signa lŏquuntur
October 30, 2009
(al di là della – banale? ovvia? – alta digeribilità che sempre ha una giovane mora in mutande, questo video lo-fi mi piace molto. il gruppo, che conosco da quando felix era piccolino, pure; sono un po’ pazzi, perciò molto liberi.)
oggi è oggi, ma domani…
October 9, 2009
non so chi sia. come spesso mi accade disegnando, questi volti prendono forma senza che io lo voglia veramente. poi li guardo e mi dico che potrebbero esistere. persone con quei lineamenti, quelle pose..
quel che so è che è la prima statuina uscita dalla creta riciclata e che, se non sta attenta, polvere tornerà.
le novità: dopo 4 fottuti mesi ho di nuovo la connessione a casa! infatti ieri sono andato a letto tardi, cosa che ultimamente non succedeva spessissimo :-)
e domani vado a fare gli AUGURI A MOM!!!
a occhi sgranati
September 24, 2009
ieri sera facevo un po’ di ordine, e mi sono capitati in mano i due occhi presi sabato al mercato delle pulci. nah, non sono occhi di pulce, sono occhi di bambola, azzurri.
così, prima di metterli via (appiccicati allo specchio in bagno, altezza occhi) mi sono divertito a giocarci un po‘.
poi sono andato a ballare, ché – mi aveva detto chi ci era stato la settimana prima – c’è un nuovo musicalizador argentino, bravo.
veramente, di argentini ce n’erano molti di più. come quello che ho notato appena arrivato: mentre saluto un amico, noto questa coppia che balla bene; in particolare noto il culo di lei, stretto in un paio di jeans aderenti. lo muove benissimo, facendosi perdonare i jeans (ho gusti retrò, e adoro certi vestitini leggeri, a campanella, appena sotto il ginocchio..). “hai visto? stasera c’è amche M. A. Z.!” mi fa il mio amico. “ah sì? e qual’è?” chiedo io. “OH!” fa lui “non sai chi è M. A. Z.?!?” con la faccia che fanno quelli cui dico di non sapere che tasso d’interesse ho in banca. e mi indica il tipo che guida quel culo de plata di prima. “aaahh, ecco perché balla benino…” concludo, pensando al figurone che farei anch’io con cotanta partner :-)
e il musicalizador è, effettivamente, argentino. cioè annuncia i brani in argentino. è la sua seconda serata, così spiega anche il suo modus operandi: 4 tanghi, 4 milonghe, 4 tanghi, 3 vals. e ricomincia. che ci siano pochi vals mi dispiace, ma le scelte che fa sono roba seria: le sue tande sono per periodi e per interpreti, di cui non fa economie in quanto a collocazioni, aneddoti e biografie. in italiano, per tutti. propone anche degli indovinelli su alcuni brani, mettendo in palio un cd come premio per chi azzecca l’autore. occasionalmente ricorda ai ballerini che sul tavolino di fronte alla sua consolle si possono trovare copie del suo libro, in vendita; una breve storia del tango nei suoi anni migliori.
mi sembra che le notti milanesi abbiano riguadagnato qualcosa, e ne sono contento, và.
abbino pazienza
September 10, 2009
ma c’è questo, dove di solito passo a vedere 2 minchiate che mi tirano su di morale, che mi ha fatto scoprire una cosa che c’entra con quella di ieri, dell’animazione automatica.
qui ho messo una marcetta (prova a seguire i flautini, in alto) ma consiglio di dare un’occhiata alla paginona dove ce ne sono altre.
visioni_suoni_visioni
September 9, 2009
prima mostravo a leo questo video, considerato il primo film d’avant-garde americano, girato dal fotografo Paul Strand nel 1921.
e pensavamo a che effetto avrebbe provocato sui suoi contemporanei la visione di questa versione, musicata splendidamente da Sinc.
allora lui mi ha chiesto se avevo mai visto questo video, fatto da cunningham per auterche:
e no, non l’avevo mai visto, e anche se la musica non è del genere che ascolto abitualmente, devo dire che, accompagnata da tanta lucida elettronica animata (pare che un logaritmo agganci musica e forme generate, ma non penso sia tutto automatico..) il risultato è ipnotizzante.
checklist
June 29, 2009

il divano funge da tavolo operativo, ci appoggio le cose prima di depennarle dalla lista; poi da lì finiranno in tre zaini ed un borsone.
settimana prossima andiamo a campeggiare nel nord della corsica, all’insegna del risparmio :-)
i preparativi si sono alternati alle sedute di controllo degli argomenti studiati da pluri-rimandato, ai tentativi di far rendere agibili le cantine maledette e al riabituarsi ad avere ada in giro per casa; tornata entusuasta dalla colonia in montagna, dal giorno dopo tiene molto a passare qualche ora del pomeriggio al parco con le amiche. qualche novità: adesso si vuole lavare i capelli ogni altro giorno, e per la corsica non vuole saperne di prendere pochi vestiti… mi ha detto che una sua maglietta zebrata (ricevuta di seconda mano) era contesa da tutte le amiche…
prima, dopo esser andato a protestare dall’amministratore del condominio, ho trovato una seggiola di legno sopra a dei sacchi della spazzatura; troppo carina per lasciarla lì, non trovo altro modo di portarla con me che questo:
non sembra un seggiolone porta-bimbi molto vintage??? tra l’altro, la seduta si alza e sotto c’è un vano segreto.
durante la settimana, alla fine, non sono neanche andato a ballare. ma ho disegnato tango da non sentirne troppo la mancanza.
butta male
June 26, 2009
oggi la seconda squadra di pronto intervento è arrivata con un ritardo di 6 ore, ha guardato giù nelle cantine, ha chiamato la centrale “se mandate un gommone, forse”, e mi hanno gentilmente salutato senza ristabilire la verticale dallo slave. l’amministratrice sta facendo cavolate, sprecando soldi ed evitando di intervenire in maniera definitiva.. morale: il mio isolamento telematico sta per compiere un mese :-(
beh, un po’ di dieta digitale mi farà bene, spero; che poi, arrivando in ufficio sbrigo un po’ tutto comunque. certo, pagare per niente non è bello!
inkora ballerini, ché non mi è passato il trip per la china :-)
buon uikènd à tous.
ink(ompetente)
June 24, 2009
all blues
May 11, 2009
è il titolo del brano jazz che sto ascoltando ora, di Miles Davies. “Davis non puoi non averlo!” e zan, altri mega nella chiavetta per un totale di 6,4 ore. propedeutica di base.

alle 10 del mattino arriva un sms di M., “che fai? vieni a mangiare qui? ok, peccato che ero ancora a letto, un riposino ancora, merdasonoletredicipassate! per colazione una sigaretta mentre pedalo rapido in una fitta nebbia fatta di sonno avanzato, ricordi confusi della sera prima in milonga, gli argentini famosi, la felice spossatezza, il rientro nella notte.
M. sta a sandonato, metanopoli, così – per la prima volta – prendo la metrò con la bici al seguito; comodo!
M. mi attende al capolinea, con la sua bici.
casa di M. non so se la saprei trovare, forse sì, ma un tot di condomini sono identici, immersi in un verde suburbano omogeneo e implacabile. “è un quartiere di quando i capitani d’industria avevano a cuore le condizioni di vita dei loro dipendenti, anche fuori dall’orario d’ufficio”. case che hanno anche un valore, adesso.
M. sta al pianterreno, dove ha un gran terrazzo pieno di piante; si mangia lì fuori, torte salate, insalata, sottoaceti fatti in casa, vinello e tutto. le piace cucinare bene e sano, come la mamma chef.
M. è come me, raccoglie bellezza nascosta e la ridispone a casa, diventa esposta e risposta. o solo suggerimento, che è poi il suo lavoro. altra bellezza la fa con le mani, esplora quartieri poco frequentati di graficopoli – timbro e serigrafia – e angoli di scultoria – belli i quadrati bianchi!
il moroso di M. è M., un bassista; sono le sette passate quando guardo l’ora per la prima volta, dopo una serie di giri sulle montagne russe dell’improvvisazione musicale. “se non puoi tenere la testa ferma, è funk. sicuro.”
poco dopo i Weather Report – e Pastorius da solo – i Chic, Marcus Miller, Lalo Schifrin, un improbabile Esbjörn Svensson Trio svedese e qualche altro mostro sciolto si fanno spazio sulla mia chiavetta.
e il tango? torno in milonga per accertarmene, ma per quanto riguarda la testa mi dimentico presto di cercare risposte alla domanda “le tango, est-il funk?” per imparare invece – con il mio solito candore del cazzo – che quel che muovo molto, troppo, sono le mani, quando indico le persone in pista di cui si sta spettegolando :-( (“NON si fa!”, mi viene fatto notare come se lo sapessero anche le mattonelle della pista da ballo… le sole, pensavo io, che qui dentro si astengono dai pettegolezzi..)
faccio tardino di nuovo e, quando finalmente salgo – appagato – la scaletta del soppalco, mi dico che la giornata fu buona e molto istruttiva. anche distruttiva, ma mi ci sono abituato. quasi :-)
e mo’, su And What If I Don’t di H. Hancock, buona settimana!

















