gita a ovest
November 9, 2009
beh, metà di questo post, che dice degli ultimi 2 giorni e mezzo, non serve a nulla, dato che ero in compagnia della metà dei miei lettori (“i miei 4 lettori” vi chiamo, no?). 4:2=2, che erano malvina e elena a scarrozzarmi per la loro città.

a torino c’era artissima, una grossa manifestazione artistica, e paratissima, la controparte più informale ospitata in gallerie improvvisate nei negozi e locali del centro. poi, alzando il naso, ci sono le luminarie artistiche che la città commissiona ogni anno ad artisti diversi; finalmente delle luminarie che approvo :-)
a torino ci sarebbero un sacco di cose da fare e vedere, tanto più che non la conosco per niente. beh, le ragazze mi hanno portato a mercatini, a fare shopping, a prendere aperitivi, a pranzare cenare brunchare e dovevo già partire.. e avevano (va detto) la mia piena collaborazione; mummie, sciarpe e crocefissi li vedrò un’altra volta.
in treno, tornando, vedevo questa manciata di ore e di vita come un regalo dello scrivere quassù. cos’altro, altrimenti?
è un punto a favore della vita in rete, frequentemente indicata come causa del disfacimento dei rapporti umani e sociali. sarà, ma non è solo. ed è anche.
ho visto tanti libri, nelle loro case (alcuni li avevo perfino letti!) e da beppe, il loro pusher di pagine preferito che ha una bella libreria con gatto bianco.
ho finito La Fata Carabina, il secondo pennac della mia arida vita letteraria, e ancora mi è rimasto un po’ di amaro: come il montale di izzo, anche malaussène è un buon uomo strattonato dalla vita e da qualche donna, un uomo che ama entrambe più di sè stesso, si direbbbe..
in treno, al ritorno, sono rimontato sull’astronave a propulsione d’improbabilità, e prima di addormentarmi nel mio letto ero già arrivato al ristorante al termine dell’universo; curiosando lungo gli scaffali di miss pettie ho scoperto che adams, dopo la guida galattica, ne ha scritti altri tre di quegli assurdi racconti di fantascienza britannica :-)
come a torino, anche a milano pioveva, ma ha smesso in tempo perché potessi arrivare asciutto dalla metrò alla pèa.
questa mattina stivaloni, impermeabile e ombrello, ma sembra che quell’accenno di cedimento che i miei anticorpi hanno dato la settimana scorsa – in sintonia con quelli di tanti altri milanesi e non – sia stato sbaragliato dalle 4 aspro che gli ho mandato incontro come come comitato di benvenuto. o dalle arance che ho ripreso a sacrificare sull’altare rotante a sei velocità :-)
November 10, 2009 at 10:07 am
che faccia… e pensare che quel che stavo bevendo in quell’infame cantinetta non era nemmen vino bensì acqua!
November 10, 2009 at 10:51 pm
Elenissima e Petardissima!
November 11, 2009 at 12:48 am
pettie,
hai un’aria “trasportata”, da pensare che l’acqua fosse deliziosa :-) o deliziosissima, per accodarmi a undy (oh, quello, appena vede un paio di belle figliuole, pof! che salta fuori!) ;-D
November 11, 2009 at 2:22 pm
heil und!
luca: ma va là, ho un’aria da pirla!!!