scotimenti
January 25, 2012
quello di stamattina mi ha messo all’erta: ero seduto al pc e la sedia ha dondolato per qualche secondo. invece di schizzare fuori sono rimasto a sentirlo finché non ha smesso, e poi ho sbirciato in cortile. l’unico a fare come me era il senegalese di fianco; sembrava diffidare dell’edificio, e non gli si può dar torto. ma tutto, sommato, si è mosso poco e, uscendo, ho detto alla tartaruga di star serena mentre io, un po’ più in anicipo del solito, me ne andavo al lavoro in un edificio di ultima generazione. comunque.
ho fatto una deviazione dal percorso diretto per vedere se a scuola di ada era tutto tranquillo, dato che sua mamma non era riuscita a raggiungerla per telefono. pare che in altre parti sia stato tanto forte da far evacuare uffici e scuole, ma non era il caso del liceo artistico. dopo passo di fronte a una materna (tutti fuori ai giardinetti) e a due superiori (una evacuata, l’altra no..?..).
arrivo al lavoro senza essere disarcionato; anche qui alcuni sono usciti, soprattutto dalla torre e nonostante la sua modernità.
e la voglia di .. registrare ‘sta roba mi porta quassù©.
non che ci passi spesso ultimamente, eh?
mom, al telefono, mi ha fatto capire che da quel che scrivo capisce un po’ come sto. se non scrivo telefona lei :)
e naturalmente, mom è l’ultima persona che vorrei sapesse cosa – a volte – avrei voglia di registrare quassù. è un esempio. ce ne sono altri: non vorrei che alcune dame sapessero quanto (o quanto poco) mi mancano (o mi interessano), ché – forse – trovano il tempo di passar di qua. non vorrei che qualche collega leggesse perché mantengo delle distanze, né che il datore di lavoro sapesse (a gratis) cosa non funziona. non posso, semplicemente, ignorare la preghiera di mia figlia di esser tenuta fuori da queste memorie, né parole né tantomeno in immagini..
oddìo, questo merita un inciso – un papà (sufficientemente vanitoso) crede che un blog di natura squisitamente personale possa, tra le altre cose, costituire un archivio di vita di famiglia destinato a rimanere a disposizione dei figliuoli, a beneficio della loro.. completezza informativa? boh, qualcosa così. qualcosa che forse nasconde il desiderio di un oggetto simile che raccontasse la mia infanzia, nelle parole dei miei genitori, chissà. poi succede che i ragazzi crescano tanto da potersele scrivere da sè, le loro vite, e uno, anche a questo, ci ripensa. o si frena, come. perde l’abitudine, tipo.
i terremoti, come qualunque evento fuori routine, possono interrompere momentaneamente l’abitudine di una vita che, in fondo, sta avendo poco di raccontabile. forse sbaglio, ma evito di descrivere (ancora) i pensieri a pedali, benché pappagalli, bambù, mercati e via dicendo continuino a svegliare riflessioni; non posso nemmeno insistere con i fornellini, le barchette, i disegni e i video musicali, o recensire proprio ogni schifezza mi capiti di vedere (a proposito: mi associo a e.l.e. circa la bontà sia del bizzarro film argentino sia delle vicende del sergente brody, e aggiungo il tenero film francese sui superemotivi, se non altro perché – smussati gli eccessi teatrali, mi ci riconosco abbastanza, nella categoria).
ho anche perso tempo nell’ennesimo monolocale che mi sono aperto quassù; come ad alcuni l’entrata in fèssbùk aveva provocato – a suo tempo – un rallentamento o l’abbandono dei blog originari, questo sito mi ha distratto un tot: direi che la costante comune è che la gente ci riversa dentro le cose che trova in rete, senza troppo scrivere. ho speso un sacco di tempo nelle aree dedicate a grafica, illustrazione e tipografia dopo essermi reso conto che, oltre a materiale d’archivio, molti mettono i propri lavori, non neccessariamente commissionati: ci sono quelli che rifanno le locandine ai loro film preferiti, quelli che scrivono bene delle parole o delle frasi che – evidentemente – meritano d’essere nobilitate, quelli che prediligono l’umorismo e via dicendo. una goduria.
io lo uso per intrappolarci soprattutto immagini, così poi, se mi dovessero servire, so dove ritrovarle.
se vuoi puoi vedere le prime, qui.
January 26, 2012 at 12:04 am
intrappolatore di immagini…
ho visti: un ragno dai gusti raffinati (ma questo si sapeva!)
January 26, 2012 at 12:03 pm
:) ti riferisci senz’altro alla galleria delle automobili che ho pilotato prima di convertirmi ai pedali, immagino..
(oh, c’entra un cazzo ma ho perso il gravatar.. è grave?)