uffff!

June 19, 2008

è entrato in casa con un supersorriso, ha rassicurato me e sua sorella sul buon andamento della prova orale e poi è partito in quarta a ripetere TUTTO quello che ha esposto… eccitato. e sollevato!
e così sarà ammesso alle superiori, al famigerato liceo scientifico.
l’ha sfangata, letteralmente. un angelo è calato in casa e gli ha dato una mano ad organizzare la sua esposizione, un altro è calato in studio da me e mi ha dato il software per potergli stampare le varie relazioni scritte. talis pater… ma conoscendomi, per l’appunto, ho tratto ottimi spunti di riflessione circa l’attitudine allo studio e alle sue scadenze, che prevedo potranno tornarmi utili quando sarà il momento di cazziarlo un po’.

quindi è stata una settimana di ritorno al passato, anche se ho dei ricordi molto sbiaditi dei miei esami di terza media. strano. in generale, devo dire; ricordo solo le lezioni di musica, col tizio che ci faceva imparare i canti degli alpini (in dialetto), la strega di francese (eppure, quei tre annetti si sarebbero rivelati utilissimi al momento di sedurre, sposare, mettere 2 volte incinta e separarmi da una francese vera), quella di italiano che mi adorava (ma non vale, era amica dei miei), quello di applicazioni tecniche perché era tonto… beh, no, se ci penso un momento tornano tutti, quello di mat. che mi ha chiesto un quadro per l’appartamento al mare (voleva una copia del pesce che feci a inchiostro per l’esame; probabilmente la mia prima commissione), quella carina di arte… e i compagni, li ricordo, i tic, i difetti di pronuncia, quelle carine, quelle no, quello che è morto, quello rosso, quello che non aveva mai visto il mare… ecco, felix ha finito tutto questo. devo pensarci per rendermene conto, del bagaglio grosso di vita tutta sua che si porta già dentro alla testa.. ma è anche difficile non esser distratto dalla mia di vita, dalle mie crisi di crescita (sì, ancora devo crescere). (anche se, qualche settimana fa, ero dal medico che leggeva i risultati di certi esami che m’aveva prescritto, e mi fa “ah, lei non crescerà più di così. ma non è un problema, no?” e io sono scoppiato in una fragorosa risata).

ma c’è stato dell’altro.
l’ultimo appuntamento della rassegna primaverile al trotter: il concerto in teatrino de L’Orchestra di Via Padova, un gruppo moltomultietnico che suona roba che sembra acid jazz fortemente worldizzato e ritmato. con voce femminile russa, o giù di lì :-)

abbbiamo fatto la pulizia annuale dell’acquario di pèa: un lavoro immane, ci si dedica la giornata, chi a risciacquare i sassolini del fondo, chi il ramo trovato nei fondali dell’elba, e chi l’oggetto vero e proprio, con i suoi vetri incrostati di calcare e una quantità bestiale di palta nera, misto di merda e chissàcché, bleah!
alla fine si riallestisce tutto, se ne approfitta per cambiare la posizione del mobilio, ada ha aggiunto pezzoni di vetri di murano - quelli che si trovano per terra nelle discariche della zona delle fonderie, veri gioielli da dissoterrare - io ho modificato l’isola, guadagnandole spazio natatorio.
se sei impavido, l’immagine seguente, che ada chiama “la chela di merda”, io la “coda biforcuta” illustra come cagano questi rettilini. no, è solo per dire che nel frattempo pèa è rimasta nella sua pentola, sopra alla quale abbiamo messo il vassoio di latta tunisino -’nsissàmmài - con sopra un sasso, e lei tutto il tempo a fare sollevamento pesi con l’ambaradàn, il coperchio che saliva e scendeva inesorabile, teng! teng! teng!..
quando stavamo per rimetterla in acqua abbiamo visto quanto sotto. e ci sembrava interessante :-)

un giorno, la scuola era già finita, li ho chiamati dall’ufficio, “pigliate le bici, fate la ciclabile che abbiamo fatto insieme l’altra volta, attenti solo all’incrocione di palmanova, e andiamo a mangiaci un panino al baracchino di parco lambro”, e così hanno fatto. ero molto orgoglioso. poi mi hanno riaccompagnato in uffficio, gli ho offerto il caffè, hanno fatto qualche rivoluzione sulle poltroncine girevoli, qualche video in rete e via, da soli verso casa con giro largo per il trotter.

per la prima volta ho partecipato ad uno stage di tango. rodrigo e florencia, una coppia di giovani argentini, hanno tenuto 3 lezioni ravvicinate - un a volta al tangoy, le altre in un fitness-center deserto - dei tre generi. un pochino inquieto per il fatto che fosse un “avanzati”, alla fine ci stavo dietro abbastanza. a differenza dei miei insegnanti, ho notato questa cosa dell’abbracciare e farsi abbracciare da ogni partecipante, per ogni passo o pezzo di passo in studio. “giudame, luca - dice lui - yo soy la mujer”, io guido, lui sa e sente, riapre gli occhi e mi fa vedere esattamente dove sbaglio. riprovo, e funziona. bello. bravi.

sabato sera alla marippa, terza sera di baldoria danzereccia per i gestori sposi novelli, lui deve averle promesso “se mi sposi ti faccio ballare desde l’alma suonato dal vivo dai colortango”, lei deve aver detto “vediamo”, e sabato erano lì :-) e gli hanno suonato ’sto vals stupendo solo per loro due.. chic.

ho messo qualche foto mista di là, as usual.

per il resto: oggi c’era il sole. mi faceva sorridere pensare che l’ultima cosa che ho disegnato ieri sera è stato un sole zeppo di raggi cicciotti. ancora 2 giorni e i ragazzi iniziano le migrazioni estive, con noi, senza di noi, un paio di mesi abbondante di cui devo riempire 28/7-12/8 con un’idea.. è questo che intendo, quando dico che lo posso capire benino, il mio ragazzo…

:-)

e buona estate a chi parte!

open house

April 8, 2008

al trotter, col FAI, per la giornata di primavera. il glicine si è vestito a festa.

un pacco di gente. i volontari si sono sgolati.

proiezioni nella ex chiesetta ristrutturata. i divi si sono visti.

concerto. Sorbi ed alleati orientali erano in forma :-)

andamento

February 8, 2008

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martedì, dopo la lezione, mi sono aggregato a 3 compagni e sono andato al Frida, all’Isola.
è stata una bella sorpresa: avevo capito che era dentro un bar, e mi aspettavo uno spazio minuscolo e 4 gatti, invece è tipo loft, separato dal bar, semplicesemplice, niente fronzoli. musica ok, la fauna era costituita soprattutto dagli allievi dei corsi che si tengono lì (credo); non mi sentivo il più scarso, ecco.
mi sono anche portato a casa una spalla impregnata del mio profumo preferito, e ci ho dormito molto bene.
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mercoledì sera sono stato invitato a teatro (grazie anna!), a vedere Maria de Buenos Aires, quell’opera che Piazzolla aveva fatto per Milva di cui non so altro. “dura 3 ore” era la minaccia, dopo la prima ora stavo seriamente considerando se spostarmi indietro di qualche fila (eravamo in balconata) e schiacciare un pisolino. il tango mi culla, l’idea di avere una 20ina di argentini che si sbattono dal vivo per me mi stuzzicava :-)
in realtà durava normalmente, e mi son goduto quel che rientrava nelle mie possibilità, cioè l’esecuzione dal vivo della musica; non parlando lo spagnolo, ahimé, tutto il senso della vicenda è andato altrove, non certo nella mia testa.
flauto, pianoforte, bandonéon, 3 violini, violoncello, contrabasso, 2 tizi alle percussioni, narratore, cantante e cantantessa, 6 coristi misti! precisi. un po’ svizzeri. quasi algidi.

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mi sono riscaldato subito dopo, andando a farmi divertire da un picherna particolarmente brillo :-)))

ieri ho visto il nostro futuro ufficio… racconterò :-)

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la sera ho raggiunto f. per cena, e mi sono divertito con Dàida.

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a ritroso

November 12, 2007

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sono arrivate le macchine nuove.
così adesso, in una stanza con 4 persone, ci sono 10 computer fra quelli vecchi, quelli nuovi e quelli che servono a fare il trasbordo dei dati. in tutto ne hanno cambiati circa 400. e gli altri a rottamare. no comment.

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ieri dopo pranzo ci abbiamo provato: un paio di settimane fa Pop mi chiama e dice che devo assolutamente portare i giovani a vedere Bracchetti. Ogni tanto lo fa, vede che in città c’è qualche spettacolo che se potesse ci andrebbe al volo, allora mi chiama e mi suggerisce di farlo io. la prima volta è stato tanti anni fa, loro erano in africa da qualche parte, forse in nigeria, e mi chiede di andare alla fenice a vedere il kabuki. per lui è un ricordo d’infanzia, lo aveva portato il nonno in giappone. io e un amico ci siamo messi i frac, montati nell’audi 80 (allora era ancora una macchina normale) e corsi a venezia. a piazzale roma ci aspettava catilina a farci da garante (un residente garantisce un posto macchina anche all’ultimo secondo) e carlo, con i biglietti, per condurci fino al teatro. poi 2 ore a cercare di capire cosa cazzo stava succedendo in scena.
un paio d’anni fa mi hanno chiesto di portare i giovani a vedere gianburrasca. la cosa migliore era la scenografia, chiara, fumettosa, prospettive sgangherate, cambi di scena minimali, semplici ed efficaci. non ricordo altro.
e ieri bracchetti. non avevo preso i biglietti prima perché le rivendite non avevano i ridotti (strano, ma così) allora dopopranzo abbiamo inforcato le bici e siamo andati là, con un po’ di anticipo. abbiamo trovato posto, per fortuna, perché era l’ultimo spettacolo della tappa. non ero mai stato all’arcimboldi, solo visto da fuori. i posti erano in galleria bassa, ma il nome è truffaldino; a star lassù mi venivano le vertigini, tutta quella enorme sala in cui tutto pende verso il palco, impressionante. e lo spettacolo pure. impossibile annoiarsi. il tipo è bravissimo, io godevo per la sorpresa continua fatta di costumi splendidi, musiche travolgenti. luci robotizzate e molta poesia. Il messaggio era: meglio rimanere bambini il più possibile, e conservare lo stupore e la fantasia. io appoggio, of course. I giovani, dapprima diffidenti, ne sono rimasti entusiasti. bravo pop, grazie =)

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la città era stata investita da un forte vento nei giorni precedenti, il cielo era pulito e l’aria limpida. sabato con ada, mentre felix e la sua squadra perdevano la partita per tipo 150 a17, ci si è fatti una vasca. ma l’isola pedonale era bloccata.

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ignazio e un manipolo di persone pulite sensibilizzavano i domenicanti circa l’oppportunità di lasciare che fossero loro e la polizia a occuparsi del nuovo spauracchio, lo straniero violento. vorrei sentirlo oggi, dopo che il poliziotto ha steso un tifoso (n.b. di destra) centrandolo “per sbaglio”. ma lui, almeno, è coerente: i rimpatri e le demolizioni a loro sono sempre piaciuti.

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il trotter ha indossato l’autunno, e sabato sfoggiava colori che sarebbero piaciuti molto a bracchetti.

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al nostro rientro felix, che era uscito senza le chiavi di casa, cercava di dimenticare le delusioni del basket partecipando ad un match di futebòl coi clitokidz. per una volta gli avocado ne sono usciti indenni (benché mio figlio, nell’esaminare i danni passati e le miracolose crescite collaterali, abbia esclamato “ma sono talee! perché non mozziamo la cima anche alle altre?”. a me dispiace smorzargli la verve botanica, ma col cazzo che glielo lascio fare, borcabottana!).

Il resto della setttimana e scivolato via liscio. da segnalare che: i giovani dicono che quando non faccio surgelati sono anche bravo a cucinare, e mangiano di gusto. non capisco, ma mi fa molto piacere.
è stata una settimana di cineforum, grazie alla clemenza dei prof che non li hanno riempiti di compiti; così gli ho proposto, nell’ordine, Balle Spaziali, la trilogia di Indiana Jones, Silent Movie e La Pantera Rosa Colpisce Ancora (è quello del ‘76). “CATOOOOOOOOOOOO!!!!!”

poi loro andavano a letto, e io disegnavo o plasmavo. che è meglio continuare a giocare, finché si è giovani ; )

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oggi si riparte in solitaria. saremo alle prese con le macchine nuove, i programmi nuovi, e i vecchi problemi di una casa editrice col fiatone. mentre scrivo antonio ha aperto il cartone del suo ultimo acquisto ebay: una sessantina di caratteri in legno di una tipografia che ha chiuso i battenti. adesso pensa di cercare anche un piccolo torchio…altro che macchine nuove!

- Amy W. -

October 26, 2007

sorpresa

September 16, 2007

ieri, sabato, sapevo che c’era questa cosa, l’mtvday, in centro. fra i partecipanti, C. Consoli, abbastanza per decidere di trascinarci i giovani. buona alternativa al buon trotter. ada trova la sua bici troppo piccola, ormai, credo se ne vergogni, così siamo andati in centro con la metrò. saliti a r-oh!-vereto e scesi in s. babila per fare una vasca fino al castello, la passeggiata è terminata in duomo (il concerto era lì, non al castello come credevo). la piazza è piena di gente, non come per il concerto di manu di qualche anno fa… beh, l’anno lo ricordo, tenne il concerto pochi giorni prima del g8 a genova… dio, che folla che c’era! il che fa piacere, manu muove più persone di mtv, a milano almeno. quel pomeriggio la piazza era tanto piena che la gente era arrampicata su ogni pilone di palazzo, ogni palina del metrò, ogni lampione, e riempiva per un tratto tutte le vie di accesso; per intenderci, via torino era piena a perdita d’occhio. ah, e poi si ballava! non come ieri, che a ballare erano quei quattro sottopalco e basta… comunque, l’effetto di una piazza turistica occupata da umani è che i frequentatori abituali, non umani, si ritrovano costretti a stringersi nei pochi punti liberi, come la statua del tizio a cavallo che chissà perché sembra avercela con l’inquilino del duomo.

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ero contento: cerco sempre di trattenermi dall’imporre i miei gusti ai 2 giovani, tipo che se a me piacciono i concerti live evito di insistere perché ci vengano. sono affari loro, avranno i loro tempi e le loro passioni, che per ora, su questo aspetto, non coincidono con le mie. la ricompensa è semplice: non mi rompono i coglioni con le mie, di passioni :-) per esempio, qualche ora prima felix mi ha accompagnato a comprare 2 biglietti per il concerto di amy winehouse (il 26/10 al rolling, non perdetevelo!) e non ha detto NIENTE. come se fossi andato a comprar cipolle (anzi, in quel caso mi avrebbe domandato “cosasimangia?”). oppure, e poi concludo questa parentesi di autocompiacenza pura, come l’altra sera, che riapriva il tangoy; di solito non ballo quando è la settimana in trio, ma il tangoy è il tangoy, ed è vicino, non sembra neanche di esser usciti (quasi). finito il film (the robinsons, mi è piaciuto) loro sono andati a letto ed io sono uscito. non gliene frega proprio nulla, è fantastico.

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così, senza l’impegno dei concerti serali e lo spaesamento che credo possano creare il buio, le luci pissichedeliche, l’anonimo stadio o palazzetto e l’esser schiacciati in mezzo a degli adulti agitati, ero lì con loro a sentire (speravo!) qualcosa di decente. al nostro arrivo c’era grignani, poi meg, poi i lacuna coil, tutti un brano e via. pausa tecnica, intanto penso che se è tutto così, anche se per caso mi perdo la consoli chissenefrega. i cinesi ci vendono le granite, i tecnici stanno ancora trafficando sul palco, i conduttori riempiono il tempo di interviste da decennale. e poi la sorpresa più bella che mi poteva capitare in quanto babbochevorrebbeavereifiglirokkettari:

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i ragazzi erano deliziati, io di più. elio è salito sul palco vestito da boy scout, completo di pedula e zainotto pienotto. e cappello, fazzolettone e calzettone tirato su fin sotto il ginocchio (poi si sarebbe gradualmente alleggerito di alcuni accessori). hanno suonato una buona mezz’ora, brani nuovi e vecchi successi che sono fra le pochissime canzoni di cui felix e ada conoscono a memoria testi e musica! i balletti surreali di tal mangoni erano alternati ai primi piani di elio e della band proiettati su un megaschermo a lato del palco, così anche ada poteva goderselo.

ce ne siamo andati a fare un giro mentre jovanotti continuava la storia e siamo ripassati per la piazza quando ferro faceva andare in visibilio torme di ragazzine. avevo l’impressione che con l’avanzare del buio sarebbe aumentata la gente. peccato andarsene, ma pazienza. inutile stancarli :) un giorno potrei esser loro grato se mi accompagneranno a casa ad un orario decente.

può iniziare a pomeriggio avanzato, fornendo il tavolo da pranzo di una luce (finalmente) dopo 4 anni di candele, che sono anche romantiche quando ce n’è il motivo, ma poco luminose nel mondo reale. ecco un dettaglio di LampadinaMerendina#2:

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all’interno una lampadozza ad incandescenza, i vassoi vi poggiano direttamente, senza molletta da biancheria. La variante nuova è il sistema di appensione (si dice?): penzola da un cavo teso fra finestra e soppalco ottenuto da 3 cavi da freno di bici rotti uniti con quei piroli in plastica che usano gli elettricisti per collegare i fili, quelli in cui infili il filo e lo fissi stringendo la vitina. lasciandoli attaccati a 2 a 2, un filo entra da una parte, l’altro esce dall’altra. Con uno in più messo ad un’estremità si può tendere il cavo a piacimento prima di fissarlo.

verso sera, si può procedere con uno di questi:

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l’oggetto sulla destra si chiama spritz-macchiato-apérol. per me c’è un solo modo di prepararlo, cioè come mi hanno insegnato quando lavoravo al neurobar di roana: bicchiere da prosecco, mezzo acqua frizzante, mezzo bianco, il goccio di apérol e la scorzina di limone. ingredienti tutti freddi da frigo (il limone non serve che sia freddo). Adesso invece lo servono in certi bicchieroni da heppiàuar pieni di ghiaccio e un’enorme fettona di arancia. boh, io preferivo bermene 7 unodriol’altro (lucio del pub aveva fatto costruire delle specie di cassette di legno che permettevano di ordinarli a metri, direttamente) decorando i tavolini di trofei…

Si può proseguire con esperimenti culinari da single:

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non so cos’ho fatto, ma era buono! mischiato un uovo con sale pepe e latte, fuso del gorgonzola nel padellino, unito l’uovo e mescolato sulla fiamma che si formino tutti i grumetti, unita la pasta per un’ultima girata a fiamma accesa. scaglia di burro per l’occhio. Yum :-)

Infine si può andare al concerto ballabile di questi ragazzi sudamericani:

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figata! prima volta che sento eseguire del tango elettronico dal vivo, divertente. neanche il fantasma formaggino (c’era, col lenzuolo bianco e tutto) riusciva a farmi pentire d’essermi avventurato fuori zona! Gli Otros Aires ed un pavimento scivolosissimo mi hanno spinto a rompere un piccolo tabù, e per la prima volta ho ballato con le Emerica Templeton invece che con le Borgioli fiorentine, ed è stato bellissimo. cazzo, rimbalzavo come una palla da basket e come in una partita ho lasciato un bel po’ di sudore per terra

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oa2.jpg(le mie foto “live” mi fanno cagare; nahuel ha la manina molto più felice!)

concerto

April 28, 2007

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soldi ben spesi. il vecchio ha suonato 2 ore precise precise, bis previsti e inclusi. pochi fronzoli, una band di rockers travestiti, anche musicalmente, da eleganti mariachi moderni. easyeasy, i bei brani dell’ultimo disco, morbido come solo i grandi vecchi sanno diventare, come Fabrizio nostrano, per intenderci. Una goduria. Spero che ci foste anche voi, dato che il forum era pieno.

concerto

September 1, 2006

ad un certo punto, durante il concerto, rifletto sull’arte dei musicisti: cazzo! i tipi lì sul palco sanno far uscire dai loro strumenti esattamente i suoni che vogliono, perciò possono permettersi di esibirsi in pubblico. e fare arte, la loro arte. io invece non so disegnare quello che voglio, ed è per questo che non considero di avere un’arte. se sapessi suonare le mie mani davvero potrei disegnare tutto quello che mi passa per la mente!
so suonarle un po’, forse meglio della media, e faccio il graficobarraillustratore.
qualche volta, di solito per caso, mi esce un suono nuovo, bello, ma non è che poi so suonarlo di nuovo in maniera identica… né in realtà mi interessa. il pittore che rifà lo stesso quadro, non lo fa mai identico. credo. il musicista? no, dal vivo penso che scelga linee e colori al momento, in base a quel che gli suggerisce l’ambiente, anche se lui saprebbe eccome rifare una musica in modo quasi identico all’esecuzione precedente. i maestri d’orchestra potrebbero rispondere meglio.
poi c’è la questione dell’emozione, quella per cui l’importante è trasmettere un’emozione perché si possa parlare di arte in corso. e allora lì non servono mica molte note, né colori né linee. Non serve saper disegnare bene, o perlomeno ci si può permettere di sbragare, o di andare al risparmio, a condizione di mantenere accesa un’emozione (positiva, ovviamente. lo spettatore disgustato ci mette poco a non essere più uno spettatore ma un vuoto)

questa sera i niuiorkesi mi hanno trasmesso emozione, abbastanza insomma; l’audio mi pareva un po’ confuso, ma ho ballato volentieri sulle versioni piuttosto cambiate dei brani che mi erano familiari. mi pareva che anche loro si divertissero, il pubblico era caloroso. arte, emozione. bellastoria. si chiamano TV On The Radio