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July 16, 2008

oggi, dodici anni.
sua mamma è in giro a comprar mele, per fare la torta che ha chiesto lei :-)
dopo vado lì per pranzo, la coccolo per benino e le dico che la sua cartolina dalla corsica è arrivata proprio questa mattina! del bombolone di elio sa già che costa troppo, purtroppo. già, come regalo di compleanno aveva chiesto uno di quei cosi che usano nelle piazze per gonfiare delfini argentati, titti giganti e uominiragno sproporzionati: e uno stock di palloncini, naturalmente. così si sarebbe tolta la voglia del palloncino che vola, avrebbe fatto mille esperimenti con l’antigravità e, soprattutto, si sarebbe divertita a riempirsene la bocca per parlare con la vocina acuta.. non è detto, comunque; un giorno
potrebbe riceverlo davvero, e di sicuro ci giocheremo tutti :-)
è bella, sta bene, è intelligente e felice. come nella foto, un passo dopo l’altro, sta scoprendo il suo mondo.
splendido.
- update -



recuperoraga
July 14, 2008
il giorno dopo il mio compleanno ero abbastanza riposato da partire la sera stessa per i monti, per riportare i raga a milano; avevo dormito abbastanza. complici gli spritz del pomeriggio precedente, i miei programmi danzerecci hanno subito qualche revisione. ero arrivato a casa, “faccio un pisolino, poi mi preparo e vado a ballare”, e al risveglio dal pisolino era l’una e mezza di notte. chiuso l’argomento Test Profumo Nuovo :-)
ad asiago sono arrivato di notte, e solo al mattino ho ricevuto il mio primo “buon compleanno” da una ada ancora addormentata ma sorridente. appena si sono svegliati mi hanno portato il micino (preferiscono chiamarlo così), mentre dopopranzo mi hanno dato ancora regali!

felix mi ha fatto questo disegno psichedelico:
ada mi ha fatto un biglietto double-face: davanti è così:
e dietro (spiritosona) così:
pop e mom (su dritta dei raga) una nuova pentola a pressione:

l’unica copia conservata di un mitico catalogo per gli acquisti americano,
e un disegno a matita di pop, di un angolo del loro giardino in nigeria:
un bel bottino ;-)))
pomeriggio in bosco, tutto molto umido, tutto molto bello.

serata con gli amici, a casa prima, al bar dopo.
giorno dopo, finiamo qualche lavoretto per i nonni (tagliar legna, riporla nelle legnaia, riattaccare la catenella del tappo del camino, cose così), giretto in bosco a rapire cuccioli d’abete condannati a morte certa e dopo pranzo si parte.

così abbiamo il tempo di passare da big brother & family, a sommacampagna. si festeggia marta :-) (e me e ada!)

ed è l’occasione per rivedere tutti i cugini di verona, di passeggiare nel centro, prendere il gelato e tornare a casa a spupazzarsi il concentrato di morbidezza.

dopo cena affrontiamo il traffico del rientro, fortunatamente abbastanza fluido; temporali per tutto il viaggio, ada sonnecchia dietro, ma io e felix assistiamo a dei grandiosi botta e risposta di fulmini all’orizzonte.
a casa mi rendo conto che ci dev’esser stata una grandinata violenta: le mie piante sono crivellate.
(… è che se metto la rete antigrandine, la devo mettere di acciaio, con tutto quel che scende: pezzi di muro, mozziconi, indumenti…)
oggi fa fresco; cielo inquieto. e sono un po’ inquieto anch’io: si profilano 2 settimane da solo.
minorenne accompagnata
July 7, 2008
ho passato il sabato a pulire casa, far ordine, buttare e sistemare. ho perfino messo mano al giardino, secosìvogliamchiamarlo, eliminando i cadaveri. i rami del bambù, ormai rinsecchiti, non ho il cuore di buttarli. amo quel materiale, forse da quando un ramo lungo e sottile è rimasto inchiodato al pavimento per un paio di interminabili settimane, quando ero piccolo, perché mio papà voleva farmene una canna da pesca, e quindi raddrizzarlo. io invece li ho estirpati, ne ho sbattuto benbene le radici e li ho appoggiati un un altro vaso vuoto. poi ho fatto un breve giro raccogliendo le mollette cadute nella notte (è stata una nottata proficua!) e ho capito come sarà l’albero del natale prossimo :-)

(senza l’ombrello; quello è il gazebo del tavolo da giardino fatto col rocchettone dei cavi eletttrici..)
pomeriggio mi riposo al trotter, leggere, disegnare, preparare la pelle alle dosi massicce di fotoni che mi aspettano ad agosto. ah sì, finalmente so: porterò i raga a cala gonone, dove ho degli amici. vacanza comoda, avremo un appartamentino, con letti, acqua calda e frigo. e la costa orientale sarda, il golfo di orosei, i vigneti, la barbagia, il cannonau, su purceddu, andremo a pescare e divoreremo le nostre vittime, yeah!
la sera aspetto il rientro di ada dalla corsica e guardo un film. poi mi chiamano, la nave è partita con un’oremmezza di ritardo, arrivo previsto per le due del mattino! faccio ancora mestieri, alla fine mi metto a stirare le 5-6 camicie arretrate, alla 4a suona il campanello e ritrovo la mia grande bella abbronzata contenta figliuola! e sono le due. ma bisogna preparare la borsa per asiago, e lei mi deve raccontare, e io a lei, e quando finalmente si addormenta concludo il lavoro di stiratura. vado a letto alle 4. mi alzo alle 7, doccia, sveglio ada, colazione e via in centrale, treno per vicenza, corriera per asiago.

per fortuna è abbastanza stanca, non si accorge dei 10 tornanti dell’ascensione, e non vomita :-)
a casa dei suoi nonni c’è una sorpresa piccola, mobida e pelosa: la cuginetta marta, che il 12 compie un anno!

fra lei e felix, la mora è stata fotografata da tutti gli angoli.

lascio tutti lì, e riprendo una corriera alle quattemmezza. si scatena un putiferio di temporale, le strade domenicali si intasano di turisti decisi a terminare la gita in anticipo, tutti incolonnati per scendere dall’altopiano a passo d’uomo. all’ora a cui dovrebbe partire il mio treno, siamo ancora nella campagna vicentina, accidenti, e incombe lo sciopero. ma sia io che il mio compagno di viaggio conosciamo le mille vie del caos, e, come al solito all’arrivo in stazione, facciamo lo scatto dell’ottimista.
infatti.
il nostro treno è lì fermo al binario, ci dicono che una squadra sta rimuovendo una pianta dai binari, caduta dopo la “tromba d’aria”… perfetto!

poi, non bisogna esser troppo pignoli se si arriva a milano con 60 minuti di ritardo :-)
viaggio tranquillo, i miei compagni di scompartimento sono 3 giovani e 2 anziani; tutti e tre i giovani sono agganciati a: un portatile, un mp3 player, un telefonino. convesazione zero. ogni tanto l’anziano della coppia fa qualche battuta, “forse devono far scendere qualcuno a spingere”, oppure “dev’essere la salita che lo rallenta”, che fa ridere me e la moglie.
a casa mi faccio un ovetto e penso che i pisolini che mi sono fatto mi hanno rimesso fin troppo bene in sesto: non sono stanco e non ho sonno… allora vado a ballare.
O.T., ObstiNation si è arrichita di due nuovi cittadini, # 157 e # 157,5; quest’ultimo è un infiltrato. si è fatto trovare in c.so buenos aires, all’altezza del 55 dove c’è l’agenzia che mi ha fatto i biglietti per l’isola grande. sicuramente non proviene da un’automobile, piuttosto dalla borsetta di una cacciatrice di saldi, ma era sull’asfalto, era in frantumi e quindi… e quindi il 1/2 :-)
la mia compagna
June 27, 2008

in questi giorni di singletudine, a volte, Pèa si mette così, in posa plastica :-)
(ho l’impressione che la poveretta stia patendo il caldo: sta molto tempo fuori dall’acqua, l’appetito è calato, è più lenta… il che potrebbe non essere per forza un male; dopotutto, la lentezza e l’esser tartarughe dicono di un certo legame logico. forse sta crescendo, diventando più tartaruga…)
ma la foto da pin-up di Pèa è solo una scusa, un modo di distrarti dalla carriola di orgoglio che mi ha procurato la notizia: felix è ammesso alle superiori col timbro DISTINTO!!! (cioe: distinto, eh? com’è già che direbbero a roma, in questo frangente?…)
(grazie, Sere!)
:-)))))))))))))))))))))
dislocando la prole
June 23, 2008
come ogni estate, luuunghe vacanze per i ragazzi, genitori ancora al lavoro, problema di cosa fargli fare in the meantime escludendo il restar a casa a farniente.
ma siamo fortunati.
ada è in corsica, vicino a s. bonifacio, con la compagna di classe e famiglia + axen, una giovane boxerina giocosissima; l’ho accompagnata da loro venerdì sera, dove avrebbe cenato e dormito per po partire all’alba di sabato. l’ho sentita ieri: ha visto 2 sogliolette (vive, di solito stanno in un piatto) nascondersi sotto alla sabbia, lei e l’amica occupano il piano superiore di una villetta, hanno il cesso col doppio lavabo, ogni stanza ha la tele (ma solo 6 canali), in salone c’è un home-theatre, fuori un gran giardino con ulivi e angolo grigliate. sticazzi.

Mi consolo con lo specchietto che ho trovato tornando a casa: un magnifico esemplare del genere essenziale, senza supporto di plastica, rimane ostinatamente compatto grazie solo al biadesivo molle. delizioso, il # 155 :-)
consolo felix, e di nuovo me stesso, invitandoci dal cinese buono e vedendoci Lord of War, quello con N. Cage. esitavo, per i riferimenti alla liberia, ma poi è grande e gli sono vicino, gli posso spiegare qualcosa della povera liberia…
il mattino successivo andiamo a prendere il treno. lo porto dai nonni sull’altopiano, dove rimarrà 3 settimane a dar loro una mano col giardino e a inventarsi cose da fare per ammazzare il tempo.
sul teno che vorrei prendere non c’è più posto; ok, quello dopo prevede solo 14 minuti per raggiungere la corriera che da vicenza ci porterà su. significa che basta un ritardo del cazzo e ci tocca aspettare un paio d’ore nei giardinetti di fronte alla stazione… però arriva puntuale! stento a crederci, ma il viaggio prosegue come programmato.

fa caldo. a 1.000 metri fa caldo lo stesso, ma non si sente l’afa.
nel pomeriggio gli insegno come funziona il decespugliatore; è un affare che taglia l’erba per mezzo di fili rotanti, ma soprattutto è un attrezzo che funziona a scoppio: fa rumore e vibra un sacco, emette gas di scarico, si ingolfa e tende a lanciare cose verso l’operatore, le peggiori delle quali sono sassetti e pezzi d’ortica. lo odierà.
fortunatamente i vicini hanno un gattino nuovo, a sostituire IL gatto, scomparso da un paio di mesi. chiedo al vicino “e questo, come se cìamelo?” “ah… gato.. xe el gato…”. ne prendiamo atto: EL gato 2, Il Ritorno :-)
credo che il piccolino, vispo come nonsocosa, sarà un’ottima distrazione per felix; affettuoso è affettuoso: pare dorma accoccolato fra le zampe del cane da caccia, che gli cede pure i bocconi migliori della sua ciotola.
dopo aver mostrato la tac della mia spalla all’ortopedico padre (”se non ti fa più male non andarci da un’altro ortopedico in città, altrimenti si sentirà costretto a fare qualcosa, e non c’è niente di particolare da fare. a parte evitare, in futuro, di strafare con lo yoga”), gli rubiamo la macchina per scendere in paese: c’è da comperare una pompa per la bici che il ragazzo userà se vorrà farsi dei giri e c’è da fare l’immancabile vasca giù per il corso principale, questione di salutare tutti e buttar giù uno spritz.
dopo cena ridiscendo, e scopro con gioia che i due bar che avevano chiuso sono stati riaperti entrambi da gente che conosco. birra qua, birra là e a casa di amici che si guardano olanda-russia. non saprei dire per quanto abbiano vinto i russi perché cercavo di memorizzare le barzellette nuove:
1) un seciaro (secchiaio) ghe dise a n’altro seciaro: “parlemose ciaro:”
2) parché i americani ga sempre fredo? parché cristoforocolombo ga scoperto l’america.
3) me nono gaveva el pallino dele bocce; da quando ch’el xe morto, no ga più zugà nissùn.

mattino dopo, si prende un po’ di sole, si cerca fra i miei vecchi libri di scuola e si trova uno zwirner di prima, così il giovane fa un po’ di esercizio prima di iniziare il liceo. Mangiamo presto perché io possa partire con la corriera dell’una e mezza (inutile prendere la successiva, il treno a vicenza non ha posti liberi) e andiamo a gallio, dove devo anche ridare la kangù a mio papà. lui è lì dal mattino, a prestare servizio di volontariato con la protezione civile in occasione di una Gran Fondo di Mountain-bike: tutto il paese è invaso di ciclisti colorati e di bici da sogno. alla tenda del primo soccorso pop non c’è; “xe ‘ndà in ospedale co l’ambulansa”. quando torna ci racconta che soono andati a raccattarne uno vicino alla malga mandriele: trauma cranico, omero fracassato e contusioni varie. ed effettivamente la tenda è abbastanza popolata: ragazzoni muscolosi si fanno pulire e disinfettare le ferite da caduta che, sul ghiaino delle strade di mmontagna, fa danni notevoli a braccia, gambe e culatte.

col centro chiuso e tutto il casino, com’è come non è, mi perdo la corriera.
aspetto un po’, niente. aspetto un altro po’, niente! e mi scappa il dito prima di riflettere, chiamare pop e farmi accompagnare a vicenza. mi tira su, ovviamente, un corridore che se ne torna a mestre.
anni che non facevo autostop! una volta lo facevo tutti i giorni per scendere e tornare dal paese, ma oramai non lo fa più nessuno. comunque, il tipo è abbastanza chiaccherone e la discesa è rapida. prima che entri in autostrada mi faccio lasciare sulla statale per vicenza; è l’una e mezza, il sole picchia e passano pochissime auto…

gocce di sudore mi ricordano che forse ho fatto una cazzata: dovevo scendere prima della scorcia che prendono tutti i locali… e quelli che passano non mi tirano su. e chi lo tira su uno come me? penseranno che sia un extracomunitario assasssino, altro che giovin avventuriero! per inciso: non mi tirano su neanche gli extracomunitari, accidentianchealoro! e poi: dove cazzo sono tutti i giovani??? cioè, una volta, fra giovani, ci si tirava sempre su.. adesso invece sembra che non ce ne siano, se ci sono hanno macchine belle, troppo belle per raccattare gente.. neanche l’ombra di un buon vecchio frikkettone, porcazozza.
cammino cammino e arrivo a una fermata di corriera. sono su un’altra linea che non conosco, ma se aspetto 20 min. ne passa una che va a vicenza. il conducente mi dice che si arriverà alle 16. treno perso. salirò su quello che era troppo pieno e si vedrà.
ma non mi fido, e appena sceso dalla corriera mi fiondo in stazione, quello che dovevo prendere è in ritardo di 25 min. benedico le ferrovie e il loro caos per pentirmene appena salito: non funziona l’aria condizionata! ed è un ICPlus, mica un locale di riviera… caldo boia per tutto il viaggio (i finestrini si aprono a spiraglio, e neanche tutti), il carro bestiame fa anche delle lunghe e incomprensibili soste alle stazioni, l’ultima delle quali a lambrate, dove solitamente non ferma. “si annuncia un ritardo di 15 minuti prima dell’arrivo…” e sono già sceso. e non sono l’unico.

adesso un paio di settimane da single, affrontare il caldo che arriva tutto insieme dopo settimane quasi autunnali, inventare una meta per il mare con i giovani e pian piano prender atto del fatto che fra poco avrò perfino 45 anni!
(ops! mi stavo dimenticando delle foto…)
uffff!
June 19, 2008
è entrato in casa con un supersorriso, ha rassicurato me e sua sorella sul buon andamento della prova orale e poi è partito in quarta a ripetere TUTTO quello che ha esposto… eccitato. e sollevato!
e così sarà ammesso alle superiori, al famigerato liceo scientifico.
l’ha sfangata, letteralmente. un angelo è calato in casa e gli ha dato una mano ad organizzare la sua esposizione, un altro è calato in studio da me e mi ha dato il software per potergli stampare le varie relazioni scritte. talis pater… ma conoscendomi, per l’appunto, ho tratto ottimi spunti di riflessione circa l’attitudine allo studio e alle sue scadenze, che prevedo potranno tornarmi utili quando sarà il momento di cazziarlo un po’.
quindi è stata una settimana di ritorno al passato, anche se ho dei ricordi molto sbiaditi dei miei esami di terza media. strano. in generale, devo dire; ricordo solo le lezioni di musica, col tizio che ci faceva imparare i canti degli alpini (in dialetto), la strega di francese (eppure, quei tre annetti si sarebbero rivelati utilissimi al momento di sedurre, sposare, mettere 2 volte incinta e separarmi da una francese vera), quella di italiano che mi adorava (ma non vale, era amica dei miei), quello di applicazioni tecniche perché era tonto… beh, no, se ci penso un momento tornano tutti, quello di mat. che mi ha chiesto un quadro per l’appartamento al mare (voleva una copia del pesce che feci a inchiostro per l’esame; probabilmente la mia prima commissione), quella carina di arte… e i compagni, li ricordo, i tic, i difetti di pronuncia, quelle carine, quelle no, quello che è morto, quello rosso, quello che non aveva mai visto il mare… ecco, felix ha finito tutto questo. devo pensarci per rendermene conto, del bagaglio grosso di vita tutta sua che si porta già dentro alla testa.. ma è anche difficile non esser distratto dalla mia di vita, dalle mie crisi di crescita (sì, ancora devo crescere). (anche se, qualche settimana fa, ero dal medico che leggeva i risultati di certi esami che m’aveva prescritto, e mi fa “ah, lei non crescerà più di così. ma non è un problema, no?” e io sono scoppiato in una fragorosa risata).
ma c’è stato dell’altro.
l’ultimo appuntamento della rassegna primaverile al trotter: il concerto in teatrino de L’Orchestra di Via Padova, un gruppo moltomultietnico che suona roba che sembra acid jazz fortemente worldizzato e ritmato. con voce femminile russa, o giù di lì :-)

abbbiamo fatto la pulizia annuale dell’acquario di pèa: un lavoro immane, ci si dedica la giornata, chi a risciacquare i sassolini del fondo, chi il ramo trovato nei fondali dell’elba, e chi l’oggetto vero e proprio, con i suoi vetri incrostati di calcare e una quantità bestiale di palta nera, misto di merda e chissàcché, bleah!
alla fine si riallestisce tutto, se ne approfitta per cambiare la posizione del mobilio, ada ha aggiunto pezzoni di vetri di murano - quelli che si trovano per terra nelle discariche della zona delle fonderie, veri gioielli da dissoterrare - io ho modificato l’isola, guadagnandole spazio natatorio.
se sei impavido, l’immagine seguente, che ada chiama “la chela di merda”, io la “coda biforcuta” illustra come cagano questi rettilini. no, è solo per dire che nel frattempo pèa è rimasta nella sua pentola, sopra alla quale abbiamo messo il vassoio di latta tunisino -’nsissàmmài - con sopra un sasso, e lei tutto il tempo a fare sollevamento pesi con l’ambaradàn, il coperchio che saliva e scendeva inesorabile, teng! teng! teng!..
quando stavamo per rimetterla in acqua abbiamo visto quanto sotto. e ci sembrava interessante :-)

un giorno, la scuola era già finita, li ho chiamati dall’ufficio, “pigliate le bici, fate la ciclabile che abbiamo fatto insieme l’altra volta, attenti solo all’incrocione di palmanova, e andiamo a mangiaci un panino al baracchino di parco lambro”, e così hanno fatto. ero molto orgoglioso. poi mi hanno riaccompagnato in uffficio, gli ho offerto il caffè, hanno fatto qualche rivoluzione sulle poltroncine girevoli, qualche video in rete e via, da soli verso casa con giro largo per il trotter.

per la prima volta ho partecipato ad uno stage di tango. rodrigo e florencia, una coppia di giovani argentini, hanno tenuto 3 lezioni ravvicinate - un a volta al tangoy, le altre in un fitness-center deserto - dei tre generi. un pochino inquieto per il fatto che fosse un “avanzati”, alla fine ci stavo dietro abbastanza. a differenza dei miei insegnanti, ho notato questa cosa dell’abbracciare e farsi abbracciare da ogni partecipante, per ogni passo o pezzo di passo in studio. “giudame, luca - dice lui - yo soy la mujer”, io guido, lui sa e sente, riapre gli occhi e mi fa vedere esattamente dove sbaglio. riprovo, e funziona. bello. bravi.

sabato sera alla marippa, terza sera di baldoria danzereccia per i gestori sposi novelli, lui deve averle promesso “se mi sposi ti faccio ballare desde l’alma suonato dal vivo dai colortango”, lei deve aver detto “vediamo”, e sabato erano lì :-) e gli hanno suonato ’sto vals stupendo solo per loro due.. chic.

ho messo qualche foto mista di là, as usual.
per il resto: oggi c’era il sole. mi faceva sorridere pensare che l’ultima cosa che ho disegnato ieri sera è stato un sole zeppo di raggi cicciotti. ancora 2 giorni e i ragazzi iniziano le migrazioni estive, con noi, senza di noi, un paio di mesi abbondante di cui devo riempire 28/7-12/8 con un’idea.. è questo che intendo, quando dico che lo posso capire benino, il mio ragazzo…
:-)
e buona estate a chi parte!
l’attesa
June 18, 2008

il ragazzo dovrebbe rientrare, ma ancora non si vede..
seguiranno aggiornamenti su questa licenza media…
l’ultimo pasto
June 6, 2008
oggi. pranzeranno al sacco, il tempo è decente e lo faranno all’aperto. carino finire la scuola con un pique-nique sur l’herbe :-)
è tutta la settimana che si mangia senza uno schema preciso. in particolare due giorni fa, abbiamo iniziato a chiudere la giornata con un aperitivo della classe di ada e abbiamo terminato con la pizzata della classe di felix!
all’aperitivo si era invitati a portare qualcosa da mangiare e, senza illuderci di esserne in grado, siamo arrivati invece con pepsi, fonzies, pistacchi e prosecco; non erano superflui, ma leila aveva portato il suo famoso couscous, da divorare assieme a fettine di carne fredda con una salsa verde, torte salate, olivame e focacciame vario, insalate vere e di riso, pasta e insomma: quando ho visto la tavolata ho detto alla bionda “dacci dentro, chissenefrega di dopo.. al limite ci dividiamo una margherita in due”.

peccato piovigginasse, fortuna che ci fosse il porticato disponibile. per i grandi. ada e compagni sempre fuori, umidicci. io ho umidificato la gola: rosato, rosso und prozekko, ché nessuno pensasse fossi divenuto improvvisamente serio. del resto vivo ancora il corpo insegnanti con una certa soggezione, e per allentare la tensione..

quando arriviamo alla pizzeria sono bellobrillo, ed effettivamente sazio.
ok, è una 3a media, molti di loro si perderanno di vista, è il saluto ai prof e tutto ma non capisco perché abbiano scelto la pizzeria più fighetta del quartiere, un postaccio da èppiàuar comunicante con un negozio di piante di lusso. questi, al momento del conto, bastonano.. ma sono brillo, chisséne, e mi concentro sulla compagnia.
ora, devo salvaguardare la praivassì dei ragazzi e tutelare ancora il futuro scolastico di ada (che condivide diversi insegnanti col fratellone), quindi eviterò di descrivere i miei tentativi di fare il cascamorto con le giovani prof. di lingue, ma si sappia che al momento del “allora, genitori e insegnanti, su queste due tavolate”, mi è scappato uno sfacciatissimo “verochemipossosederequinmezzavoi,vero?” ;-)

alla fine adina ha voluto una pizza intera e una l’ho mangiata anch’io, più per compagnia che per autentico appetito, e posso confermare che la bontà della loro margherita (le altre non so) è inversamente proporzionale alla fighetteria circostante; nel quartiere, cinesi e egiziani se la cavano decisamente meglio.
chi, in realtà, viene veramente messo alla prova in questi casi sono proprio gli insegnanti; mi raccontavano, le mie graziose commensali, di trovarsi ad alternare scrutini e pizzerie, un giorno dopo l’altro per quasi tutta la settimana!
(qui ci sono alcune foto)
e ieri, per una volta, abbiamo cenato a casa; alla pasta al tonno hanno preferito la Carrozza di Monsieur Crocque, ovverossia toast al formaggio/prosciuttocotto


cucinati come la mozzarella in carrozzella. quanto sani non so, ma buoni son buoni :-) e questo mantiene alto l’umore - che già lo è, comunque: ada è eccitatissima dalla “finedellascuola”, felix un pochino meno per gli esami che incombono - fino al dolce: il ragazzo armeggia maldestramente col vasetto di cremina vaniglia-cacao che gli scivola di mano e piomba capovolto sul tavolo. dopo le risate alza il vasetto e mi chiede di fare una foto alla particolare formazione, di cui è fierissimo…
per la cronaca, ha deciso di iscriversi allo scientifico :-/
pèa al pascolo
June 3, 2008
domenica, fuori programma, ada viene a passare il pomeriggio con me.
“cosa facciamo?”
il tempo è bello, io ho del sonno arretrato, “portiamo pèa al parco!”
approvato: le farà bene sgranchire le gambette e prendere fotoni veri invece di quelli da 100 W del suo sole artificiale. ada teme l’arrivo in massa di ragazzini curiosi, perciò, caricato il rettile nella solita pentola, andiamo alle vecchie vasche delle trote, vuote da decenni. “almeno da lì non può scappare, anche se ci distraiamo”… seh. pèa prova il freeclimbing pur di tagliare la corda :-)

è comunque un evento, e come tale suscita un certo entusiasmo in chi passa di lì: una mamma amica si improvvisa addestratrice di tartarughe da caccia, incitandola ad attaccare gli incauti piccioni mentre la figlioletta preferisce occuparsi del suo trasporto aereo, coprendo ripetutamente la tratta vasche-prato (nelle sue mani, pèa mi ricorda un panino alla tartaruga, caldo, ché la tiene coi ditini lungo il bordo del guscio).

difficile da capire, ma la bestiola dev’esser stata esausta, non avendo mai smesso di zampettare per un paio d’ore. dopo averla riportata nel suo acquario bella sazia (la pentola, piena d’acqua, le serviva per far merenda e le ragazzine le hanno dato erbette, foglioline e fiorellini che lei ha coscienziosamente spazzolato), ho riaccompagnato ada a casa della mamma; dal benzinaio c’è una piccola folla che ammira un camion fantascientifico ricoperto di marchi vari.

impressionante, e ridicolo. tanto più che alla pompa adiacente c’è un mezzo che, nonostante l’età, riesce ancora ad essere futuristico. spiego a ada che quando avevo 19 anni bigbrother mi aveva trovato uno squalo bianco a 400.000 lire, che per me era la macchina più bella del mondo e che era impossibile non amarla…

domenica, invece, li raggiungo entrambi al bagno turco di sabine, che ha deciso di regalarci: a me una pulizia della schiena (da sposati se ne occupava lei, che lo volessi o no, sottoponendomi a frequenti sedute-tortura di sbrufolamento ed estrazione punti neri. accetto volentieri la proposta, immaginando che anni di trascuratezza possano aver accumulato lì dietro notevoli quantitativi di materiale organico superfluo) e a loro una pulizia della faccia (ma ne sono moOolto meno entusiasti, e si capisce).
è giorno di festa, ho il frigo vuotino e mi faccio accompagnare da ada a prendere 3 pizze; fuori dal portone, in mezzo all’immancabile montagna di rifiuti ingombranti mollati lì sul marciapiede, notiamo vari fogli sparsi, e su qualcuno dei disegni. ovviamente li osserviamo con attenzione, finché non mi accorgo che sto pestando un blocco da disegno. lo raccolgo. guardiamo, ci guardiamo e decidiamo che non si può abbandonare, proprio non si può!
… chissà chi li ha fatti… non chi buttato la roba in strada, che deve aver trovato tutto in un appartamento in cui stava subentrando. sono fogli più grandi di un A4, colorati a pastello fino al bordo, steso bene e fitto, acquarellato in alcuni punti.. e questi soggetti! la metaphisique du trottoir :-)
(cliccali per vederli grandi)
melting pot
May 25, 2008

come definire altrimenti la scuola dei ragazzi? ieri c’è stata la festa di fine anno, con i lavori esposti nelle aule, le premiazioni e gli spettacoli. bello, nonostante il cielo truce :-)









