una vita intera
July 25, 2008
è stata la prima cosa che ho visto questa mattina..
un massaggio dolcissimo. brava, brava, brava valeria :-
(e matteo!)
prova scanner
July 3, 2008
solo per vedere se funziona tutto come dovrebbe, visto che mi serve per acquisire lo specchietto # 156, trovato domenica scorsa. è la seconda volta che ne trovo uno doppiostrato. succede che alcuni, avendo rotto lo specchietto, ve ne incollino sopra un secondo; in questo caso c’è anche un giro di scotch nero da elettricisti che li tiene uniti.
il cucchiaino, invece, viene dalla mensa. ogni tanto ne riporto in ufficio, per gli yogurt che l’ale mi chiede sempre di prenderle. vanno bene anche per dare una girata agli spritz ;-)
ultimi arrivi
June 20, 2008
la sfiga avanza :-)
parole visive
May 26, 2008

leggevo una cosa della signora delle nebbie, qualche giorno fa, e un disegno ha preso forma.
come dire: l’albero parla di turbamento, ma il turbamento può generare pensieri che se ne volano via, a fecondare altri campi…
inquietante
May 13, 2008
tanto più che sono i militari a finanziare questa ricerca.
ma pure affascinante. io, a un mulo a scoppio (opportunamente fornito di silenziatore) qualcosa di utile da fare gliela potrei anche trovare (tipo portar a casa la spesa, mica cose estreme..)
quota 150!
April 24, 2008

grazie agli ultimi reperti :-)
liquidi ingovernabili
April 1, 2008
domenica, prima dell’altalena, al parco, ci ho provato di nuovo.

bleah.
fortuna che ada non ne avesse voglia, o mi avrebbe sicuramente umiliato :-)
(a casa ho trovato un altro suo disegno dimenticato in giro: non ha copiato, se non dalla sua mente)
io, ormai azzoppato, mi sono consolato con la solita china cinese, a riprovare co’ li alberi et altre belle figure.
buona Quaspa
March 21, 2008
uikèndLogorrea
March 18, 2008
inizia venerdì pomeriggio e sera, ma non ho voglia di parlarne ora.
solo, in viaggio per lecco, qualcuno in macchina dice che ha letto che qualcuno ha detto che intorno al 2011 la rete avrà un collasso; lo diceva relativamente alla crescita inarrestabile di utenti e di dati trasferiti.
il mio pensiero è stato che di sicuro, pagando, qualcuno potrà continuare a usare una qualche rete, ma di sicuro non sarà la stessa cosa.
continua sabato, i giovani smaltiscono in fretta i compiti, risolvo il pranzo con un pollo arrosto del mercato e li voglio trascinare fuori a tutti i costi. in bici.
la giornata è cosìcosì, fra centro e noncentro, ada preferisce le due, ché almeno non c’è il traffico (che la stressa). fra parco lambro e canale della martesana, tutti preferiscono la due, ché il parco lo conosciamo a memoria.
la martesana è uno dei pochi canali rimasto in umido, parte dalla città (ai tempi in cui milano era, almeno secondo stendahl, “la città più bella del mondo”, anche questo canale, assieme a molti altri, arrivava fin quasi in centro) e va in campagna, volendo fino all’adda (ottimo pretesto, entro un paio di annetti, per far pedalare la mia ada fin laggiù - quando dietro l’omonimia si nasconde l’inculata); una bella pista ciclabile la costeggia tutta, passando per vari paeselli.
partiamo.

me lo chiedono loro, cos’è tutta quella roba là.
gli dico che sono case; il fronte dei mattoni è talmente esteso che abbiamo il tempo di considerare: che ci sono 2 modelli, quelli della prima fila sembrano più fighi - che fatto uno, gli altri sono solo cloni - che fanno cagare - che, nonostante facciano cagare, sono potenzialmente il solo tipo di casa che ci potremmo permettere nell’ipotesi di lasciare clitündèz: alveare fuori città. non stanno zitti a lungo: “no, no, stiamo a casa nostra, chissenefrega se fa schifo? questi sono peggio!” lo so, non sanno (bene) quello che dicono: non si sono immaginati in un appartamento moderno e funzionale, per dirne una… ma pedalo in silenzio, e assaporo la mia commozione.
non succede molto altro, a parte continue fermate per vedere galline d’acqua, papere varie e di varie età, qualche casa caruccia, qualche fosso pieno di interessante rumenta tipo macchine bruciate e copertoni bruciati, e arriviamo a cernusco s.n.
un pacco di gente a passeggio nelle viette pedonali ripassate nella solita MacchinaCheFaTuttiIPaesiniUgualiECarucci, dribbliamo fra i gazebi di opposte fazioni - sembra un matrimonio - e mentre bevo la birra a un tavolino gli dico “oh, ma non ho visto neanche UN extracomunitario!” per essere subito corretto da ada: “non è vero, io uno l’ho visto”. gli spiego che di sicuro ce ne sono, ma che, di fatto, a un sacco di questa gente piacciono certe posizioni della lega in fatto di immigrazione. poi smetto subito, e me sto zitto anche quando, attratti da un boato informe, raggiungiamo una piazza da cui sta ripartendo una grossa carovana di motociclisti. è un raduno. quindi - immagino - sono autorizzati a mandare i grossi motori pompati a tremiliardi di giri, VVVRRRRRAAAAAMMMMM - RRRRAAAAMMMM, tutti insieme. no comment.

alcune moto non partono, sono delle harley esagerate i cui ingiubbottati centauri si soffermano a definire per benino i dettagli dell’imminente concerto a cui si preparano. e intanto birra a iosa, noi curiosiamo fra cromature, frangette di pelle, elmetti nazi-metal, lettering gotico e croci strane.
per tutto il ritorno ada lamenta dolori al fondoschiena. e alle gambe, alle ginocchia, insomma ne ha le palle piene di pedalare. quindi meno fermate, salvo una, interessante. dove martesana e lambro si separano emettendo una fetida nebbiolina, si è su un terrapieno da cui è possibile guardare oltre un vecchio muro. lì vedo un pavone! “oh, venitevenitevenite che c’è un pavone, uno vero” e loro corrono. “ma quello laggiù, cos’è?” guardo, “uau, è la pavonessa!” “allora anche quelle due sul muro in fondo sono pavonesse?” “ehm, s-sì, sembrano uguali…” “laggiù dall’altra parte, un altro maschio, ha la coda un pochino allargata!”… poi ci accorgiamo che stiamo guardando l’aia dell’accampamento dei nomadi di cui avevamo visto l’entrata all’andata; ripassandoci davanti sentiamo di nuovo la musica a palla, ragazzini che corrono in giro, altri su un sedile posteriore d’auto in un terreno osservano un piccolo falò. bestie e libertà, sia ada che felix sono divertiti. “ma vanno a scuola?” domandano, mentre sto pensando a bradpit’ che fa lo zingaro picchiatore in Snatch (piaciuto abbastanza)… gli confesso che non lo so, tantomeno se a loro non risulta ci siano mai stati rom in qualche classe.
merenda a casa, proviamo a guardare il primo episodio di un serial “alternativo” italiano (le virgolette sono mie) che mi presta la cara ale, Boris. sono perfin impaziente, dopo averne sentite le lodi, e alimentato dalle recenti frequentazioni americane, apro il mio cuore.
non so quanto ci mette a richiudersi, un nanosecondo no, sarebbe troppo poco.
è che recitano come nelle commedie italiane, sono caricature, e io mi sono viziato ormai. la situazione è troppo simile a studio 60 per non esser portati a far paragoni, e lì è la sceneggiatura (!|) che è tremenda. come risultato del primo assaggio sono molto incerto se incitare i ragazzi a proseguire. qualunque sia lo sviluppo della trama, ormai sono prevenuto, non mi aspetto che cattiveria. perché SOLO quella ho recepito.
mah.
la sera si cena da sabine e marco, la mia ex-femme molto bellina con i capelli a casco da elicotterista, lui il solito mago in cucina :-)
più tardi arriva il pretesto della riunione eccezionale: il mio primo nipotino, un 20enne enorme e bello, arriva da sharm’elcazz dove ha trascorso la sua prima vera vacanza da solo - con un amico della stessa marca - e si fermeranno a dormire dalla ex-zia, avend’ella letti in sovrappiù e avend’io - chez moi - i legittimi proprietari dei suddetti letti.
quando finisce la serata e rientriamo è un po’ troppo tardi per andare in milonga, e pioviggina. rinuncio.
non lo posso sapere, ma avrò scampato un infartino. minimo :-)
domenica mattina chissà, era domenica mattina…
pomeriggio, “andiamo a vedere una bella mostra gratis all’umanitaria. andiamo in bici.” vabbè, morale: la convinco e si va a vedere questa cosa su arte e cucina: un sacco di taglieri, ché è stato il tema proposto ad artisti e studenti di design.
questo mi .. diverte?

bon, ‘ndiam’avant, altre cose strane, ma la scoperta sono i famosi chiostri: oh, non c’ero mai stato! è inaudito! no? comunque, moOOolto belli (per milano, s’intende).
poi si va verso un milkshèik del centro, passando dietro al tribunale:

metterne uno grosso sul tetto, no eh?
in centro ci lasciamo incantare dal clown sugli schettini che improvvisa sui passanti, cani e piccioni compresi. uno spasso :-) non so se sempre, ma la domenica pomeriggio davanti alla loggia dei mercanti lo si potrebbe beccare.

prima di cena ho la fregola di muover le mani, e sciolgo dell’inchiostro di china dalla tavoletta col drago, un pennello di bambù a testa e io e ada sporchiamo un bel po’ di fogli. io soprattutto. ada mi dice cosa fare, “vulcano!” e io provo a farlo veloceveloce, senza troppo pensare.
inchiostro, acquarello, sono come l’amore: se ci penso troppo mi viene male, viene a mancare la fluidità naturale. nel caso dei disegni, è sufficiente sapere di avere un sacco di fogli su cui sbagliare, fare prove, e giungere magari ad un segno decente. nell’altro caso non so, forse anche, a vedere i giorni come carta bianca… “pronto?, me ne consegni subito una risma, grazie! per far pratica..”
dopocena vediamo “Soyez Sympas, Rembobinez“, in francese (cosa che, pur essendo il regista francese, non è un gran affare poiché il film originale è in inglese. e i doppiatori francesi, poverini, si sa …). altra storia fuori di testa, i giovani ci hanno messo un po’ a ingranare, soprattutto per la mancanza di riferimenti cinematografici; io ho pensato ancora una volta che il regista dev’essere uno che si diverte, anche se qualcosa qui mi è sembrato troppo facile.. jack black, forse.
poi vado in milonga, ma non ho voglia di parlarne ora.
a casa scopro quel che forse è il vero motivo di tanta, troppa loquacità da parte mia: scopro la fuga di un blogger (che brutta parola!) particolare, una fuga alla houdini :-)
sono senza parole, e soprattutto, sarò senza le sue parole, e la cosa mi getta nello sconforto da un lato e suscita una grande ammirazione dall’altro. lo vedo come un gesto d’artista, o così mi piace vederlo.
che strano, mi dico, lo avevo appena scoperto e mi si era aperto il mondo della scrittura in rete e puf! decide di smettere. ma cazzo, il suo blog e la guerra in iraq sono iniziati lo stesso giorno, e lui - che produceva bellezza - smette, mentre gli altri - che producono orrore - continuano. non è mica tanto giusto, però..
leggo l’ultimo post un paio di volte, un paio di volte torno ai commenti, solo uno, finora, ha scritto “poffarbacco!”, guardo il campo vuoto, lo riempio una mezza dozzina di volte, ci rinuncio.
non trovo le parole giuste. e forse è giusto non aver fretta.
e anche questo post potrebbe finire qui.
e due!
January 23, 2008
dopo zoe, anche cybbolo si è preso uno specchietto!







