46 pm
… facciamo “L’ultima colazione” e non se ne parli più, và! …. :)))))))
(porta pazienza Vara’… lo so che sono un po’ cagacazzo… però gli amici mi sopportano lo stesso…) ;))
June 9, 2008 at 9:07 pm
non so perché non avessi commentato: mah! è che forse non sapevo cosa dire, anche perché già un’altra volta avevo scritto che mi piacciono i tuoi diari. stavolta però una roba te la dico: m’hai fatto venir fame!!! per la precisione, di cus cus. buona cena
June 9, 2008 at 10:40 pm
come mi piace questo reportage coi sapori incorporati come le uova sbattute…
Trop bel, trop bel :)
June 10, 2008 at 1:24 am
oddio che invidia. a me è toccata una “festa” di cinque ore nel cortile arroventato della scuola, con le classi di chitarra, arpa (arpa!), tromba (tromba!) e pianoforte che si alternavano a scenette tratte da Goldoni (Goldoni!) e alle esibizioni dementi di un bambino che qui chiamano PP, Piccolo Pavarotti, che cantava Granada e canzoni di Bocelli (Bocelli!) mentre la mamma obesa piangeva di orgoglio aggrappata al lampione, che oscillava pericolosamente sulla folla convenuta. L’anno prossimo ci diamo malati.
June 10, 2008 at 11:04 am
bella cena!
e cos’è quella faccia che fai per lo scientifico?
non ti piace?
June 10, 2008 at 11:09 am
zo-bis,
“l’ultima colazione” chiude il cerchio, mi pare!
Miss Pettie,
è molto più sano commentare un buon couscous, credimi… :-)))
favoritaDalle,
merci, merci.. (non mi dire che anche a te è venuta fame!)
‘gino brio’,
(uuuhhh, come mi piace questo nomignolooo…)
tu non lo sai, ma l’anno prossimo ci sarà una troupe di ixfactòr che riprenderà tutto, PP compreso (PP! hahahaaaa)! va da sé che i prof. prepareranno, anche loro, un pezzo cantato-suonato-ballato…
(e tu almeno tangheggi, ti va anche bene :-)))
June 10, 2008 at 3:30 pm
Buono, il cous cous (in tutte le versioni: carne, verdure e pesce, anche se la mia preferita è quest’ultima). E dunque un’altra ragione per andare in Sicilia: il festival del Couscous a S. Vito lo Capo (a settembre; neanche io l’ho visto mai però se organizziamo un gruppo vacanze con Petarda magari è una buona scusa anche per me).
Quei toast lì non sarebbero mica i “toast alla francese”? (Non lo so, domando). Comunque mi sembrano appetibili assai :9
June 10, 2008 at 9:46 pm
però se organizziamo un gruppo vacanze con Petarda: sììììììì!
io fui a san vito lo capo, ma a inizio maggio. a settembre dev’essere meraviglioso. contatemi :)))
tra l’altro avevo anche - e non l’ho più - l’indirizzo della signora vita di san vito, casa su due piani con bella terrazzona… sigh e strasob.
motto della signora vita: lo scirocco allenta
June 10, 2008 at 11:28 pm
muchadoo,
ci ho messo sei anni a farlo, di cui i primi 4 faticosissimi e costosi per i miei, che d’estate mi pagavano ripetizioni di matematica, fisica e latino.. al mio paesello era l’unico liceo, mentre a milano non si può certo dire che manchi la scelta!
quindi faccia perplessa.
ritcha,
col pesce m’è capitato poche volte, purtroppo, ma sarebbe un motivo più che sufficiente per partecipare al festival :-) fossi capace di concedermi cotanto regalo! (cazzaròla, proprio ’sta sicilia dovevi proporre, anche tu..)
i cosi sì, mi sa proprio che si chiamano così (anche se la mia ex-moglie non li ha mai fatti!)
pettie,
ti ci metti anche tu?!? (mumble, mumble - aereo - da solo- niente figli tanto il cusscuss lo schifano lo scirocco allenta - che ci sta - vedere finalmente l’isola - e la faccia di un paio di blogdames di classe - mumble mumble..)
;-)))
June 12, 2008 at 10:33 am
vabbuò se decidiamo, varrie, potremmo fare il viaggio inzieme. all’andata. ti va? il ritorno magari lo lascio aperto :)
June 12, 2008 at 12:29 pm
la sicilia è la mia isola preferita e il festival del cous cous mannaggia me lo sono sempre perso perchè lo fanno in periodi dell’anno in cui si lavora sempre….sigh
June 12, 2008 at 1:08 pm
(è il caso di iniziare a valutare l’ipotesi di un couscousminibus?)
June 12, 2008 at 3:10 pm
guarda che non sarebbe una brutta idea…