gingùlbelz

December 31, 2008

sarò breve (!)

vacanze di natale: un mattino siamo andati in stazione, uno zaino a testa e un trolley per i regali. posti prenotati, per fortuna, ma treno gelido e lento; l’ora di tempo a vicenza per prendere la corriera si era ridotta a dieci minuti.
questa volta ho affittato la macchina in loco, guadagnandoci 4 gomme termiche che hanno permesso alla smartfo’four di portarci dappertutto.
prima tappa, oltre le piste da sci a vedere i famosi muri di neve creati dalla turbina dello spazzaneve; per la prima volta vedo i paletti segnastrada svolgere la loro funzione, spuntando a malapena dalla neve.

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sulle pareti lisce si può disegnare, verrebbe voglia di farci un lungo rotolo istoriato. se non fosse così freddo.

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questo a 2000 metri, dove ha sempre nevicato. a 1000 ha piovuto per tre giorni, dopo la neve, abbassando di molto il livello. in posti esposti come la casa dei miei (in riviera, si dice qui), è perfino riapparsa l’erba. comunque, il gelo ha consolidato quel che era rimasto, e la stagione turistica pare salva.

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a noi basta. sui campi si può camminare senza sprofondare, e col sole è ovvio che si va a scivolare un po’. riesumiamo la parabola satellitare trovata in una spazzatura milanese e ancora una volta verifichiamo che, oltre ad essere un oggetto pericolosissimo di cui perdere il controllo, è una chiavica in fatto di governabilità. ma ci piace insistere.

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durante la prima vasca in centro in cartonato tenta di farmi pensare al lavoro. ottiene solo una foto.

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il 22 siamo in pochi ad esser già su; il comune ha chiuso la via principale, ma di pedoni ancora pochi. faremo una foto ogni giorno, dallo stesso punto, per vedere l’aumento di anime.

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ma soli si sta meglio. se poi si ha una collina da gioco tutta per sé, ancora meglio. quella del trampolino da salto è perfetta.
il lato in ombra è pazzesco! pioggia e gelo hanno indurito la neve al punto che le suole degli scarponi non lasciano segno. lì il mondo è ricoperto di una glassa fredda e liscia che sembra quasi di polistirolo, impegnandoci in una buffa ascesa col terrore di scivolare. una volta in cima passeremo una mezz’oretta a mollare pigne giù per la collina: ne appoggi una, la lasci, inizia a scivolare e poi parte in una corsa saltellante, fino in fondo. oppure ne prepari una montagna, poi insieme se ne lanciano a bracciate: sembra un cartone animato, decine di esserini scuri che si inseguono scatenàti. da provare.

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è bello anche scavalcare i reticolati :-)

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e stare. una spiaggia convessa, il mare alto-piano, caldo nonostante le apparenze.

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ai piedi del trampolinone grosso lasciano delle balle di fieno per cervi e caprioli. il posto è un merdaio di caccolette tonde di varia caratura, e sentieri di neve schiacciata portano ai boschi attorno. ma non faremo i jack london della situazione, ché c’è l’orso! i maligni dicono che un orso bruno col cazzo che si perde in austria e arriva fin qui, attraversando autostrade-confini-paesi; dicono che avere un orso mangia-pecore, quello sì che attira i turisti.. mah, io so solo che una sera, ero a casa di vecchi amici, è arrivata R., figlia di gente famosa, e ci ha detto che giù in macchina c’era una guardia del corpo, apposta per l’orso! poi siamo usciti a bar, e mentre il tizio ci scarrozzava di qua e di là, pensavo “ma che cazzo dovrebbe fare poi, il ragazzo, se l’orso dovesse attaccarci?!? cioè, R. dice che è del modello disarmato, e allora cos’è, ha fatto il corso di lotta corpo a corpo con gli orsi?!??” maddài!

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alla fine, con la scusa che guidava grizzly kid, abbiamo tirato su una ciucca che mi ha steso solo verso le 5.
con dignità, comunque. mi sono alzato alle 9, fatto colazione, aperto i regali (grazie.) e tutto. beh, a parte l’odorosissimo pastrocchio di finocchi fatto da big sis’, dal quale dovevo fuggire ogni 5 minuti.
a parte quelli, big sis’ ha provveduto a portare in tavola regali per tutti: il mio era country food all’olio di palma con riso bollito. che delizia!

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dopo pranzo sul prato di fronte, con ada e anna a far da vallette in completo rosso. anch’io ero

figo :-)

molto figo :-))

figo-vintage :-)))

poi vasca col nipotone universitario. un altro, come ada, che crede che io, le foto che gli faccio, poi le metta su un blog, o qualcosa così… la vasca comporta una routine ineludibile: prendere qualcosa seduti in un bar. che sia una bibita, una cioccolata calda o una pizzetta, guai a pensare di poterne fare a meno! considerando inoltre (A) il freddo polare (l’altopiano si vanta di battere ogni anno il record di località più frdda d’italia; c’è una piana dove la stazioncina di rilevamento crede di essere in siberia) che ti costringe ad entrare in qualunque posto ogni 10 minuti (felix, al piano sotterraneo della libreria gremita di turisti in munbùt: “papi, non ho più freddo, andiamo via?”) e (B) che c’è “la crisi” (l’amico che accende le caldaie dei condomini per l’immobiliare, il cuoco d’albergo, l’albergatore, tutti dichiarano il tutto esaurito: la gente che ha la seconda casa quest’anno ha deciso di usarla, invece di andare all’estero o sulle alpi serie; quando son partito, era dalla sera prima che i benzinai avevano esaurito il gasolio) e (C) che c’è LA NEVE, direi che quest’anno si conclude nel migliore dei modi per i discendenti dei cimbri..

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mostra dei presepi di un amico di mio papà. mah. 140 presepi da tutto il mondo. mah.

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giretto allo stadio. ada dice che con tutta quella gente rinuncia volentieri a pattinare. ci divertiamo a contare le borse: sì, un sacco di ragazze va a pattinare con la borsetta! già a tracolla sembra un impaccio, ma le pazze se ne vanno incerte sul ghiaccio con l’avambraccio occupato dalla borsetta!

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gli amici. quella che sta a praga, col moroso francese che sta a bucarest. quella che sta in inghilterra, quello che vive a ibiza, quella in germania, l’altra a vienna.. c’è anche quello che viaggia per lavoro: tutti ridono del shot di sangue di serpente che si è bevuto in un villaggio cinese pur di portare a casa il contratto. la bestiola era stata decapitata sul loro tavolo, fresca fresca. ugh.

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ho rifotografato qualche foto della liberia, quelle che faceva pop, che poi sviluppava nella camera oscura dell’ospedale, quella per i raggi x.

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che belli che sono…

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ritorno. anche la pianura è tutta bianca. ma questo gli scout non lo sanno.. alla stazione di vicenza ce n’è un gruppo con le braghette d’ordinanza! minchia! io ho fatto lo scout, sull’altopiano; MAI messe le braghe corte con la neve.. né mi risulta che da qualche parte del mondo esista una popolazione presso la quale l’abbigliamento più consono alla neve siano i bermuda. (per forza che poi gira la battuta “gli scout sono bambini vestiti da cretini guidati da un cretino cestito da bambino”)

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cena da sabine, cucina suo moroso, detto PianetaCibo®. prima ancora di andar là ada viene presa dal panico: la aspettano le 2 cuginette, tanto carine ma capaci di parlare solo francese :-) e poi c’è il cugino, lo zio, e l’indomani (oggi, ieri.. insomma martedì!) sarebbero arrivati anche: i nonni, altro zio, altri 2 cugini, tutti francofoni!
(ho saputo prima che la furbetta utilizza il suo regalo di natale – twilight – per isolarsi un po’; l’ha finito e ha già comprato il seguito! beh, avrà delle difficoltà con la lingua-madre, ma con la lingua-padre se la cava alla grande!)

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poi, libero, sono andato a ballare; bello tornare ad abbracciare le dame profumate. dopo aver fatto tante chiusure di bar in montagna, una chiusura di milonga in città ci stava proprio :-)
giorno dopo tranquillo, passando per il parco incontro B. che sembra appena evasa dal sin-.sing: scavando un tunnel, chiaro. gaetano, il suo boxer, è di quelli entusiasti, salta sempre addosso a tutti. a un certo punto sembra che, con la cagna mora, stiano ballando tango!

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tasse, lavatrici, spesa, suhi misto – slurrrp! – e ex-cognato da portar fuori, ché marsiglia-milano da solo con tre marmocchi lo hanno reso un tantino tarantiniano, come dice lui :-) e siccome ha la macchina (ha, guido io; immediatamente a mio agio, mi informo sul mezzo e capisco: era dei miei ex-suoceri, adesso mi ricordo perfino una serie di viaggi alla raccolta differenziata con la montagna di rami ecc. della potatura annuale, a un miigliaio di chilometri da qui..) ed è incuriosito dal mio tango, lo porto nella sola milonga aperta: quella dove non vado mai perché all’altro capo della città. per strada si parla di tango, gli racconto tutta la storia e, dopo essermi calzato i piedi e armato il braccio di un buon boccale vado a scambiare 2 bacini augurali con colei di cui, volente o nolente, s’era parlato in macchina. questa è la “sua” zona, il tango della milano-sud, il tango nuevo eccetera.

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è sorridente, ho un debito da saldare con me stesso, ma non la invito. le scuse interiori: “quella pista è un bordello (non sarà vero, ma è l’unica su cui le dame sospirano e basta se prendono un pestone o un calcio), il bravo oriundo mette quasi solo tanghinuevi (e io, si sa, ho grossi limiti), e la dama è circondata da amici che mi guardano come se avessi la rabbia”. hmm, epperchécazzo mettersi in ansia? siamo lì per rilassarci, e invito altre amiche, delle cui diverse espressioni vincent poi mi racconterà, essendosi piazzato incantato a bordo pista.
e ancora una volta son lì a chiudere locali.

oggi ho caricato le foto di questi 10 giorni. sono tantine, e sono qui.

la digitalina ha sputazzato le sue macchioline digitali alla grande; fra campi innevati e cieli tersi, le occasioni di fare merda non son mancate. ma 2 cieli sono miracolosamente scampati, e sono qui.

questo potrebbe anche essere l’ultimo post dell’anno; se non lo hai ricevuto per mail, qui c’è il nostro biglietto di auguri :-)

buon tutto a tutti!

(ps – felix dorme qui col cugino coetaneo, ché di là non ci sono abbastanza letti; lascio a lui la spiegazione della casa (ci si mette poco, anche in francese) e la domanda che mi lancia dal cesso mi colpisce come solo le leggende urbane sanno colpire. quando non sono leggende. “papi… ma in francia non hanno i bidè?.. A. mi ha appena chiesto che cos’è!..”)

2 Responses to “gingùlbelz”

  1. elisnelpaese Says:

    La tua brevità mi ha sconcertato ma leggere mi avvince. Tornerò

    Per ora Aug!

  2. varasca Says:

    Augh a te! sì, torna, ché la strada la conosci :-)

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