giovedì tradotto

November 5, 2009

soundwave

Ogni lettera di un alfabeto, qualunque esso sia, rappresenta la traduzione di un suono in un segno visivo.
L’International Phonetic Alphabet è il sistema standard di rappresentazione dei suoni della lingua parlata; pensato nel 1886, l’IPA ha subito diverse revisioni, l’ultima delle quali risale al 2005. La pagina tinyurl.com/mzkrvy li riassume in alcune tabelle interattive, suddivise per gruppi di suoni: cliccando sui simboli vengono riprodotti i suoni corrispondenti.

Se chi comunica non parla, potrebbe essere utile conoscere i linguaggi non-verbali; il sito www.linguaggiodelcorpo.it fornisce molte informazioni interessanti, come il significato del grattarsi il naso o muovere gli occhi in un certo modo.

www.dialogue-in-silence.com è il sito relativo, invece, a chi dei gesti non può fare a meno: i sordomuti. Analogamente alla mostra sui non-vedenti, questo ambiente privo di suono aveva lo scopo di condurre i visitatori a familiarizzare con l’assenza di un senso importante quale l’udito.

In quanto sordo, chissà cosa avrebbe pensato Beethoven, se avesse visto il video alla pagina tinyurl.com/qebemo: si tratta di un’animazione prodotta automaticamente su un suo allegretto dalla 7a sinfonia grazie ad un programma chiamato Music Animation Machine: i suoni che compongono i brani scorrono sullo schermo come strisce colorate, e i diversi risultati (ce ne sono molti altri) compongono  una fantastica galleria di forme.

Visualizzare l’impossibile è la passione di Aaron Koblin, un artista che traduce dati informatici in immagini. All’indirizzo http://sandbox.aaronkoblin.com si possono vedere alcuni suoi lavori, come l’animazione che riproduce il traffico di sms ad Amsterdam o quella analoga sui voli di linea negli Stati Uniti.

Le potenzialità del data mining in rete sono infinite, e un progetto curioso (ma limitato alla lingua inglese)  è quello di wefeelfine.org: la loro applicazione va a caccia di sentimenti e li visualizza come palline sullo schermo. Cliccandoci sopra, si legge la frase che l’ha generata, l’età dell’autore, la località in cui si trovava e il tempo che faceva quando l’ha scritta. Scopro così che quest’anno nessun uomo, nella sua quarantina, ha scritto di sentirsi impaziente mentre pioveva. È confortante!

(sono i link di Amica di questo mese. … e così ho recuperato con gli arretrati. quando ho cominciato a mettere qui i risultati delle ricerche fatte per il giornale di cui sopra – pensando che fosse molto più comodo cliccare su un link pronto che non ridigitandoselo tutto – la cosa andava avanti da un pezzo, così ho pensato di postarne una serie a settimana, contro la cadenza mensile di quelli stampati. ci ho messo un po’, dimenticandomene spesso, e adesso appariranno – finché il giornale li vorrà – mensilmente, sempre un po’ in ritardo sull’uscita in edicola. eh, non vorrei che smettessi di comprarlo perché “tanto, me li leggo sul tuo blog” :-)

giove penzolante

October 1, 2009

altalena1

Nei caldi pomeriggi di vacanza, uno dei miei sport preferiti è l’amaca; potrei ritrovare il piacere del riposante dondolìo anche in ufficio, dove non ci sono alberi, con la Eureka!, un’amaca auto-sospesa molto tecnologica presente al link tinyurl.com/mfmgde.

Le altalene oscillano un po’ di più; gli estoni – che devono avere stomaci d’acciaio, hanno inventato il Kiik (www.kiiking.ee), un’altalena appesa a barre rigide da usare in piedi (che vengono fissati, come lo sono le mani), con lo scopo di effettuare giri a 360 gradi! Il filmato al link tinyurl.com/nponbs rende l’idea di cosa ci si possa aspettare partecipando ad una delle numerose competizioni in programma dalle parti del Baltico.

Se poi ci si dovesse prendere gusto, i giovanotti inglesi di www.red-hands.co.uk offrono a chiunque la possibilità di penzolare da veri trapezi per acrobati, come quelli del circo; evidentemente ben assicurati a funi di sicurezza, i profani apprendono i rudimenti dell’arte circense per eccellenza.

Più tradizionale, per modo di dire, il designer svedese Alexander Lervik ne ha progettata una con la seduta in policarbonato trasparente attraversato da fibre ottiche (tinyurl.com/kk89rz), quasi un’installazione quando si muove nel buio.

Visibile a tutte le ore, anche la scultura digitale Cloud è sospesa, nel Terminal 5 della British Airways a Heathrow. Ispirandosi ai tabelloni delle partenze, la “nuvola” è rivestita da 4638 dischetti riflettenti controllati da un software che ne modifica l’orientamento, dando origine a suggestivi giochi ottici. Al link http://troika.uk.com/cloud?image=17 si trova un filmato eloquente.

Simile la scultura cinetica realizzata dallo studio Art+Com di Berlino, che per il museo della BMW ha appeso 714 sfere di metallo ad altrettanti mini-argani, ovviamente controllati da un computer, in grado di mettere in scena una favolosa metafora animata della nascita delle forme. Se ne può vedere un buon filmato al link tinyurl.com/6qxxoq

La simulazione del moto di un pendolo al link tinyurl.com/dlddyt mi riporta alle lezioni di fisica, permettendomi di modificare i valori in gioco in tempo reale, e di osservarne gli effetti: per esempio, più lunga è la corda, più lenta è l’oscillazione.

(per Amica del mese scorso)

JeudiChaud

September 17, 2009

sun

Arrivata l’estate in città, dovrò riesumare il ventilatore in cerca di conforto; è uno di quelli piccoli da tavolo, ma il mio sogno è uno da soffitto, in legno d’acero. Lo si vede alla pagina www.g2art.com/prod/F803 del sito dell’autore, il designer Mark Gajewski.

Alle uscite di ballo serali, invece, dovrebbero abbondare i ventagli pieghevoli, ma dovrei anche impararne il linguaggio. Alla pagina www.handfanpro.com/Allaboutfans/Lang/language.htm dell’esperta Cynthia Fendel, sono elencati tutti i segnali non-verbali che si possono veicolare con un ventaglio in mano e che ogni uomo di mondo dovrebbe saper interpretare.
quanto al mio refrigerio, mi sembra che qualcosa di abbastanza maschile si possa trovare nelle collezioni moderne di www.verapilo.com, sito che propone ventagli economici e, su ordinazione, pubblicitari.

Altro ambito caldo in cui mi muovo con impaccio è la cucina, benché quella solare di http://solarcooking.ca mi potrebbe facilmente sedurre: Sun Cook è una scatola di metallo nero, rivestita internamente di specchi che irraggiano una piastra thermoassorbente posta sul fondo. Nessun accenno, sul sito, alla cena.

Anche la designer Yu-Chiao Wang sfrutta i raggi solari; alla pagina http://www.notcot.org/post/6543 c’è il link alla sua maglietta intagliata che, se indossata al sole, produce un’abbronzatura decorativa molto elegante. Credo che stare immobili sia fondamentale.

Quel che non sta fermo col caldo è la rifrazione degli oggetti lontani provocata dall’impatto dei raggi solari con una massa di aria calda. La pagina www.world-mysteries.com/illusions/sci_illusions1.htm spiega in maniera abbastanza semplice i meccanismi dei miraggi nel contesto delle illusioni ottiche, con l’ausilio di immagini e grafici.

Contestualmente, è probabile che ci sia da sudare se si vede la fata morgana; è perlomeno imbarazzante, ma mi consola un comunicato stampa dell’Università di Berkeley: annusare il sudore maschile alza, nelle donne eterosessuali, i livelli di cortisolo, un ormone che attiva l’eccitazione sessuale. alla pagina http://berkeley.edu/news/media/releases/2007/02/06_sweat.shtml

Meno stimolanti le conseguenze del riscaldamento globale: dai ghiacciai dell’Himalaya ai deserti australiani, dai laghi africani ai fiumi amazzonici, il caldo sta facendo sudare anche il pianeta. Tuttavia non riesco a rilassarmi leggendo, alla pagina www.edwardsaquifer.net/cloudseeding.html, la descrizione del Cloud Seeding: per aumentare le precipitazioni vengono rilasciate nell’atmosfera sostanze che provocano la formazione di nubi, ghiaccio e pioggia.

(per Amica dello scorso agosto)

venerdì sera sono andato a ballare, per scoprire che era il compleanno di Andrea, il figo con la cravatta al centro della foto.

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74 primavere, un tot a ballare liscio e gli ultimi il tango, è una delle prime figure che ho identificato in milonga. all’inizio andavo quasi solo a vedere, e il vecchio mi ha sempre messo allegria. lombardissimo (el parli quasi semper ‘n dialett’) e agilissimo, è sempre stato ben disposto ad elargire consigli a noi pivellini e a guidare pazientemente le principianti attraverso i primi giri. prezioso :-)

sabato è tornata ada dalla settimana a zambla alta con tutta la classe; un po’ delusa, si è consolata con un barattolo di viscidume che si è regalata e un sacchettino di curiose palline idrovore che entrambi hanno ricevuto in regalo da M. nel sacchetto sono grandi un millimetro, dopo 4 ore in acqua sono gonfie come dei ribes e rimbalzano tantissimo: ada le seppellisce nel viscidume per poi spingerle fuori come schifosi punti neri venusiani… bleah.

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prima che arrivasse, durante la mattinata solo a casa, ho finito il secondo di 2 romanzi per leggere i quali ho impiegato non più di 3 settimane, en evento rarissimo da queste parti :-)
è che alcune cose si fanno leggere, altre no.
in questo caso erano le scalcagnate indagini (delitti orrendi in città australiane) di uno spacciatore di eroina dalla singolare personalità. i racconti sono in prima persona e l’autore è molto divertente, a maggior ragione – per me – perché prende per il culo la chiesa. è un altro di quei casi in cui mi dispiace non avere una cultura mistica più seria, ma per fortuna quel che ricordavo è stato sufficiente (“Andrew Lloyd Webber!” è una delle tante battute – che non spiego – che m’han fatto posare il libro per ridere un po’ :-)))

pomeriggio tutti al trotter (ada insoddisfatta) a provare una cosa: si va alle vecchie vasche per l’itticoltura, uno da una parte, uno dall’altra. si fissano alle rispettive ringhiere gli elastici annodati (ne bastano 6 di quelli normali). ognuno ha 4 proiettili di carta come quelli che si lanciavano in classe quando si usavano i diti come Y dellla fionda, solo che qui ogni proiettile è costituito da un intero A4. al via ci si inizia a sparare, un punto per ogni colpo a segno, finché tutti i proiettili finiscono nelle vasche. a quel punto cambio campo.

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posso assicurare che (esclusa la faccia, come ben sa ada che se ne è beccato uno) i colpi non fanno troppo male, mentre è fortemente adrenalinico vederseli sfrecciare attorno; dover correre da tutte le parti a raccogliere i colpi per essere di nuovo armati prima dell’avversario aggiunge infine quel tocco di atletismo che ne fa – parlo da fumatore – un’attività intensa e stancante :-)

ieri idem (cioè giro al parco, ma al lambro, per cambiare) dove il prete della cascina per il recupero dei tossici va vanti con i suoi eventi del mese (grosso palco per concerti, passerella per i vip, servizio d’ordine robusto e bionde mozzafiato. sempre mozzafiato le bionde del clero, eh?), dove i tossici ancora acerbi maturano al suono di sound system autonomi, dove i babbi giocano a lanciarsi il frisbie con i figli magri e alti.

ieri sera, dopo il controllo della 4a declinazione (il singolare piace molto a felix: u, us, u, u, u, u) pizza a casa. scarabocchio un volto sul cartone della mia. stamattina, prima di buttarlo nel bidone della carta, ne ho fatto una foto, così. poco fa l’ho pasticciata con l’aiuto del programma, e se clicchi sul pezzetto qui sotto la vedi.

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la foglia-segnalibro ci sta provando! in liberia, visitando una casa diroccata che non mi dispiacerebbe restaurare, il mio sguardo cadde su una delle tante piante strane che invadevano quella che doveva esser stata l’entrata principale e sobbalzai, letteralmente. le sue foglie grasse avevano qualcosa di familiare, che a momenti mi torna in mente ma che – da quando ero lì – era rimasta nascosta: c’era l’uso, da parte di molti bambini, di staccarne una foglia per metterla all’interno del quaderno di scuola perché, nel giro di una settimana, cominciava a produrre sottili radici piliformi dai bordi e in poco tempo diventava proprio cappelluta!
nel dubbio, of course, ne ho presa una e l’ho messa nel libro che non stavo più leggendo (firmino, per la cronaca. troppo poco blasfemo o troppo ignorante io, per non esserne stato catturato?).
è arrivata in italia, sempre nel suo libro, ma di peli appena un accenno: abbastanza per confermare chi fosse. penso che la minore umidità c’entri molto, tant’è che aveva iniziato a raggrinzirsi, e alla fine, dopo un mese abbondante, l’ho infilata in un po’ di terra, per pietà… e la piccoletta ne sembra tanto felice da aver iniziato a buttare una propaggine! speriamo che cresca…

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e poi?
ah, e poi un po’ di pubblicità: un’amica di un’amica di Quassù si propone come fornitrice di spiedini ispirati a ricette da tutto il mondo e sta cercando di aumentare il numero di ingaggi (cene, feste, eventi e tutte quelle robe là), perciò – se non sei un vegano incazzato – sappilo :-)

copy of thursday

May 7, 2009

CONTROFIGURE (da Amica dello scorso aprile)

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Nei film d’azione gli attori compiono imprese estreme. Sembra. In realtà utilizzano quasi tutti delle controfigure. Certo, è un lavoro che richiede coraggio, ma gli stuntmen non sono degli sprovveduti. Il sito www.drivingcamp.it propone lezioni di guida spericolata, sull’onda di centri analoghi americani, come quello della Florida www.kahanastunts.com
Una volta pronti per l’azione, i cascatori si possono appoggiare ad agenzie specializzate nel reclutamento, come l’italiana www.prostunts-italia.it

Meno rischioso fare il sosia: www.splitting-images.com è il sito di un’agenzia inglese specializzata nel trovare gente il cui volto somiglia a quello di qualche celebrità; curiosando, ho scoperto che uno dei loro due Johnny Depp è italiano…
In America c’è l’analoga www.lookalikes.net, che dispone anche di politici e personaggi storici.

Senza volerlo, anche il doppiaggio rappresenta una forma di sostituzione dell’originale; in Italia si tratta di una tradizione consolidata, e sono in molti a sostenere che la scuola italiana sia una delle migliori al mondo. Un sito dedicato a questo mondo è  www.movieup.it/Doppiatori/doppiatori.htm dove è divertente ascoltare i clip audio nel tentativo di associarli ai personaggi.

Sul fronte del divertimento, un notevole successo hanno avuto i fenomeni spontanei di ridoppiaggio, in chiave umoristica, di alcuni successi di botteghino. Alle pagine www.ferrara.biz/tapcreation e www.stevenworks.com si presentano alcune di queste irriverenti prese in giro.

Si scherza meno sul sito austriaco www.futurefood.org, dove vengono presentate le alternative alimentari alla carne di animale; fra queste, l’inquietante carne coltivata in vitro, della cui produzione si fa promotore anche il sito www.new-harvest.org

Certo, le bistecche false crescono da sole; altro affare falsificare un quadro d’autore. L’olandese Han Van Meegeren, specialista in Vermeer,  riusciva ad ingannare i critici inventando, letteralmente, quadri mai esistiti. La pagina www.ilcollezionistain.it/curiosita0105.htm ne racconta brevemente la vita ed i segreti.

Il sito http://counterfeitchic.com si occupa di falsi nella moda da un punto di vista legale; l’autrice, docente di giurisprudenza e fashion-addict, commenta il fenomeno della copia illegale in relazione al successo che certi capi riscuotono anche grazie alla diffusione delle copie.

Nessun problema di copyright nei falsi di www.counterfeitcrochet.org, un sito che raccoglie  falsi (soprattutto borsette) realizzati a maglia. L’idea è provocatoria: utilizzare una tecnica “povera” e anonima per ricreare oggetti marcatamente costosi ed esclusivi.

(e – lo faccio notare – questo riciclo nel web di cose del passato, provenienti dalla carta stampata ma che trattano der webbe medesimo, ha lentamente raggiunto il presente. dalla settimana prossima ci si adeguerà ai tempi dell’editoria cartacea, c’est à dire ‘na vorta ar mese. in differita, ché non vorrei provocare un calo nelle vendite, neh?)

esperimento

May 6, 2009

nell’ultimo numero, ci sono delle foto molto belle di un fotoreporter che non conoscevo.
per me, che mastico grafica da un tot, era evidente quale tecnica avesse usato in postproduzione, così ci ho provato anch’io.

multimoi

con una certa soddisfazione, devo dire.

(è vero, è facile. il difficile è pensarci per primi, come sempre.)

giovedì cornuto

April 30, 2009

TROMBE E CORNI (da Amica di marzo scorso)

killerhorn

Noleggiare una macchina implica l’inevitabile “prova del clacson”, per capirne meglio il carattere. Non dev’essere lo stesso sentimento che accomuna i frequentatori di www.hornblasters.com, negozio online di trombe da treno da installare sull’auto, almeno a giudicare dall’uso che ne fanno nella galleria video: far saltare i pedoni!

Meno aggressivi gli ottoni suonati dall’ensemble colombiano Heroica Brass; alla pagina degli esempi musicali del sito www.heroicabrass.com, una sfilza di arie da castello incantato. Chi lo volesse, può provare a comporre il proprio brano sul corno francese alla pagina http://www.ecliptic.ch/Thu/mixer.html dove sono disponibili dei campioni audio combinabili.

La forma delle trombe deriva dall’antico uso del corno come strumento di segnalazione e di richiamo. www.ancientmusic.co.uk presenta la collezione di corni realizzati da appassionati di strumenti antichi.

C’è chi ama le corna per altri motivi: ill sito www.antlerfurniture.net raccoglie mobili e suppellettili relizzate con corna di tutti i tipi, un’orgia kitsch per immergersi in atmosfere da foresta nera.

A Jackson Hole, nel Wyoming, si tiene addirittura un festival durante il quale hanno luogo diverse aste di corna di alce (http://elkfest.org). Alla pagina www.planetjh.com/news/A_101049.aspx scopro che, dovendola sostituire, l’anno scorso è stata messa all’asta pure una delle quattro arcate di accesso alla piazza principale, costituita da circa 2.000 corna d’alce.

Decisamente più comoda la protezione offerta dai cornicelli nostrani; sulle origini di questa tradizione c’è una breve sintesi alla pagina www.artigianatoartistico.net/Corno.htm di un laboratorio di artigianato artistico napoletano.

Se a Napoli sono certamente conosciute le trombe da stadio ad aria compressa, in sudafrica ci si mette il proprio fiato; ai mondiali di calcio che vi si terranno nel 2010 sarà permesso andare con le Vuvuzela, coloratissime trombe di plastica dal boato lacerante, e sul sito www.boogieblast.co.za è possibile ordinarne di personalizzate.

Sono trombe di plastica anche le casse acustiche di www.fergusonhill.co.uk, che produce bellissimi altoparlanti trasparenti per i patiti della musica, i cui prezzi sono conformi alla qualità: molto alti.

Invertendo il flusso, la forma conica del corno diventa utile nella raccolta dei suoni; alla pagina http://www.dself.dsl.pipex.com/MUSEUM/COMMS/ear/ear.htm è presentata una curiosa carrellata di strumenti militari, concepiti durante i due conflitti mondiali per l’ascolto del nemico, che fosse un fante o un bombardiere.

brown thursday

April 16, 2009

CACAO (i.e. i link di Amica, dicembre 2008)

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con l’arrivo del freddo, e delle festività, prevedo un incremento nel consumo di cioccolata, in famiglia. Dovrò ripassarmi la ricetta della cioccolata calda, andando sul sito di appassionati www.notedicioccolato.it

Perché il cacao susciti tanta passione mi viene sinteticamente ricordato sul sito www.humanitasalute.it, dove una dietista, interpellata in merito alla norma che autorizza l’uso del termine “cioccolato” anche in riferimento a prodotti privi di cacao, ne segnala i molti benefici farmacologici.

Sul sito www.lapelle.it ne sono descritti, invece, i benefici nei trattamenti di bellezza: pare che un’ora e mezza nei panni di una fetta di pane faccia bene alla pelle. Basta non leccarsi tutto.

La pagina www.bottegadellespezie.it/pagciocco/storiacacao.htm di una bottega di spezie triestina, , ne ricorda le origini e l’importanza economica persso i Maya, che la consideravano il “cibo degli dei”, da cui Linneo trasse la definizione scientifica Theobroma Cacao.

Crescendo esclusivamente all’interno della fascia equatoriale, la sua coltivazione avviene generalmente in paesi molto poveri; il sito www.antislavery.org fornisce informazioni sui comportamenti da assumere per combattere l’uso del lavoro forzato in questo settore.

www.worldcocoafoundation.org è il sito dell’organizzazione che si occupa del sostegno della coltivazione responsabile in tutto il mondo; scorrendone l’elenco delle aziende sostenitrici ne riconosco una italiana, una vecchia conoscenza.

Come materiale, il cioccolato ispira molti designers che competono in creatività nel dare forme nuove e gradevoli alla classica barretta; per averne un esempio basta visitare il delizioso sito www.lagrange34.com della pasticceria Gertosio di Torino e ammirarne le proposte, ampliamente osannate dalle maggiori riviste di design.

Il belga Maxime Szyf ha capovolto i termini della questione, e curiosando su www.feek.be si troveranno le sue sedute in poliuretano espanso a immagine delle barrette, sia di cioccolato fondente che bianco (si chiamano Chunk Bar).

Fa sorridere meno la polemica nata attorno all’opera “My Sweet Lord” dell’artista italo-canadese Cosimo Cavallaro, preso di mira per aver realizzato un Cristo crocefisso, a grandezza naturale, interamente in cioccolato. Alla pagina relativa, sul suo sito www.cosimocavallaro.com, se ne può udire il commento (e vedere l’opera).

spruzzi del giovedì

April 9, 2009

FONTANE (si ricomincia)

spruzzi

Presto! Se riuscite a volare a New York entro il 13 ottobre, riuscirete ad ammirare l’imponente l’installazione dell’artista danese Olafur Eliasson, costituita da quattro cascate artificiali (alte fino a 36 metri), dislocate nelle acque di Manhattan. Se è troppo tardi, rimane il sito: www.nycwaterfalls.org

Il connubio arte e acqua è antico, e di solito si chiama fontana. Ne sa qualcosa lo scultore William Pye, creatore di una gamma notevole di fontane pubbliche e da appartamento visibili sul suo sito www.williampye.com

Decisamente più kitsch le proposte del sito www.watergallery.net, che vanno dalla fontanella barocca al pannello da parete retroilluminato, fino a lampade e tavolini percorsi da bollicine illuminate.

Nella categoria “fontane per interni” va senz’altro la Datafountain dell’artista e informatico olandese Koert van Mensvoort, un display a getto d’acqua che indica in tempo reale (tramite collegamento a internet) l’andamento delle valute principali, Yen, Euro e Dollaro. La descrizione del progetto, che all’autore piacerebbe estendere alle fontane pubbliche e ad altri dati statistici, è alla pagina www.koert.com/work/datafountain

Anche l’équipe universitaria di www.funtain.ca vede la fontana pubblica come un’opportunità, nel loro caso di fare musica. Sul sito è visibile un video del loro idraulofono in azione e, nelle altre pagine, immagini delle molte varianti “portatili”.

Gli scenografi di www.waltzingwaters.com non si accontenterebbero: sono specializzati in spettacoli di suoni e zampilli di proporzioni imperiali, il tutto tramite getti robotizzati a controllo numerico. Curiosando nella categoria Product Info si possono vedere dei filmati eloquenti di alcuni dei loro “fuochi d’artificio liquidi”.

Una stupenda parodia di questo genere di spettacolo è quella messa in atto dagli scienziati pazzi di www.eepybird.com, i quali hanno innalzato a forma artistica quel fenomeno della rete che era iniziato come una semplice ragazzata: provocare un geyser di schiuma lasciando cadere certe caramelle alla menta in certe bottiglie di bibita.

Forse è così che è nata l’idea di riciclare le bottiglie di plastica (e le penne usa-e-getta) per costruire uno sprinkler da giardino; sul sito www.curbly.com sono descritti i passaggi per realizzare questa fontana riciclata da attaccare alla fine della canna dell’acqua.

(questi erano i link per Amica di novembre 2008, credo)

precious little things

February 6, 2009

tempo fa avevo segnalato elsita dopo averne scoperto i lavori in carta tagliata. prima invece ho passato un bel momento a guardare i suoi giocattoli con ada, che continuava: “che cariiiinooo!” poi mi ha chiesto di prendere, alla prima occasione, della pasta da modellare :-)

lilla

(quel che stupisce di più è la quantità di carattere che riesce a concentrare in personaggini tanto minuti)