conservazione
May 25, 2009
il vecchio ha deciso di mettere in vendita i 2 appartamenti di fianco al mio, stufo delle continue irruzioni da parte degli amici dei miei condomini. ha mandato ovidio, che si è messo a svuotare del tutto i locali, prima di far dare una mano di tintura da parte del suo operaio. Il vecchio non ci ha mai vissuto, ho scoperto, ma li usava solo come magazzino e laboratorio fotografico e la discreta montagna di fuffa è rimasta in cortile per l’intero fine settimana. Come prevedibile, c’erano un sacco di cose per lo sviluppo e la stampa delle foto (altrove ho raccontato dell’affascinante ricostruzione della sua vita a partire da qualche scatola di vecchie stampe che aveva buttato e che io avevo prontamente recuperato), assieme a tavoli da lavoro, vecchi sci e un paio di secchi di metallame vario e minuto.
come ai mercatini delle pulci, mi sono regalato qualche minuto per rivoltare molle e bulloni in cerca di oggetti speciali, e ne ho estratti 4: tutte scatole di metallo, che contenevano i soliti rivetti, o chiodini o boh. la più piccola è di borocillina, quella appena più grande è di pasticche del re sole, quella media di sigarette players “medium” e quella grande di tritolo. il vecchio è fatto così.
inutile dire che la grande è la mia preferita, considerando che l’avevo presa per una scatola di biscotti. ho già una cassa per munizioni, una seggiola pieghevole e uno scaldavivande da viaggio, tutti reperti del suo passato nell’aviazione, ma la scatola di tritolo li batte tutti. ora sono indeciso sul come usarla, perché di cose esplosive non ne ho molte, giusto qualche segreto, come tutti :-)

il senso della misura
October 26, 2008
a volte ne ho troppo, a volte meno.
quando ho visto gettare un grosso pannello di truciolare tinto di bianco, l’ho raccolto e portato a casa. è rimasto più di un anno appoggiato contro un muro, dietro all’appendiabiti.
ma oggi a pranzo ho fatto uno schizzo, un volto di ragazza. carina.

e dopo pranzo l’ho tirato fuori e ho iniziato a sporcarlo.

ho mischiato aniline a vecchi gouache mezzisecchi, passando un bel pomeriggio a far segni :-)))

il risultato è qui. era meglio l’originale, come sarebbe stato meglio se mi fossi fermato poco dopo aver iniziato, ma è talmente bello, pittare, che chissenefrega :-)))
upgrade
September 30, 2008

bella, eh?
è la mia nuova bicicletta :-)
era buttata nel mucchio, assieme ad altri rottami, nel cortile di clitündèz. vedo ’sto telaio, noto che il sellino è messo bene e decido di prendermelo; da quando m’hanno soffiato l’altro (nuovo di zecca) giro con quello della vecchia biciclettina di ada che, per quanto contenuto sia il mio fondoschiena, è decisamente piccolino. così libero il telaio dal groviglio per lavorare con agio, lo smonto, provo a metterlo sulla mia… cazzo, il diametro del tubo non coincide! mentre lo rimonto sul suo telaio, noto che questo è tutto in condizioni più che decenti… torno al mucchio e trovo le sue ruote che, montate, girano bene. i freni, funzionano. il cambio, funziona… il deficiente che l’ha rubata (tutte le decalcomanie sono state raschiate) l’ha abbandonata alla prima foratura! è una bella city-bike da uomo, con parafanghi e carter come si addicono ad un tanguero elegante: vale la pena passare al salvataggio. fra sabato e domenica la pulisco e compro copertoni e camere d’aria nuove, trasferisco il portapacchi anteriore dall’altra (un pesante rampichino cui, qualche mese fa, avevo asportato il cambio) e la provo: un bijoux :-) non ho mai avuto una bici tanto “a posto”: va dritta e veloce (il diametro delle ruote è enorme, le gomme sono del tipo stretto), non vibra, e ha il manubrio da crociera, di quelli che permettono di pedalare seduti dritti.
ora bisogna che non me la faccia ciulare…
ieri i raga son tornati da me. “devo fare un salto a casa della mamma, ho dimenticato un libro” mi dice felix (invece il libro era già da me, nel suo zainetto), e gli propongo di andarci con la bici nuova; il ragazzo è già più alto di me e promette di sfiorare il paio di metri, perciò niente di più probabile che, al momento opportuno, gliela ceda :-)
quando torna mi fa un regalo, il ciccino: il # 160

quindi la casa si continua a riempire: gli specchietti non sono un gran problema, il problema è avere 5 biciclette in tre o, a settimane alterne, in uno!
(… potrei metter su un noleggio…)
prova scanner
July 3, 2008
solo per vedere se funziona tutto come dovrebbe, visto che mi serve per acquisire lo specchietto # 156, trovato domenica scorsa. è la seconda volta che ne trovo uno doppiostrato. succede che alcuni, avendo rotto lo specchietto, ve ne incollino sopra un secondo; in questo caso c’è anche un giro di scotch nero da elettricisti che li tiene uniti.
il cucchiaino, invece, viene dalla mensa. ogni tanto ne riporto in ufficio, per gli yogurt che l’ale mi chiede sempre di prenderle. vanno bene anche per dare una girata agli spritz ;-)
ultimi arrivi
June 20, 2008
la sfiga avanza :-)
quota 150!
April 24, 2008

grazie agli ultimi reperti :-)
cambio di stagione
March 18, 2008
mi è scaduto il bancomat qualche settimana fa.

sto per dare la vecchia tesserina a ada che collleziona qualunque stampato in quel formato, ma ci ripenso e faccio una prova di buon vecchio frottage.

uau! e se…

ri-uau! e se li lascio attaccati e piegati a fisarmonica?
(tanto è carta leggera, lo impone la tecnica)

vualà, i miei nuovo biglietti da visita primavera/estate 2008, rifiniti a mano :-) da strappare alla bisogna!
mix
November 6, 2007
oggi il mio niente (perché qui non c’è niente, in realtà). inizia con la vincita al totoreception di ieri, da prendere sulla fiducia perché mica mi potevo mettere a fare la foto alla tessera proprio lì, davanti ad antonio, che poi si fa delle idee strane. e io divento “quello che gioca da solo al totoreception”. comunque. il fatto è che al mattino non ho neanche controllato e me ne sono ricordato uscendo: che fare oramai? me la gioco lo stesso? me la gioco. che numero sarà? mi sento da 2 di picche, e gioco il 2. era la tessera 200. ecco, fatto bene ad aspettare. però perché mi sento lo stesso sfigato? mah.
sono tornati i giovani. esigevano di vedere il film dei simpsons, allora l’ho visto anch’io. era la prima volta. una figata saperne meno di loro! io, un po’ per il non avere un televisore, un po’ perché il disegno non mi piace, un po’ perché piace a tutti e tutti ne parlano sempre, insomma, mai coperti. invece, naturalmente, non è male. assurdo. che va bene. btw, per perdere del tempo, sul sito del film ci si può fare l’avatar.
mentre felix era a basket io e ada abbiamo parlato di disegno, e disegnato. in quei momenti, di fronte ai libri su cui sognavo, mi dispiace aver praticamente smesso. bello il computer, per carità, ma a mano è diverso, più veloce, più semplice. meglio.
cercavo di starle lontano. i bacilli stanno lasciando il naso diretti ai polmoni. dove li aspetto.
passare il fine settimana in casa non è stato il massimo. non me la sono nemmeno sentita di dare un colpo di ramazza nel “mio” pezzetto di cortile, che ne avrebbe bisogno: i signori di sopra proseguono nella loro opera astratta, un carnevale di bucce di semi di zucca, e non solo.
se da un lato il freddo scoraggia i clitokidz dal prendere simpatiche iniziative, dall’altro impedisce loro anche di giocare a pallone nel cortile, a beneficio degli avocado. faccio fatica a crederci, ma a ficcarli direttamente nel vasone, senza la tortura di infilzare i semi di stuzzicadenti per tenerli mezzi immersi in attesa che esca il germoglio, beh, vengon su che è una meraviglia. 4 ne abbiamo messi e 4 ne sono nati. molto più sani di tutti quelli che per anni ho cercato di allevare in case diverse. però. però ai clitokidz qualche pallonata parte nella direzione sbagliata (solo per me, evidentemente) decapitando 2 piantine. cazzo! li rimprovero, mi raccomando, ma il danno è fatto.
e forse no. dalla prima vittima è ripartito un nuovo grmoglio alla base, mentre il pezzo rotto sta generando 2 rami. va a finire che i ragazzi ne avranno fatto una pianta a chioma larga, se sopravvive all’inverno. intanto tengo d’occhio la seconda vittima, chissà mai…
l’ombrello rotto è diventato un bouquet che decora il tavolo da pranzo.
this morning, nell’aiuola, dietro all’inferriata dove lego la bici se il mio palo è inagibile, c’èra buttata lì questa confezione vuota:
è metadone cloridrato. mi pare che venga utilizzato per il trattamento degli stati di tossicodipendenza da oppiodi, il che potrebbe essere una cosa buona per chi l’ha gettata. significativo, tuttavia, il fatto che dietro quell’inferriata ci sia il parcheggio dirigenti =)
in ufficio sono arrivati giornali nuovi, fra questi vogue america. ne controllo la pagina degli oroscopi, perché non c’è mica solo breszny a spacciare per oroscopi consigli universali di lieve saggezza: c’è anche la signora von strunckel che, nonostante il nome un po’ da specialità gastronomica bavarese, ha il dono, anche lei, di sbilanciarsi, se è il caso. leggo alla mia capa il suo, che è il primo ed è in neretto perché siamo quasi in sagittario. e siccome, chissà perché, ho diversi buoni amici di quel segno, lo riporto per intero. chissà che non li faccia sorridere come la mia capa (che tende ad essere un tantinino pessimista, en général).
This year is one in a million – literally. The encounter between your ruler Jupiter and Pluto, planet of truth and transformation, in Sagittarius, on the 11th, heralds a new era. This isn’t just about change, it’s about altering how you approach life itself. And the pace is supersonic. If you’ve been making plans, they all begin happening. And if you haven’t, then prepare for a series of unexpected twists that utterly transform you and your life.
una mania
October 26, 2007
decisamente. quella del bisturi, intendo.
comunque, è dall’inizio della settimana che mi rifrulla in testa un’espressione che ho sentito. oggi ho caricato lo specchietto # 143, trovato martedì sera andando a lezione: era lì, non potevo non vederlo perché non potevo non passare di lì.
penso che i cocci d’anima debbano molto a tutto questo coglier specchietti.
Mask2lampz
May 10, 2007
Era inevitabile che succedesse. Cugine delle FacceDaCulo, hanno il vantaggio di calzare discretamente sul volto, piuttosto che su una lampada come abat-jour.










