grill’em all
July 21, 2008

sabato stavo finendo di sbrinare il congelatore quando arriva un essemmeesse di igor: “grigliata?”
non mi faccio pregare, ché igor è veneziano e come tale tende a grigliare pesci :-)))

infatti. sgombri e triglie alla brace, e pollo. cozze e pasta allo scoglio. prosecco in abbondanza, crostata ai mirtilli. bella serata, nonostante l’arrivo delle zanzare, ai “bagni da Diodoro”, come recita un’insegna che domina la zona griglie. tutti a piedi nudi, bimbi che corrono dappertutto e nessuno dei quali sotto la mia supervisione.
saluto tutti non troppo tardi per andare a ballare; con l’estate molte milonghe sono chiuse, e vorrei approfittare della serata alla marippa. passo a casa, mi tolgo un po’ di odor di affumicato, spruzzo il profumo nuovo e via! c’è pure un’esibizione, solita coppia di insegnanti argentini, che mi piace assai: eleganti e precisi, non esagerano con le acrobazie.

domenica pomeriggio faccio un giro a parco lambro: dappertutto i segni dell’ultimo violento temporale, alberi abbattuti e già affettati, montagne di rami secchi, altri ceppi divelti dal terreno.

arrivando alla pista da skate mi ricordo che era in programma la seconda edizione del “grill’em all“, una grigliata (manco a farlo apposta) organizzata dagli amici del mio periodo monomarca (mai più capitato, di lavorare con un solo logo, e metterlo su tutto: capi d’abbigliamento, confezioni, etichette, accessori, adesivi, cataloghi e via dicendo).

hanno portato un gazebo, offrono carne alla griglia e birra, oltre a musica e illuminazione aggiuntiva. ci sono i pischelli con le magliette fuori misura (ne ho conquistata una, di quelle nere con la griglia rossoinferno!) e i vecchi lupi della tavola. mi fa tenerezza vedere uno dei miei ex-capi, mio coetaneo e di conseguenza il più anziano della truppa, girare con la figlia incastrata fra le gambe. rivedo un sacco di volti familiari e rimango fino alla fine, quando si smantella tutto e si raccoglie la spazzatura prodotta. bella storia :-)
bobbe!
July 16, 2008
la nipotina lo chama così, dal basso dei suoi 4 anni. dall’alto dei suoi 81, il nonno se la porta al collo, ed è commosso.
ero commosso anch’io. ornella, bomba d’energia, aveva rintracciato altri “ragazzi” passati per la Unimark, tutti con i capelli bianchi, che nessuno di noi “giovani” conosceva.

mi presentavo, “ciao, sono luca, epoca linea 3″, “piacere, R., epoca agip”… pazzesco ritrovarsi in mezzo a sconosciuti sapendo di parlare, professionalmente, non solo la loro stessa lingua, ma addirittura lo stesso dialetto. erano ragazzini, bob doveva continuamente urlare “state zitti!”, e intanto gli facevano da assistenti e imparavano i trucchi del mestiere :-)
mi sono scolato un paio di drinks preparati dal maestro, ché mi turbo, io, quando sento uno dire a un altro “era quando stavamo facendo quel tal lavoro, cos’era, nel ‘64 mi pare…” nel ‘64 avevo un anno…

ho invidiato molto la bella serba che da tre mesi lavora al suo fianco: stanno realizzando un libro biografico e pare che continui a spuntar fuori una montagna di materiale; “da avere le vertigini”, dice.
ci credo :-)
recuperoraga
July 14, 2008
il giorno dopo il mio compleanno ero abbastanza riposato da partire la sera stessa per i monti, per riportare i raga a milano; avevo dormito abbastanza. complici gli spritz del pomeriggio precedente, i miei programmi danzerecci hanno subito qualche revisione. ero arrivato a casa, “faccio un pisolino, poi mi preparo e vado a ballare”, e al risveglio dal pisolino era l’una e mezza di notte. chiuso l’argomento Test Profumo Nuovo :-)
ad asiago sono arrivato di notte, e solo al mattino ho ricevuto il mio primo “buon compleanno” da una ada ancora addormentata ma sorridente. appena si sono svegliati mi hanno portato il micino (preferiscono chiamarlo così), mentre dopopranzo mi hanno dato ancora regali!

felix mi ha fatto questo disegno psichedelico:
ada mi ha fatto un biglietto double-face: davanti è così:
e dietro (spiritosona) così:
pop e mom (su dritta dei raga) una nuova pentola a pressione:

l’unica copia conservata di un mitico catalogo per gli acquisti americano,
e un disegno a matita di pop, di un angolo del loro giardino in nigeria:
un bel bottino ;-)))
pomeriggio in bosco, tutto molto umido, tutto molto bello.

serata con gli amici, a casa prima, al bar dopo.
giorno dopo, finiamo qualche lavoretto per i nonni (tagliar legna, riporla nelle legnaia, riattaccare la catenella del tappo del camino, cose così), giretto in bosco a rapire cuccioli d’abete condannati a morte certa e dopo pranzo si parte.

così abbiamo il tempo di passare da big brother & family, a sommacampagna. si festeggia marta :-) (e me e ada!)

ed è l’occasione per rivedere tutti i cugini di verona, di passeggiare nel centro, prendere il gelato e tornare a casa a spupazzarsi il concentrato di morbidezza.

dopo cena affrontiamo il traffico del rientro, fortunatamente abbastanza fluido; temporali per tutto il viaggio, ada sonnecchia dietro, ma io e felix assistiamo a dei grandiosi botta e risposta di fulmini all’orizzonte.
a casa mi rendo conto che ci dev’esser stata una grandinata violenta: le mie piante sono crivellate.
(… è che se metto la rete antigrandine, la devo mettere di acciaio, con tutto quel che scende: pezzi di muro, mozziconi, indumenti…)
oggi fa fresco; cielo inquieto. e sono un po’ inquieto anch’io: si profilano 2 settimane da solo.
45
July 10, 2008
e non mi bastano. ho già iniziato il 46mo giro del sole :-)
ed è iniziato bene. fin dal mattino, io nel torpore, i primi segni d’affetto.
una mail del mio ex-capo, mi sorprende per l’ora, e la memoria. chapeau (plein de remerciements)!
e gp, il mio ex-caposquadriglia attualmente musicista, mi ha mandato i suoi saluti. scrive: “tanti augurini!!!”, allega questa foto

e aggiunge: “da me e la mia nuova band” :-)))))
grassie beaucoup, mio caro! e complimenti! aspetto la tournée :-)))
riccionascosto ha telefonato dalla sicilia, dove sta continuando a seguire i consigli dell’oroscoparo, assorbendo bellezza a tutto spiano :-)))
grazieassai pure a te, tu pure mattinierissima!
in ufficio l’ale cara ale mi ha dato questa cartolina

no coment :-/
vabbè, ha poi addolcito la goliardata con un sacchetto pieno di leccornie dall’altromercato: riso rosso, miele, ciki, crema di funghi, funghi secchi, zucchero di canna e caffè in grani, yuummmmmm…
la mia capa, che approva il mio tangheggiare, mi ha regalato questo:

“vedrai come cucchi!” ha aggiunto ;-)
non me ne intendo molto, so solo che ne ho spruzzato un po’ sul polso e mi piace, mi piace un casino. peccato non potertelo far sentire, caro lettore. descriverlo? nah, mi manca quasi tutto il vocabolario dell’olfatto, cosa poteri mai dire? è… buono. da ficcarci il naso, punto.
domani me la vedo già, che mi chiede quante ne ho stese in milonga, hahahaaaa…
più tardi preparerò un giro di spritz macchiati apérol. quelli virtuali sono già qui; serviti pure :-)
minorenne accompagnata
July 7, 2008
ho passato il sabato a pulire casa, far ordine, buttare e sistemare. ho perfino messo mano al giardino, secosìvogliamchiamarlo, eliminando i cadaveri. i rami del bambù, ormai rinsecchiti, non ho il cuore di buttarli. amo quel materiale, forse da quando un ramo lungo e sottile è rimasto inchiodato al pavimento per un paio di interminabili settimane, quando ero piccolo, perché mio papà voleva farmene una canna da pesca, e quindi raddrizzarlo. io invece li ho estirpati, ne ho sbattuto benbene le radici e li ho appoggiati un un altro vaso vuoto. poi ho fatto un breve giro raccogliendo le mollette cadute nella notte (è stata una nottata proficua!) e ho capito come sarà l’albero del natale prossimo :-)

(senza l’ombrello; quello è il gazebo del tavolo da giardino fatto col rocchettone dei cavi eletttrici..)
pomeriggio mi riposo al trotter, leggere, disegnare, preparare la pelle alle dosi massicce di fotoni che mi aspettano ad agosto. ah sì, finalmente so: porterò i raga a cala gonone, dove ho degli amici. vacanza comoda, avremo un appartamentino, con letti, acqua calda e frigo. e la costa orientale sarda, il golfo di orosei, i vigneti, la barbagia, il cannonau, su purceddu, andremo a pescare e divoreremo le nostre vittime, yeah!
la sera aspetto il rientro di ada dalla corsica e guardo un film. poi mi chiamano, la nave è partita con un’oremmezza di ritardo, arrivo previsto per le due del mattino! faccio ancora mestieri, alla fine mi metto a stirare le 5-6 camicie arretrate, alla 4a suona il campanello e ritrovo la mia grande bella abbronzata contenta figliuola! e sono le due. ma bisogna preparare la borsa per asiago, e lei mi deve raccontare, e io a lei, e quando finalmente si addormenta concludo il lavoro di stiratura. vado a letto alle 4. mi alzo alle 7, doccia, sveglio ada, colazione e via in centrale, treno per vicenza, corriera per asiago.

per fortuna è abbastanza stanca, non si accorge dei 10 tornanti dell’ascensione, e non vomita :-)
a casa dei suoi nonni c’è una sorpresa piccola, mobida e pelosa: la cuginetta marta, che il 12 compie un anno!

fra lei e felix, la mora è stata fotografata da tutti gli angoli.

lascio tutti lì, e riprendo una corriera alle quattemmezza. si scatena un putiferio di temporale, le strade domenicali si intasano di turisti decisi a terminare la gita in anticipo, tutti incolonnati per scendere dall’altopiano a passo d’uomo. all’ora a cui dovrebbe partire il mio treno, siamo ancora nella campagna vicentina, accidenti, e incombe lo sciopero. ma sia io che il mio compagno di viaggio conosciamo le mille vie del caos, e, come al solito all’arrivo in stazione, facciamo lo scatto dell’ottimista.
infatti.
il nostro treno è lì fermo al binario, ci dicono che una squadra sta rimuovendo una pianta dai binari, caduta dopo la “tromba d’aria”… perfetto!

poi, non bisogna esser troppo pignoli se si arriva a milano con 60 minuti di ritardo :-)
viaggio tranquillo, i miei compagni di scompartimento sono 3 giovani e 2 anziani; tutti e tre i giovani sono agganciati a: un portatile, un mp3 player, un telefonino. convesazione zero. ogni tanto l’anziano della coppia fa qualche battuta, “forse devono far scendere qualcuno a spingere”, oppure “dev’essere la salita che lo rallenta”, che fa ridere me e la moglie.
a casa mi faccio un ovetto e penso che i pisolini che mi sono fatto mi hanno rimesso fin troppo bene in sesto: non sono stanco e non ho sonno… allora vado a ballare.
O.T., ObstiNation si è arrichita di due nuovi cittadini, # 157 e # 157,5; quest’ultimo è un infiltrato. si è fatto trovare in c.so buenos aires, all’altezza del 55 dove c’è l’agenzia che mi ha fatto i biglietti per l’isola grande. sicuramente non proviene da un’automobile, piuttosto dalla borsetta di una cacciatrice di saldi, ma era sull’asfalto, era in frantumi e quindi… e quindi il 1/2 :-)
torripilato
July 2, 2008
(segue da ieri)
dopo esser passato al liceo a prendere scartoffie per iscriverci felix, sono corso in ufficio a seguire ancora scatoloni. all’arrivo vedo che le macchine stanno per partire.

faccio per l’ultima volta via cazzaniga per andare in mensa (c’è un’entrata secondaria, utilizzata dai furgoncini dei fornitori e da chi, per digerire con calma, prende il giro largo per tornare in ufficio).

poi vado su. trovo subito il posto, al terzo ed ultimo piano del corpo basso, quello che chiamano la stecca, forse perché unisce, tipo U, il corpo lungo la strada e quello oltre il cortile interno, da cui parte la famosa torre. non c’è nessuno. per una buona decina di minuti non vedrò anima viva, tantomeno i miei colleghi: la capa è andata a casa, l’ale è in versilia, antonio verso roma, adelaide chissàdove, tonino in forze a novella2k… surreale. su tutto il 3° piano della stecca, oltre a noi, ci sono 3 o 4 tipe tipo contabili in un openspace verso il terrazzone. il resto è spazio libero, può diventare uffici, openspaces, uguali a tutto il resto del coso. per ora gli spazi liberi fanno da deposito di mobilio nuovo. tutto uguale.
facciamo un tour. prima di tutto, la vista: dalle finestre-feritoia si vedono gli orti, un’area occupata da un intrico di passaggi in mezzo a vaporose proprietà, orti, quasi tutte con una baracca e bidoni blu e vasche da bagno. reti da letto, che sono portali, o recinzioni, o graticole, non so. mi piace questa vista, c’è pace, e vorrei saper riconoscere ogni pianta e albero, e immaginare il carattere del vecchio in base alle sue colture.

chissà cosa pensano del coso da cui li osservo… se alzo lo sguardo vedo la brianza, appena oltre lo svincolo di gobba. quando sarà limpido vedrò le alpi. sarò in prima fila :-)

se esco dall’ufficio (abbiamo il culo di avere 4 stanze CHIUSE! in un tempio dell’openspace, aver modo di isolarsi è un bene prezioso… isolarsi per modo di dire, dato che le pareti lato corridoio sono completamente di vetro. almeno è smerigliato, cazzo) dunque, dicevo, se esco e guardo a sinistra,

a destra,

di qui vado un po’ verso via rizzoli, ecco lo spazio staminale, verso il cortile interno,

e verso la briansa.

se invece esco e apro la porta difronte a me, entro in uno stanzino con un’altra porta; oltre quella, il locale fumatori! scoraggiante è gentile, come parere. un cubo in cui è vietato sostare in più di otto, con un cazzo di niente a parte 2 (due!) portaceneri e una pianta che deve averne combinata una grossa, per finir qui.
neanche uno sgabello, una cassetta della frutta, niente…
(ma minchia! 3 divanetti, un tappeto, un tavolino, 2 poster..)
dalla feritoia-fumatori la vista sul cortile interno. capisci quando dico surreale? se si è mai visto il grande tati, si potrà capire perché mon oncle sarà il mio antidoto contro lo straniamento ;-)

verso sinistra la visuale è schiava della torre. pare che ne debba spuntare un’altra identica, gemella. all’altro angolo del cortile, immagino. e mi torna in mente quel matto che s’era andato a conficcare nel pirellone, qualche anno fa; qui, uno così, può anche farlo da ubriaco, se parte da linate. è quasi dritta, e di due una la dovrebbe centrare! ah, e poi: gliene basterebbe uno sputo, di carburante :-)

durante lo svuotamento degli scatoloni, vedo, sotto al fan coil (l’ho guardato strano il tecnico che è arrivato dicendo “sono qua per il fan’cojl”, miiii, ho pensato, c’è pure quello che tutti i giorni fa il giro di tutti gli uffici per farsi fanculare?!? ‘mazza, che servizio!…) ’sta scatoletta. allora è vero!! poco dopo l’arrivo dei primi esuli, in un edificio nuovo di pacca, pare fossero stati trovati roditori nei cassetti di alcuni mobili :-) e poi cacchette in giro, inzomma i pelosi del lambro avevano trovato la strada fino alle scorte di carta da fotocopiatrice :-))) (che poi, se nemmeno fanculare il fanculabile dovesse alzargli il morale, il dipendente può sempre sbafarsi il contenuto di queste trappole. è lì.
(n.b. a tutti è stato vietato portare una lampada altra, per motivi di sicurezza)

andando giù per il corridoio verso la torre, posso accedere al terrazzone, che pare essere la zona fumatori preferita da tutti. desertume tutt’attorno, il terrazzo (che non mi dispiace) dà sulla tangenziale est e sul s. raffaele, che è un cantiere faraonico con tanto di cupolone reggi-angelo.

ci vedrei bene una pedana di legno liscio, dei tavolini, un bar, dei tanghi. e gli ingorghi in diretta.

niùz
June 30, 2008
la settimana fila via, ufficio, qualche fine giornata al parco, all’ombra si sta meglio che a casa, leggo un po’. a casa faccio ordine, elimino delle cose, mi occupo di scartoffie. la sera esco, vado a ballare.
z. mi ha portato alla comuna, dove non vado mai (è dall’altra parte della città) ma con la macchina è tutto un altro discorso :-) sempre carino quel posto, nonostante la pista sconnessa: avrei voglia di cenarci, una volta.

ieri, invece, sono andato alla serata di apertura de l’esquina; solo che c’era stato un temporale violento, e la gente non è uscita. peccato, perché lulamiao mette molti dei miei brani preferiti.. bof, almeno così mi son fatto coraggio e ho invitato una tipa con cui non avevo mai ballato, ché mi sembrava un po’ troppo brava per me. dopo la tanda di milonghe mi ha detto “però adesso facciamone anche una di tanghi”. e mica la potevo deludere :-)

oggi è tornato il bello.
prima ho parlato con ada via scàip: che figata! ho visto lei, abbronzatina, la sua amica, il cane e la mamma. a lei ho mostrato la novità: scatoloni con dentro la mia roba. infatti la pacchia è durata poco: l’azienda ha deciso di vendere l’appartamento in cui ci eravamo rifugiati dopo l’esodo, e ci tocca raggiungere il nostro popolo nella torre di babette dove, ahimé, non ci aspetta alcuna leccornia…
da domani dovrei già essere di là :-(
dislocando la prole
June 23, 2008
come ogni estate, luuunghe vacanze per i ragazzi, genitori ancora al lavoro, problema di cosa fargli fare in the meantime escludendo il restar a casa a farniente.
ma siamo fortunati.
ada è in corsica, vicino a s. bonifacio, con la compagna di classe e famiglia + axen, una giovane boxerina giocosissima; l’ho accompagnata da loro venerdì sera, dove avrebbe cenato e dormito per po partire all’alba di sabato. l’ho sentita ieri: ha visto 2 sogliolette (vive, di solito stanno in un piatto) nascondersi sotto alla sabbia, lei e l’amica occupano il piano superiore di una villetta, hanno il cesso col doppio lavabo, ogni stanza ha la tele (ma solo 6 canali), in salone c’è un home-theatre, fuori un gran giardino con ulivi e angolo grigliate. sticazzi.

Mi consolo con lo specchietto che ho trovato tornando a casa: un magnifico esemplare del genere essenziale, senza supporto di plastica, rimane ostinatamente compatto grazie solo al biadesivo molle. delizioso, il # 155 :-)
consolo felix, e di nuovo me stesso, invitandoci dal cinese buono e vedendoci Lord of War, quello con N. Cage. esitavo, per i riferimenti alla liberia, ma poi è grande e gli sono vicino, gli posso spiegare qualcosa della povera liberia…
il mattino successivo andiamo a prendere il treno. lo porto dai nonni sull’altopiano, dove rimarrà 3 settimane a dar loro una mano col giardino e a inventarsi cose da fare per ammazzare il tempo.
sul teno che vorrei prendere non c’è più posto; ok, quello dopo prevede solo 14 minuti per raggiungere la corriera che da vicenza ci porterà su. significa che basta un ritardo del cazzo e ci tocca aspettare un paio d’ore nei giardinetti di fronte alla stazione… però arriva puntuale! stento a crederci, ma il viaggio prosegue come programmato.

fa caldo. a 1.000 metri fa caldo lo stesso, ma non si sente l’afa.
nel pomeriggio gli insegno come funziona il decespugliatore; è un affare che taglia l’erba per mezzo di fili rotanti, ma soprattutto è un attrezzo che funziona a scoppio: fa rumore e vibra un sacco, emette gas di scarico, si ingolfa e tende a lanciare cose verso l’operatore, le peggiori delle quali sono sassetti e pezzi d’ortica. lo odierà.
fortunatamente i vicini hanno un gattino nuovo, a sostituire IL gatto, scomparso da un paio di mesi. chiedo al vicino “e questo, come se cìamelo?” “ah… gato.. xe el gato…”. ne prendiamo atto: EL gato 2, Il Ritorno :-)
credo che il piccolino, vispo come nonsocosa, sarà un’ottima distrazione per felix; affettuoso è affettuoso: pare dorma accoccolato fra le zampe del cane da caccia, che gli cede pure i bocconi migliori della sua ciotola.
dopo aver mostrato la tac della mia spalla all’ortopedico padre (”se non ti fa più male non andarci da un’altro ortopedico in città, altrimenti si sentirà costretto a fare qualcosa, e non c’è niente di particolare da fare. a parte evitare, in futuro, di strafare con lo yoga”), gli rubiamo la macchina per scendere in paese: c’è da comperare una pompa per la bici che il ragazzo userà se vorrà farsi dei giri e c’è da fare l’immancabile vasca giù per il corso principale, questione di salutare tutti e buttar giù uno spritz.
dopo cena ridiscendo, e scopro con gioia che i due bar che avevano chiuso sono stati riaperti entrambi da gente che conosco. birra qua, birra là e a casa di amici che si guardano olanda-russia. non saprei dire per quanto abbiano vinto i russi perché cercavo di memorizzare le barzellette nuove:
1) un seciaro (secchiaio) ghe dise a n’altro seciaro: “parlemose ciaro:”
2) parché i americani ga sempre fredo? parché cristoforocolombo ga scoperto l’america.
3) me nono gaveva el pallino dele bocce; da quando ch’el xe morto, no ga più zugà nissùn.

mattino dopo, si prende un po’ di sole, si cerca fra i miei vecchi libri di scuola e si trova uno zwirner di prima, così il giovane fa un po’ di esercizio prima di iniziare il liceo. Mangiamo presto perché io possa partire con la corriera dell’una e mezza (inutile prendere la successiva, il treno a vicenza non ha posti liberi) e andiamo a gallio, dove devo anche ridare la kangù a mio papà. lui è lì dal mattino, a prestare servizio di volontariato con la protezione civile in occasione di una Gran Fondo di Mountain-bike: tutto il paese è invaso di ciclisti colorati e di bici da sogno. alla tenda del primo soccorso pop non c’è; “xe ‘ndà in ospedale co l’ambulansa”. quando torna ci racconta che soono andati a raccattarne uno vicino alla malga mandriele: trauma cranico, omero fracassato e contusioni varie. ed effettivamente la tenda è abbastanza popolata: ragazzoni muscolosi si fanno pulire e disinfettare le ferite da caduta che, sul ghiaino delle strade di mmontagna, fa danni notevoli a braccia, gambe e culatte.

col centro chiuso e tutto il casino, com’è come non è, mi perdo la corriera.
aspetto un po’, niente. aspetto un altro po’, niente! e mi scappa il dito prima di riflettere, chiamare pop e farmi accompagnare a vicenza. mi tira su, ovviamente, un corridore che se ne torna a mestre.
anni che non facevo autostop! una volta lo facevo tutti i giorni per scendere e tornare dal paese, ma oramai non lo fa più nessuno. comunque, il tipo è abbastanza chiaccherone e la discesa è rapida. prima che entri in autostrada mi faccio lasciare sulla statale per vicenza; è l’una e mezza, il sole picchia e passano pochissime auto…

gocce di sudore mi ricordano che forse ho fatto una cazzata: dovevo scendere prima della scorcia che prendono tutti i locali… e quelli che passano non mi tirano su. e chi lo tira su uno come me? penseranno che sia un extracomunitario assasssino, altro che giovin avventuriero! per inciso: non mi tirano su neanche gli extracomunitari, accidentianchealoro! e poi: dove cazzo sono tutti i giovani??? cioè, una volta, fra giovani, ci si tirava sempre su.. adesso invece sembra che non ce ne siano, se ci sono hanno macchine belle, troppo belle per raccattare gente.. neanche l’ombra di un buon vecchio frikkettone, porcazozza.
cammino cammino e arrivo a una fermata di corriera. sono su un’altra linea che non conosco, ma se aspetto 20 min. ne passa una che va a vicenza. il conducente mi dice che si arriverà alle 16. treno perso. salirò su quello che era troppo pieno e si vedrà.
ma non mi fido, e appena sceso dalla corriera mi fiondo in stazione, quello che dovevo prendere è in ritardo di 25 min. benedico le ferrovie e il loro caos per pentirmene appena salito: non funziona l’aria condizionata! ed è un ICPlus, mica un locale di riviera… caldo boia per tutto il viaggio (i finestrini si aprono a spiraglio, e neanche tutti), il carro bestiame fa anche delle lunghe e incomprensibili soste alle stazioni, l’ultima delle quali a lambrate, dove solitamente non ferma. “si annuncia un ritardo di 15 minuti prima dell’arrivo…” e sono già sceso. e non sono l’unico.

adesso un paio di settimane da single, affrontare il caldo che arriva tutto insieme dopo settimane quasi autunnali, inventare una meta per il mare con i giovani e pian piano prender atto del fatto che fra poco avrò perfino 45 anni!
(ops! mi stavo dimenticando delle foto…)
0_100
June 20, 2008
cristiano lavorava in un posto, se ne è andato in un altro e l’ho sostituito io.
nell’altro posto è rimasto un sacco, io nel frattempo ne cambiavo diversi.
poi ha cambiato lui, e adesso sembra contentone.
non ha mai smesso di fare foto in cui chi comanda è l’immobilità e il silenzio.
ieri sono stato alla presentazione d’un bel libretto che ha pubblicato, di foto di amici suoi.

la cosa era in una di quelle librerie d’arte in cui potrei piantare una tendina, e rimanerci un paio di giorni. la libreria fa parte d’un ex-complesso industriale rimesso a lucido, tutto minimalista-high-tech.
qualcuno ci vende casa… che faccio, telefono?

uffff!
June 19, 2008
è entrato in casa con un supersorriso, ha rassicurato me e sua sorella sul buon andamento della prova orale e poi è partito in quarta a ripetere TUTTO quello che ha esposto… eccitato. e sollevato!
e così sarà ammesso alle superiori, al famigerato liceo scientifico.
l’ha sfangata, letteralmente. un angelo è calato in casa e gli ha dato una mano ad organizzare la sua esposizione, un altro è calato in studio da me e mi ha dato il software per potergli stampare le varie relazioni scritte. talis pater… ma conoscendomi, per l’appunto, ho tratto ottimi spunti di riflessione circa l’attitudine allo studio e alle sue scadenze, che prevedo potranno tornarmi utili quando sarà il momento di cazziarlo un po’.
quindi è stata una settimana di ritorno al passato, anche se ho dei ricordi molto sbiaditi dei miei esami di terza media. strano. in generale, devo dire; ricordo solo le lezioni di musica, col tizio che ci faceva imparare i canti degli alpini (in dialetto), la strega di francese (eppure, quei tre annetti si sarebbero rivelati utilissimi al momento di sedurre, sposare, mettere 2 volte incinta e separarmi da una francese vera), quella di italiano che mi adorava (ma non vale, era amica dei miei), quello di applicazioni tecniche perché era tonto… beh, no, se ci penso un momento tornano tutti, quello di mat. che mi ha chiesto un quadro per l’appartamento al mare (voleva una copia del pesce che feci a inchiostro per l’esame; probabilmente la mia prima commissione), quella carina di arte… e i compagni, li ricordo, i tic, i difetti di pronuncia, quelle carine, quelle no, quello che è morto, quello rosso, quello che non aveva mai visto il mare… ecco, felix ha finito tutto questo. devo pensarci per rendermene conto, del bagaglio grosso di vita tutta sua che si porta già dentro alla testa.. ma è anche difficile non esser distratto dalla mia di vita, dalle mie crisi di crescita (sì, ancora devo crescere). (anche se, qualche settimana fa, ero dal medico che leggeva i risultati di certi esami che m’aveva prescritto, e mi fa “ah, lei non crescerà più di così. ma non è un problema, no?” e io sono scoppiato in una fragorosa risata).
ma c’è stato dell’altro.
l’ultimo appuntamento della rassegna primaverile al trotter: il concerto in teatrino de L’Orchestra di Via Padova, un gruppo moltomultietnico che suona roba che sembra acid jazz fortemente worldizzato e ritmato. con voce femminile russa, o giù di lì :-)

abbbiamo fatto la pulizia annuale dell’acquario di pèa: un lavoro immane, ci si dedica la giornata, chi a risciacquare i sassolini del fondo, chi il ramo trovato nei fondali dell’elba, e chi l’oggetto vero e proprio, con i suoi vetri incrostati di calcare e una quantità bestiale di palta nera, misto di merda e chissàcché, bleah!
alla fine si riallestisce tutto, se ne approfitta per cambiare la posizione del mobilio, ada ha aggiunto pezzoni di vetri di murano - quelli che si trovano per terra nelle discariche della zona delle fonderie, veri gioielli da dissoterrare - io ho modificato l’isola, guadagnandole spazio natatorio.
se sei impavido, l’immagine seguente, che ada chiama “la chela di merda”, io la “coda biforcuta” illustra come cagano questi rettilini. no, è solo per dire che nel frattempo pèa è rimasta nella sua pentola, sopra alla quale abbiamo messo il vassoio di latta tunisino -’nsissàmmài - con sopra un sasso, e lei tutto il tempo a fare sollevamento pesi con l’ambaradàn, il coperchio che saliva e scendeva inesorabile, teng! teng! teng!..
quando stavamo per rimetterla in acqua abbiamo visto quanto sotto. e ci sembrava interessante :-)

un giorno, la scuola era già finita, li ho chiamati dall’ufficio, “pigliate le bici, fate la ciclabile che abbiamo fatto insieme l’altra volta, attenti solo all’incrocione di palmanova, e andiamo a mangiaci un panino al baracchino di parco lambro”, e così hanno fatto. ero molto orgoglioso. poi mi hanno riaccompagnato in uffficio, gli ho offerto il caffè, hanno fatto qualche rivoluzione sulle poltroncine girevoli, qualche video in rete e via, da soli verso casa con giro largo per il trotter.

per la prima volta ho partecipato ad uno stage di tango. rodrigo e florencia, una coppia di giovani argentini, hanno tenuto 3 lezioni ravvicinate - un a volta al tangoy, le altre in un fitness-center deserto - dei tre generi. un pochino inquieto per il fatto che fosse un “avanzati”, alla fine ci stavo dietro abbastanza. a differenza dei miei insegnanti, ho notato questa cosa dell’abbracciare e farsi abbracciare da ogni partecipante, per ogni passo o pezzo di passo in studio. “giudame, luca - dice lui - yo soy la mujer”, io guido, lui sa e sente, riapre gli occhi e mi fa vedere esattamente dove sbaglio. riprovo, e funziona. bello. bravi.

sabato sera alla marippa, terza sera di baldoria danzereccia per i gestori sposi novelli, lui deve averle promesso “se mi sposi ti faccio ballare desde l’alma suonato dal vivo dai colortango”, lei deve aver detto “vediamo”, e sabato erano lì :-) e gli hanno suonato ’sto vals stupendo solo per loro due.. chic.

ho messo qualche foto mista di là, as usual.
per il resto: oggi c’era il sole. mi faceva sorridere pensare che l’ultima cosa che ho disegnato ieri sera è stato un sole zeppo di raggi cicciotti. ancora 2 giorni e i ragazzi iniziano le migrazioni estive, con noi, senza di noi, un paio di mesi abbondante di cui devo riempire 28/7-12/8 con un’idea.. è questo che intendo, quando dico che lo posso capire benino, il mio ragazzo…
:-)
e buona estate a chi parte!





