vaccini stagionali

November 5, 2009

tizi e tizie ascoltati di recente, qui.

birdbee

amanda-blank_leann-greto

jarvis-cocker

neko-case

massive_attack

morrissey

esser

Alela_Diane01

charliewinston

Noisettes-band-u03

Bill-Callahan-copy

shannonwright1

signa lŏquuntur

October 30, 2009

(al di là della – banale? ovvia? – alta digeribilità che sempre ha una giovane mora in mutande, questo video lo-fi mi piace molto. il gruppo, che conosco da quando felix era piccolino, pure; sono un po’ pazzi, perciò molto liberi.)

e questi?!?

October 22, 2009

(sentiti su radiopop ieri sera)

http://www.usl.org.uk/

quel trucchetto

September 25, 2009

poco tempo fa, mentre andavo in giro quassù a fare un po’ di blogshoppping, ho visto da macubu il link al mirabolante sito di fredo viola. uau.
conoscevo il disco, non conoscevo l’artista multimediale. scorrendo i video che si è fatto da solo, salta all’o(re)cchio questa cosa delle sovraincisioni (overdubbing), che mi affascina da quando ero ragazzino e ascoltavo tubular bells in adorazione. in pratica si rifà il brano un tot di volte aggiungendo quel che si vuole, voci o strumenti che siano. viola – si vede – lo fa in casa o dove cacchio vuole, con un qualche campionatore elettronico.
sempre di recente avevo scoperto juana molina, un’argentina che si smazza un concerto intero da sola. coi campionatori.
e mi sono ricordato che a casa dei miei c’era un disco, un ellepì in vinile, di ’sta coppia di americani che faceva la stessa cosa tanti, tanti anni prima.. ecco un filmato in cui les paul (mica cazzi) e sua moglie mary ford spiegano come facevano:

e poi ho scoperto che il vecchio se ne è andato lo scorso agosto, a 94 anni. soddisfatto, penso :-)

abbino pazienza

September 10, 2009

ma c’è questo, dove di solito passo a vedere 2 minchiate che mi tirano su di morale, che mi ha fatto scoprire una cosa che c’entra con quella di ieri, dell’animazione automatica.

qui ho messo una marcetta (prova a seguire i flautini, in alto) ma consiglio di dare un’occhiata alla paginona dove ce ne sono altre.

visioni_suoni_visioni

September 9, 2009

prima mostravo a leo questo video, considerato il primo film d’avant-garde americano, girato dal fotografo Paul Strand nel 1921.

e pensavamo a che effetto avrebbe provocato sui suoi contemporanei la visione di questa versione, musicata splendidamente da Sinc.
allora lui mi ha chiesto se avevo mai visto questo video, fatto da cunningham per auterche:

e no, non l’avevo mai visto, e anche se la musica non è del genere che ascolto abitualmente, devo dire che, accompagnata da tanta lucida elettronica animata (pare che un logaritmo agganci musica e forme generate, ma non penso sia tutto automatico..) il risultato è ipnotizzante.

eventi vari

May 20, 2009

hanno aperto la mensa nuova, quella definitiva. mentre le ruspe e le gru attorno continuano a demolire e ricostruire, gli affamati seguono un nuovo percorso fino alla palazzina nuova, salgono un piano e arrivano alla mensa. tutto bianco e grigio, le differenze sono che (1) son tornati i piatti di ceramica (2) l’assorbimento acustico funziona (3) benché poste in alto, le finestre sono trasparenti e si vede il cielo. a un piano sottoterra, invece, c’è il bar del cral e la libreria; per ora, i tavoli da pingpong e i calciobalilla non sono ricomparsi…

prendendo il caffè, L. ci ha fatto ridere quando ci ha rivelato d’aver nascosto un messaggio personale in un lavoro che gli hanno commissionato di recente; la sua futura sposa ne sarà contenta :-)
(anch’io l’ho fatto qualche volta: si scrocca il passaggio a un cliente per consegnare pensieri in codice, come gli agenti segreti nei film. solo che io  – eccedendo un po’ in materia di segretezza – manco lo dicevo al destinatario..)

in un momento di relax mi sono fatto un amuleto perché, come diceva l’ispetttore callaghan, “ognuno doverbbe conoscere i propri limiti”.

in metrò, assieme a me, è salita una ragazzetta cinese. alla fermata successiva, dalla porta di fronte a cui stava in piedi, è entrato un ragazzetto cinese. impacciati tutti e due. si libera un posto, lui la fa sedere. con un braccio si tiene al tubo in alto, l’altro dondola libero a poca distanza dalla mano di lei, appoggiata ul grembo. le frenate e le accelerate del treno collaborano, e i dorsi delle due mani ogni tanto si sfiorano mentre loro fanno finta di niente, parlando piano e sorridendo molto. scendono a duomo.

arrivo alla libreria dove c’è la presentazione di un libretto sull’ineluttabilità delle corna e su come conviverci (più o meno). di solito non vado a questi appuntamenti, così sono rimasto sorpreso quando, alla fine del breve dibattito condotto da un noto comico della tivù, si sono scatenati i collezionisti di autografi. è gente (solo maschi, mi sembrava) che si pippa tutta la tiritera (ma anche no. uno “famoso” è arrivato alla fine) in attesa del momento degli autografi e delle foto, quando producono blocchetti per appunti, riviste con articoli, foglietti volanti e raramente una copia del libro promosso, per farseli firmare. poi le foto con la celebrità. non possono mancare. si conoscono, per forza, ché si ritrovano ad ogni evento in cui compaia qualche celebrità, e probabilmente si aggiornano a vicenda sugli ultimi trofei conquistati. chissà, magari gli autografi hanno anche un mercato che ignoro, e per alcuni potrebe trattarsi di un lavoro, in qualche modo..

ma la cosa più importante è che, manco a farlo apposta, pochi giorni dopo aver pianto la perdita della gratuità presso la nota piattaforma di scrobbling musicale, ho scoperto un altro sito dove (per ora) si possono caricare i propri brani, fare delle playlist, addottare brani caricati da altri ed forse (devo ancora capire come) inserire il playerino nei propri post. figo, no? ho iniziato a metterne, alla membro di segugio (come dicono gli asiaghesi istruiti), qui.
(pazienza, ché la pagina ci mette un tot a caricare, mi pare..)

ricordo a chi c’è, che domani pomeriggio alle sei ci sarà la conclusione dell’iniziativa Blog&Nuvole, alla triennale. sarà divertente scoprire gli umani che stanno dietro a tante belle parole che ho letto quassù, e rivedere i 2 o 3 che già conosco :-)))

infine, sabato ci sarà la festa della scuola al trotter: le classi esporranno i lavori svolti, ci sarà qualche esibizione al teatrino e via dicendo, come da programma. ci sarà anche la mia ex-consorte, somewhere, con la sua piastra per fare le crêpes. magari fa anche gli autografi. con la nutella.

che peccato.

May 14, 2009

nessuno fa niente per niente, è una vecchia storia che si rinnova adesso con un sacco di siti online (se prendere me stesso – e i siti che uso – può valere come dato statistico!).
negli ultimi tempi avevo scoperto che quello delle foto, dopo che ti avevano lasciato caricare oltre un centinaio di immagini e godere della particolare interazione che vi si generava, in realtà ti aspetta alla soglia delle 200 foto per dirti che ops! per mettere la duecentoeunesima devi pagare un pedaggio. o parcheggio, che è più pertinente.
Invece quello recente – oh come mi manca! – è quello che ti lasciava ascoltare tutta la musica che volevi, che te ne proponeva di nuova, che aveva le spieghe sugli artisti e viaandare… e che adesso ti dice che ops! era solo un periodo di prova, adesso che ti piace, adesso che lo usi, adesso lo paghi.

c’entra un cazzo, ma da quando il supermercato – con la scusa di cambiare le tessere dei punti – ha riazzerato il conteggio, io ho smesso di porger loro la tesserina nuova, pur avendola. cos’altro vogliono che gli si porga, questi? già si vendono le mie scelte d’acquisto a qualche spammer, assieme al mio profilo… per dire, comunque, della mia generale immunità alle loro trappole. e non parliamo di quelli dei telefonini, va’.

però era bello quello della musica.. :-(

ieri sera ho lasciato felix a casa, a vedersi un documentario sulla caccia alle foche alle termopili; capitan leonida e la sua squadra cominciavano a vedere anche i sorci verdi quando l’ho salutato per andare alla stazione centrale, dove le voci dicevano che ci sarebbe dovuta essere una milonga ilegal (di ada non si fa menzione, se non per mettere a verbale che l’alunna è assente per tutta la settimana, causa vacanza di scuola-natura in montagna da qualche parte).
il punto di ritrovo è la ex-biglietteria, ci sono quattro gatti. quando si arriva a tre volte tanto qualcuno inizia a ballare sotto all’altissimo soffitto. qualche battuta riguarda il progetto segreto di benito di realizzare la più grande milonga dell’impero, “ci devono passare anche i treni” lo scimmiotta una (o almeno, è così ch me lo immagino, in tenuta da campo chiara al centro del cantiere e di una cerchia di gerarchi, operai, giornalisti e cineoperatori :-)
in effetti, il pavimento di marmo è perfetto e, data l’ora, c’è poco passaggio; ciò non impedisce a due guardie di fermarsi, osservare per un po’, estrarre un telefonino ed esser raggiunte poco dopo da un’intera pattuglia di poliziotti. tutti insieme guardano per un po’ e alla fine ci dicono che no, lì non si può, si può solo fuori nel piazzalone. minchia. tra l’altro l’impianto audio è una specia di uovo giapponese e plasticoso molto silenzioso, non da’ fastidio, ma si ubbidisce. a metà. fermi fra i pilastri centrali della grande galleria esterna, si riprende a ballare tentando (parlo come cavaliere) di mantenersi sulle porzioni di marmo, altrimenti alternate an una pietra nera e perfettamente antiscivolo.
l’uovo di plastica si ammutolisce pian piano, viene sostituito da un’anguria ancor più timida e ci si insiste ancora un po’, sotto lo sguardo silenzioso di celerini con le gambe addormentate, stranieri polverosi e tossici vari.

questa mattina dal carrozziere, mi ha messo un canino provvisorio “e niente chewing-gum!” mentre il lattoniere prepara quello definitivo. Nel caso ancora ne dubitassi, rientro ora ufficialmente nella categoria del vintage, che non è ancora modernariato né tantomeno antiquariato.

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(quesi due mi guardavano come se avessi interrotto una di quelle conversazioni private che si tengono al chiuso, mentre fuori il mondo corre nonsisadove)

e, a proposito:

May 11, 2009

sto ascoltando il bel disco di ’sta bionda, che col jazz qualcosa ha a che fare.
non lo vorrei fare, ma mi arrendo e metto qui un suo video, perché, oltre ad essere raffinato, mi fa molto ridere.

(ragazze, adesso, non sognate troppo, sù)

all blues

May 11, 2009

è il titolo del brano jazz che sto ascoltando ora, di Miles Davies. “Davis non puoi non averlo!” e zan, altri mega nella chiavetta per un totale di 6,4 ore. propedeutica di base.

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alle 10 del mattino arriva un sms di M., “che fai? vieni a mangiare qui? ok, peccato che ero ancora a letto, un riposino ancora, merdasonoletredicipassate! per colazione una sigaretta mentre pedalo rapido in una fitta nebbia fatta di sonno avanzato, ricordi confusi della sera prima in milonga, gli argentini famosi, la felice spossatezza, il rientro nella notte.
M. sta a sandonato, metanopoli, così – per la prima volta – prendo la metrò con la bici al seguito; comodo!
M. mi attende al capolinea, con la sua bici.
casa di M. non so se la saprei trovare, forse sì, ma un tot di condomini sono identici, immersi in un verde suburbano omogeneo e implacabile. “è un quartiere di quando i capitani d’industria avevano a cuore le condizioni di vita dei loro dipendenti, anche fuori dall’orario d’ufficio”. case che hanno anche un valore, adesso.
M. sta al pianterreno, dove ha un gran terrazzo pieno di piante; si mangia lì fuori, torte salate, insalata, sottoaceti fatti in casa, vinello e tutto. le piace cucinare bene e sano, come la mamma chef.
M. è come me, raccoglie bellezza nascosta e la ridispone a casa, diventa esposta e risposta. o solo suggerimento, che è poi il suo lavoro. altra bellezza la fa con le mani, esplora quartieri poco frequentati di graficopoli – timbro e serigrafia – e angoli di scultoria – belli i quadrati bianchi!
il moroso di M. è M., un bassista; sono le sette passate quando guardo l’ora per la prima volta, dopo una serie di giri sulle montagne russe dell’improvvisazione musicale. “se non puoi tenere la testa ferma, è funk. sicuro.”
poco dopo i Weather Report – e Pastorius da solo – i Chic, Marcus Miller, Lalo Schifrin, un improbabile Esbjörn Svensson Trio svedese e qualche altro mostro sciolto si fanno spazio sulla mia chiavetta.
e il tango? torno in milonga per accertarmene, ma per quanto riguarda la testa mi dimentico presto di cercare risposte alla domanda “le tango, est-il funk?” per imparare invece – con il mio solito candore del cazzo – che quel che muovo molto, troppo, sono le mani, quando indico le persone in pista di cui si sta spettegolando :-( (“NON si fa!”, mi viene fatto notare come se lo sapessero anche le mattonelle della pista da ballo… le sole, pensavo io, che qui dentro si astengono dai pettegolezzi..)
faccio tardino di nuovo e, quando finalmente salgo – appagato – la scaletta del soppalco, mi dico che la giornata fu buona e molto istruttiva. anche distruttiva, ma mi ci sono abituato. quasi :-)
e mo’, su And What If I Don’t di H. Hancock, buona settimana!