tsè.

July 23, 2008

se si riferisce alla sardegna, io c’ho già anche i biglietti del ritorno, hehehee :-)

se sta parlando per metafore, come temo,.. ancora un attimo per favore signor controllore, ce lo devo avere qui da qualche parte, porc.. (ma dove cazzo l’ho messo?)… eppure l’avevo preso, mattugguardaunpo’… adesso lo trovo, eh.. un po’ di pazienza che devo ravanare qua dentro… mi scusi, sa, è tutta mattina che faccio di quei casini, guardi..

(questo anche perché, prima di brezsny, avevo appena letto delle stupidaggini, come le chiama lei, di una certa - casuale - attinenza a questa giornata così sfacciatamente bella)

…senta, facciamo così: finisca il suo giro, quando torna l’avrò trovato di sicuro :-)

krebs über alles!

July 17, 2008

nuovo episodio della suite di crostaceocompleanni, oggi tocca alla mia collega storica, alessia (l’ale cara ale) :)

conosciuta nel secondo posto di lavoro del periodo Mac (tutt’ora in corso, direi), arrivava da lettere e, ignara di grafica, ha imparato in fretta a gestire le lettere dalla posizione di chi le dispone su quelle strane superfici che si chiamano pagine. per dire, in quel periodo è nata ada (ale tifava perché nascesse il 17, come lei, ma ada fece di testa sua. e a ada piace star comoda!).

poi lei se ne andò in una grossa azienda, nell’ufficio grafico del multimedia (packaging di cd-rom ecc.) e io alla bastard (packaging di felpe ecc.). finita la collaborazione con gli skaters, la raggiunsi (mi dette lei la dritta e la raccomandazione) nel suo ufficio.
successe che chiusero l’ufficio, lei venne qui (progettazione editoriale) e io andai prima da giacomo (progettazione editoriale), poi, per 6 mesi, in un’agenzia pubblicitaria (direct marketing). finito di convincere la gente a telefonare a certi numeri per aver diritto a certe esclusive fregature, di nuovo, l’ale mi ha chiamato nel suo ufficio! ormai sono 5 anni che lavoro qui; adesso adesso, lei è al di là della mia scrivania, nascosta dal suo monitor, e dice che è già stanca, ha sonno, non sa come arrivare alla festina di questa sera, hahahaaa. penso agli spritz che mi ha domandato di preparare, più tardi, e prevedo per lei una dura giornata :-)

ah, poi c’erano le coincidenze: un suo compagno di classe del paesello, figlio di gente da cui mio papà andava spesso a cena quando era in cantiere in nigeria. suo cognato, parente stretto del fondatore dell’ospedale dove lavorava pop in uganda. incredibbòle, no?

quindi insomma,

EVVIVA LA ROSSA!!!

▲ ◗ ▲

July 16, 2008

oggi, dodici anni.
sua mamma è in giro a comprar mele, per fare la torta che ha chiesto lei :-)
dopo vado lì per pranzo, la coccolo per benino e le dico che la sua cartolina dalla corsica è arrivata proprio questa mattina! del bombolone di elio sa già che costa troppo, purtroppo. già, come regalo di compleanno aveva chiesto uno di quei cosi che usano nelle piazze per gonfiare delfini argentati, titti giganti e uominiragno sproporzionati: e uno stock di palloncini, naturalmente. così si sarebbe tolta la voglia del palloncino che vola, avrebbe fatto mille esperimenti con l’antigravità e, soprattutto, si sarebbe divertita a riempirsene la bocca per parlare con la vocina acuta.. non è detto, comunque; un giorno
potrebbe riceverlo davvero, e di sicuro ci giocheremo tutti :-)

è bella, sta bene, è intelligente e felice. come nella foto, un passo dopo l’altro, sta scoprendo il suo mondo.

splendido.

- update -

quindiciluglio!

July 15, 2008

“ehilà, classe!”
così ci si salutava fra coetanei al paesello.
potevamo essere in classe assieme, io e metalla; poi l’avrei comunque lasciata andare avanti facendomi bocciare in 4a liceo, ma questo è irrilevante. magari, avendola in classe, avrei imparato ad apprezzare l’heavy metal, invece di fermarmi dalle parti dei led zeppelin :-)
e magari mi sarei fatto aiutare con italiano, latino, quelle cose che lei conosce bene.
invece ci si frequenta adesso, quassù, che sembra di essere ai due estremi dell’aula e di passarsi i bigliettini; bigliettini che ogni mano coinvolta nel passaggio arrichisce di commenti, scherzi e cose anche serie.
buone giornate, sab’ :-)))
un abbraccio, come direbbe e.l.e.n.a., a TUTTE CHELE!!!

poi c’è bob. il maestro compie, anche lui oggi, 81 anni; questa sera lo si va a trovare a casa, gli si svuota un po’ la ghiacciaia, lo si coccola per benino. del gruppetto di fedeli, come al solito, avrò il privilegio di fumarci qualche sigaretta assieme, ché gli altri sono tutti sani ;-)
è sempre un onore, e ne sono molto fiero. sono anche fiero di essere amico di M., che da anni organizza i nostri incontri col papà di una quantità enorme di segni, molti dei quali ci guardano ancora, tutti i giorni. M. rende possibili queste occasioni con l’affetto per un uomo che non ha mai calcolato troppo, ché vedeva, semplicemente, le soluzioni. e che ne sa inventare ancora.
evviva :-)))

45

July 10, 2008

e non mi bastano. ho già iniziato il 46mo giro del sole :-)

ed è iniziato bene. fin dal mattino, io nel torpore, i primi segni d’affetto.
una mail del mio ex-capo, mi sorprende per l’ora, e la memoria. chapeau (plein de remerciements)!
e gp, il mio ex-caposquadriglia attualmente musicista, mi ha mandato i suoi saluti. scrive: “tanti augurini!!!”, allega questa foto

e aggiunge: “da me e la mia nuova band” :-)))))
grassie beaucoup, mio caro! e complimenti! aspetto la tournée :-)))

riccionascosto ha telefonato dalla sicilia, dove sta continuando a seguire i consigli dell’oroscoparo, assorbendo bellezza a tutto spiano :-)))
grazieassai pure a te, tu pure mattinierissima!

in ufficio l’ale cara ale mi ha dato questa cartolina

no coment :-/
vabbè, ha poi addolcito la goliardata con un sacchetto pieno di leccornie dall’altromercato: riso rosso, miele, ciki, crema di funghi, funghi secchi, zucchero di canna e caffè in grani, yuummmmmm…

la mia capa, che approva il mio tangheggiare, mi ha regalato questo:

“vedrai come cucchi!” ha aggiunto ;-)
non me ne intendo molto, so solo che ne ho spruzzato un po’ sul polso e mi piace, mi piace un casino. peccato non potertelo far sentire, caro lettore. descriverlo? nah, mi manca quasi tutto il vocabolario dell’olfatto, cosa poteri mai dire? è… buono. da ficcarci il naso, punto.
domani me la vedo già, che mi chiede quante ne ho stese in milonga, hahahaaaa…

più tardi preparerò un giro di spritz macchiati apérol. quelli virtuali sono già qui; serviti pure :-)

amichelate

July 7, 2008

… che non vuol dire colpire ripetutamente qualcuno per mezzo di qualcun’altro chiamato michele (o michela). nah.
vuol dire che ho un paio di amiche che oggi compiono gli anni, quindi sono del cancro, quindi dovrebbero esser dotate di chele. ho conosciuto entrambe quassù®, e finora è quassù® che si svolgono i nostri scambi. non so quanti anni abbiano, non so che aspetto abbiano (una m’ha mostrato dei teaser - una foto da bimba, un’altra in cui si intravvede una ciocca di capelli, roba così. ma non vale) la p.r.i.m.a. che ho letto (quassù® maggior parte delle conoscenze avvengono tramite la lettura/scrittura, e, per chi ama questo genere di cose, tramite foto, disegni, video..), ricordo che fu il nome, lo stesso d’una donna che avevo molto amato, a farmici cliccare sopra; e un commento profondo a casa di chissàcchì; mi ritrovai in un post che parlava dell’inverno, del bianco, e che mi riportò alla mia preadolescenza e ai modi di stare in montagna di allora, i vestiti, l’attrezzatura, il viaggio in famiglia e tutte quelle cose che credevo fossero solo nei miei ricordi.
per questo mi piace, finora, questo quassù: (lo stunf della seggiovia al passaggio dei piloni nel biacnore quasi soffocante, eppur freddo, il resto silenziosospensione, o neve calda che scivola da un ramo d’abete..) piccole celle di memoria così pacificamente insignificanti che rischiano costantemente l’oblìo. ritrovarle nelle parole di altri dà un valore diverso ad ognuna di esse.. è tardi forse, ma sto scoprendo solo ora che poche cose sono insignificanti. quassù® l’ho scoperto.
e adesso siamo amici :-)
la seconda è stato un po’ diverso, perché diversa la materia, e diversa la mano. insettivoro occulto, o postivora palese, incrociavo anche lei in zona commenti, in particolare attorno agli albori di herzog. poi di qua e di là, e credo che una serie di grandi defezioni ci abbia avvicinati. mi era piaciuto il suo debutto quassù®, in cui, ad aculei tesi e scintillanti, si proponeva di mantenere lucidità e libertà, ché doveva aver intravvisto (da sempre, penso) il lato triste di certe derive, la servitù sopraffare il piacere…

e beh, ultimamente, complice l’oracolo di tutti quelli che hanno sempre snobbato lo zodiaco tutto, abbiamo capito di esser tutti dei cancretti, come, del resto, il cespuglio*** quanticochiodato***, che gli anni li fa fra otto giorni. lei, pure, è una voce*** che ho sempre trovato in zona commenti, cliccata per capire cos’altro poteva dire a casa sua :-)
casa sua è esatto; un po’ come me, si racconta tranquilla in parole, immagini e deliri verbovisivi a volte impenetrabili (per me). gioca*** molto con le immagini, e lì mi tocca un tasto sensibile. e poi è l’unica che si ricorda sempre di riferire cosa fanno i suoi neuroni, quattro individui tenuti da guinzagli molto lunghi. così lunghi che attraversano le dimensioni, da dove i magnifici 4 riportano notizie a volte destabilizzanti.

basta! :-)))

èppibersdéj, chères amies

(emmie, t’ho tirata un po’ in qua, ma so che le distorsioni temporali ti fanno un baffo, a te)

tappa10kappa

June 5, 2008

eh, in effetti sembra che siate stati qui 10.002 volte a perder tempo!

son cose.

grazie. mi sento molto onorato :-)

la turbatissima

May 30, 2008

giampiero, un amico, vive a venezia.
è preoccupato, e mi chiede di firmare la petizione contro la nuova legge che permetterà l’apertura di un numero ancora maggiore di B&B, rendendo sempre più difficile la vita ai residenti (quelli che son rimasti)

allora l’ho fatto, perché amo quella città, e mi piace quando il fruttaròlo mi fa un buon prezzo se gli parlo nel suo dialetto. se se ne va anche lui, sono fottuto!
(certa gente rimane proprio accecata dai soldi :-)

oggi ricorre il quinto anno di meta(llica)fisica
ha preparato una colazione coi fiocchi (non d’avena) per gli amici. io la conosco da molto meno, ma adesso vado a intrufolarmi lo stesso, che è gentile e ospitale :-)))

ricordo un’estate in sardegna, con gli amici indigeni si aspettava la fine del giorno a Cala Fuili e si scherzava sul fatto che uno, dopo averla a lungo contemplata, andò da una (sconosciuta) per esprimerle l’incontenibile entusiasmo che la di lei bellezza suscitava in lui. lo prendevano in giro perché la conversazione durò pochissimo, con lui che tornava al suo telo da spiaggia sconfortato e deluso e che, a chi gli chiese cosa le avesse detto, rispondeva “sembri tagliata con l’accetta”. lo presi per il culo come tutti, perché il momento lo imponeva a beneficio del buonumore generale - compreso il suo.

però, in fondo, lo capivo, e ne ammiravo la visione; avevo osservato anch’io la ragazza, una sarda mora e abbronzata, dai tratti effettivamente molto netti e puri, essenziali e bellissimi, austera quasi. l’immagine che il galletto aveva evocato corrispondeva al fascino che la ragazza emanava, e vi scorgevo tutta la delicatezza che, paradossalmente, egli percepiva. il problema era il momento, il contesto… le parole e le distorte associazioni mentali che queste avevano generato.

è capitato anche a me, infatti.
una volta ho detto a una ragazza “sei più bella di una pozzanghera”.
contrariarmente all’episodio del sardo, di fronte alla perplessità della fanciulla in questione - che invece già conoscevo - potei reagire con una spiegazione: “le pozzanghere sono solo belle, ma tu, in aggiunta, sei anche profonda”. oddìo, non è che mi sembrasse molto convinta che il complimento fosse tale, ma prese atto del fatto che ne vedevo una bellezza interiore, oltre la superficie.
di nuovo il problema delle parole e delle associazioni che, di norma, generano: sentir paragonare il proprio aspetto a legni grezzi o a pozzanghere può essere inusuale, destabilizzante, per non dire al limite dell’offensivo :-)

l’altro giorno attraversavo il parco, piovicchiava, e non c’era NESSUNO. non avevo fretta, quindi ho camminato, e ho notato le pozzanghere. ne ho fotografate lì, e poi anche nel quartiere attorno, lungo i marciapiedi. e mentre scattavo ripensavo alla tipa-pozzanghera, e mi chiedevo se, potendo vedere con i miei occhi, avrebbe potuto capire meglio cosa intendessi dirle, perlomeno a proposito della bellezza superficiale..