mentre pedalo

January 9, 2008

verso l’inizio del nuovo ciclo di lezioni - pedalo più forte del solito per star davanti al freddo, che ci sta proprio dando dentro - penso a perché continuare, ma la domanda è senza senso. capovolgo: perché potrei smettere? smetterei se il divertimento non fosse contemplato, se in questo ballo prevalesse - per disgraziate circostanze - una tendenza tecnico-seriosa di qualche tipo.
ma -
posso sostenere, impunemente, che il tango mi fa ridere?

scheldetango2.jpg

(e posso, per coerenza, non svelare che considero il ridere una faccenda serissima?)

questo mio tango

December 19, 2007

bdscf7867b.jpg

fatta l’ultima lezione di questo secondo ciclo. ieri sera.

dopo 20 mesi non so cosa sono, se un principiante avanzato, un intermedio medio o un avanzato precoce.
posto che ballare tango sia il potersi concedere l’opportunità di recarsi in certi luoghi durante certe serate e - parlo come cavaliere - permettersi di offrire a qualunque dama il proprio abbraccio sottointendendo la promessa ad esplorare piacevolmente insieme 3 brani di bella musica argentina d’annata - nell’ambito di alcune lecite regole del luogo, allora sì, so ballare.

conosco pochi passi fighi, e me ne dolgo per le ballerine cui nego così preziose opportunità di vivere il coté più glamour della sala da ballo. e ce ne sono, ce ne sono che apprezzano.
ma nel tango non serve, tantomeno se la milonga è piena. l’unica è starsene buoni in ronda e tenere il tempo. ascoltare ’sti cazzo di argentini per l’ennesima volta.
e lì, la cosa più strana, e più bella, forse: fa niente.

fa niente se li conosci a memoria, anzi, ogni volta è come rifare una partitina a pingpong con un amico abituale, “vediamo se mi inculi, ’sta volta” - con le neniette, il cullare, i solleciti a camminare, spicciarsi sù, ‘top! fferrrmiiiii ferrrrmii, via! gira, cazzo, girachecisonoiviolinichegirano, whoooah… cammina piano, occhio alle mine, scavalca, giragiravaigiravaigiragiraSTO-p. e si suda, qualcuno gronda e puzza, qualcuno zoppica, qualcuno sonnecchia negli angoli più appartati.

insomma, questa musica.
è il motivo per cui ’stoppost m’ha chiamato.
da poco prima dell’estate scorsa - imparavo il ballo da un annetto e da tanto andavo mettendo insieme una rispettosa collezione di musiche (grazie fritz!) - mi sono accorto, rientrando da qualunque impegno mi avesse portato fuori casa la sera nonostante la presenza dei giovani, che i medesimi mettevano, come colonna sonora del loro affondar nel sonno, la mia playlist “abTango”. siccome dura più di 5 ore e il computer va imperterrito fino alla fine, son bastate 3 volte per dedurre che non era casuale. abTango è dove trascino i brani che mi fanno qualcosa o che perlomeno mi sono familiari perché li sento in milonga. in genere sto facendo tutt’altro, un tal autore sta suonando e - tac - vado un attimo a trascinare solo quel brano in abTango. ieri sera, rientrando dalla lezione, stessa scena. li ho lasciati svegli con dick tracy, li ho ritrovati addormentati mentre un vals stupendo accoglieva me e la bici.
“ma com’è che andate a letto con la mia cartella di tanghi fighi?”
“abTango?”
“sì”, e mi vien come da ridere, “abTango. allora? cos’è, dopo che rompete i coglioni perché secondo voi metto troppi tanghi, adesso scopro che vi rilassa e vi fa dormire bene?”
“dormire fa dormire, ma è che non sapppiamo mai cosa mettere per addormentarci, a la prima volta che abbiamo visto abTango ci è venuto inmente Aigòr che riporta il cervello di a.b. Normal, allora abbiamo messo quella. e si dorme bene.”
e lo mettono anche ad un volume di tutto rispetto.
mi chiedo spesso se sia effetto del “muro sonoro”, come usavo chiamarlo. da quando erano piccoli ho usato la musica come barriera fra la loro stanza e i rumori che potevano provenire dai grandi e dai loro ospiti. c’era anche il vantaggio di non dover rinunciare al sottofondo musicale,
quindi di musica le povere creature ne hanno ascoltata TANTA.
di tutti i tipi.
se poi è vero che durante il sonno il cervello continua ad immagazzinare informazioni provenienti dall’ambiente, allora i ragazzi sono sonicamente testati.
e per dormire mettono questi (random, di solito):

list1.jpg

list2.jpg

list3.jpg

poi capita che in viaggio, magari metto un cd di tanghi, e ogni tanto, con sicurezza, uno dei due mi informa che dev’essere anche su abTango. li conoscono. la musica si assorbe, come i movimenti corporei, se ripetuti divengono naturali, se riascoltata provoca una sorta di palpitazione, di partecipazione.
probabilmente è lo stesso fenomeno che avviene nei ballerini di tango: i corpi sanno dove va la musica, e c’è lo spazio per un po’ di contemplazione. come addormentarsi. in tanti paragonano, fatte le dovute distinzioni, la passione per il tango alle tossicodipendenze.

fatto sta che mi dicono che ballo niente male. me lo dicono donne che a mia volta abbraccio volentieri, e, pare sia perché seguo bene la musica (mi vanto di un “è da 8″ e di un “accipicchiopicchiolina!”).
a me vien da pensare “grazie al cazzo, almeno quello!”
invece no, e lo vedo anch’io. c’è davvero da domandarsi come può la natura generare individui della stessa specie animale con caratteristiche comportamentali da pista tanto differenti!
uno spettacolo :-)
detto questo, non conosco i testi né mi sono mai veramente messo lì a cercar traduzioni, di musica mi intendo nel senso che comanda l’orecchio ignorante, non riconosco che 4 autori in croce, non sono una cima nelle loro collocazioni storiche, non me ne frega un cazzo di andare a buenos aires quando c’è il resto dell’argentina tutto attorno, non faccio niente per memorizzare i nomi dei passi e, non ultimo, io lo sento che non ballo mica tanto bene. e capita spesso.

devo camminare ancora tanto.

prima o poi.
ieri ci sono stati i colloqui con i prof delle medie: code di genitori nei corridoi in attesa del proprio turno, io passo 2 ore da capogiro saltando da quelli di prima a quelli di terza, memorizzando quanto mi dicono per riferirlo a sabine, curando le file per beccarne il maggior numero possibile. suona la campanella, bisogna sloggiare tutti, ma io stavo aspettando quella di matematica di ada. il volto mi è molto familiare, mi dico che sarà una di quelle che partecipavano al progetto dell’itinerario nel parco, ma la voglio vedere perché gli ultimi risultati di ada sono meravigliosi: un crescendo di buono, distinto, ottimo. e lo so perché: la prof insegna anche scienze, e un giorno ada mi ha chiesto se poteva portare un fossile a scuola. aveva detto alla sua prof della valle dove stanno i miei e della facilità con cui si trovavano. qualche tempo dopo la prof le ha regalato 2 fossili che aveva acquistato chissàdove: belli, a tutto tondo, una conchiglietta chiusa e una specie di lumacotto. la signora le ha acceso l’interesse, e questo credo sia il lavoro più nobile che ci sia. e glielo voglio dire.
la campanella suona ancora, la prof e l’ultima mamma si alzano, raccolgono le loro cose, io sono sull’uscio, devo avere un’espressione stupida. mi vede e dice di entrare lo stesso, ci vuole 1 minuto.
mi presento, “sono il papà di ada v., ma noi ci siamo già visti, mi sembra.”
“sì”, mi risponde, “io la vedo qualche volta in milonga”.

alle 18:15 del mercoledì sera mi piomba addosso la rivelazione, l’illuminazione, e un imbarazzo colossale.
No, non perché non sta bene che un papà faccia le ore piccole ballando. anzi.
ma perché non l’ho mai invitata…

non so se si fa

November 30, 2007

ma questa sera ascoltare curtis mayfield prima di andare in milonga
mi piglia troppo.

privilegi

October 29, 2007

ero uscito a far compere, una bella giornata. tornando guardo un’impalcatura, la luce del sole colpisce i teli che ricoprono la parte superiore, farei una foto se avessi la macchinetta… oltre, più su, sporge il braccio della gru. è invaso di uccelletti. ma perché non se ne stanno sugli alberi del parco, che è lì accanto? è più “naturale”, gli si addice di più. ah, ok. mica scemi. lì sopra non solo si vedono bene l’un l’altro senza fronde e foglie del cazzo a disturbare (infatti lassù regna una cacofonia di cinguettii, le chiacchere si sprecano) ma soprattutto godono tutti di un’ottima esposizione ai caldi raggi di un ottobre che ha iniziato a introdurre l’inverno. una terrazza esclusiva.

e siccome loro là stanno, dal palo alla frasca ci salto io: sto finendo il cambio di stagione. 2 settimane ci sto mettendo! oltre a tirar fuori trapunte e piumoni ci sono le lavatrici di fine stagione, e le puntate in tintoria, dalla sartina, compra la canfora, imbusta l’abito leggero, prepara i sacchetti per i poveri, riponi il ventilatore, riesuma la stufetta.

poi la casalinga è stufetta anche lei. allora va a ballare: balla per circa 11 ore in due giorni, in tre posti diversi. da segnalare: mi sono stati assegnati 1.000 punti da una dama morbida e prosperosa cui si è infilato il tacco di un piede nella cinghietta dell’altro, provocandole una totale perdita di equilibrio in pieno movimento. invece di ritrovarsi a terra era in piedi di fronte a me, che l’avevo tenuta e riportata in verticale di peso, come nei film! son cose di cui un hombre poi va fiero, neh :-)
1.000 punti, mica noccioline.

bdscf1133.jpg

le bingo du jeudi matin

October 18, 2007

ieri ho raggiunto M. a casa sua, prosciuttoformaggioevino, e poi vinoevino giocando con le custodie di una dozzina di cd di musica; gli farò da grafico per il suo primo disco, ma se i brainstormings si struttureranno sempre su un binario di tal gradazione alcolica, beh, non garantisco linee rette.
bdscf0727.jpg

esitavo, ma sono andato a ballare lo stesso. ho evitato di invitare le schizzinose, quelle eleganti signore che esigono la marca impeccabile, l’asse perfetto e che hanno orrore degli impatti con le altre coppie; è andata. discretamente, anche. ma a casa sono crollato, e stamattina ero ancora tutto macerie, e macerie erano quelle che si appoggiavano al bancone della reception col documento in mano. ricevo il badge. cosa sarà? a che numero numero gira la testa?, che numero è in equilibrio instabile, cono poggiato di punta colto in un mulinete ardito? il sette, chissà perché, forse la forma, quel tronco inclinato dalla cui sommità si protende una lunga terrazza sul vuoto. già.

bdscf0729.jpg

tossici

September 9, 2007

ieri sera akille ha organizzato Biciclettango: si va in giro per il centro scegliendo siti tranquilli e lisci per fare una mezza dozzina di tande, poi ci si sposta. a piedi, data la quantità, ahimé, di appiedati.

bdscf9631.jpg

ho fatto delle foto, per chi non poteva esserci :)

lezioni

July 3, 2007

pausa estiva. le lezioni riprenderanno a settembre. fino ad allora libera uscita: i maestri ci hanno incoraggiato ad andare in milonga, la scuola migliore che ci sia. Così sia. Io integro come posso, avendo colto abbastanza in fretta che non è un ballo come tanti altri, e cerco di capirlo con la testa oltre che con i piedi.
Ho fatto amicizia con una signora gentile che balla da molto più tempo di me, e mi ha voluto prestare un libro sul tango nonostante le dicessi che leggo poco. Infatti ci ho messo mesi. il titolo italiano è “lezione di tango”, ma elsa osorio l’aveva intitolato “il paradiso del tango” o qualcosa così, che era pertinente; come cazzo fanno a cambiare i titoli lo sa solo il dio del marketing, ed a me non lo ha ancora rivelato! L’impressione che ne emergeva, dopo il primo paio di capitoli, era quella riconducibile al film boléro, quella mappazza di una ventina d’anni fa di… lelouche? una manciata di generazioni servono da vettore per spiegare come un oggetto artistico (là uno spettacolo, qui un ballo) racchiuda infinite vicende umane. La osorio va oltre, e lo pone come entità assoluta direttamente in un paradiso tutto suo cui accedono di diritto tutti coloro che hanno contribuito alla sua crescita: ballerini, musicisti, cantanti e poeti. Da lassù osservano e tifano per una coppia di discendenti che, oltre a ballare, decidono di fare ….un film! Ancora! Che palle! è una mania! quanti cazzo di autori si districano dalla merda dell’argomento di cui si sono innamorati con lo stratagemma di inventarsi degli altri sè stessi e descrivere esattamente quello che hanno fatto loro? ricerche, interviste, e le solite lezioni, nascita della passione, particolare capacità a penetrare lo spirrito invisibile ai più.. Ahi! nel libro il meccanismo è simile: ho tenuto duro solo perché mi è diventato un bignamino sulla storia e l’evoluzione del tango, ma che fatica! Dunque, per esempio, il jazz ha avuto la sua parte? allora uno dei personaggi va in crisi sentimentale e scappa a New York. naturalmente quando torna la sua musica ha preso una strada nuova. Influenze galiziane? è la sua tipa che era fuggita in spagna a causa della repressione dei sindacalisti e, diventata cantante, ha messo del suo nelle canzoni. tutto così. Non mi è piaciuto intuire tanto bene la ricerca che si è fatta l’autrice né immaginarla di fronte ad un tavolo di appunti sparsi a scervellarsi per mettere tutto insieme. col trucco del film da realizzare.
lezioneditangoxf1.jpg
trucco che c’è anche in “tango” di carlos saura (credo); non è un film, è uno spettacolo teatrale, ma la sbobba non cambia: quello era assurdamente didascalico, una tristezza. ma torno alle lezioni, quelle dell’altro film, visto ieri, “lezioni (al plurale, questa volta) di tango, di sally potter (oh, il suo nome lo ricordano tutti, dici il film e quelli pronti “di sally potter?”. Sì, la sorella sfigata di harry :-). mesi che ne sento parlare, me lo presta mio papà in dvd: sono sorpreso dal bianco e nero e in generale la fotografia mi piace. mi disturba la sfasamento temporale, che si vede nella moda anni ‘90 (per me il tango esiste solo dalla primavera 2006) e dalla scena in cui il protagonista fa il figo perché ha un cellulare. Sono deluso dall’estetica della protagonista/regista, una donna assolutamente priva di fascino che si cimenta in passi molto avanzati con ballerini molto bravi… cioè: è il suo film, descrive grossomodo la sua vita reale, ma cazzo: passa il tempo a ciondolare come una tossica, si crede figa, nei titoli di coda canta addirittura! niente brio, la passione che scopre è velata di inglesità totale e triste.. quindi ci racconta di lei stessa che scopre il ballo, si innamora di un ballerino, pianta i progetti in corso per fare… un cazzo di film sul tango! Naaahhhhhh……. basta… ma almeno ha filmato onestamente B.A., e ci sono un paio di coreografie notevoli. Anche un paio di frottole notevoli: non ci credo che si possa imparare a ballare in fretta come lascia intendere lei, spiacente.
è un film privato che ha fatto una donna sulla sua scoperta della passione attraverso il corpo di un immigrato. fosse stato brasiliano avrebbe fatto un film sulla capoeira…

potter_150.jpg

può iniziare a pomeriggio avanzato, fornendo il tavolo da pranzo di una luce (finalmente) dopo 4 anni di candele, che sono anche romantiche quando ce n’è il motivo, ma poco luminose nel mondo reale. ecco un dettaglio di LampadinaMerendina#2:

mere2.jpg

all’interno una lampadozza ad incandescenza, i vassoi vi poggiano direttamente, senza molletta da biancheria. La variante nuova è il sistema di appensione (si dice?): penzola da un cavo teso fra finestra e soppalco ottenuto da 3 cavi da freno di bici rotti uniti con quei piroli in plastica che usano gli elettricisti per collegare i fili, quelli in cui infili il filo e lo fissi stringendo la vitina. lasciandoli attaccati a 2 a 2, un filo entra da una parte, l’altro esce dall’altra. Con uno in più messo ad un’estremità si può tendere il cavo a piacimento prima di fissarlo.

verso sera, si può procedere con uno di questi:

spritz.jpg

l’oggetto sulla destra si chiama spritz-macchiato-apérol. per me c’è un solo modo di prepararlo, cioè come mi hanno insegnato quando lavoravo al neurobar di roana: bicchiere da prosecco, mezzo acqua frizzante, mezzo bianco, il goccio di apérol e la scorzina di limone. ingredienti tutti freddi da frigo (il limone non serve che sia freddo). Adesso invece lo servono in certi bicchieroni da heppiàuar pieni di ghiaccio e un’enorme fettona di arancia. boh, io preferivo bermene 7 unodriol’altro (lucio del pub aveva fatto costruire delle specie di cassette di legno che permettevano di ordinarli a metri, direttamente) decorando i tavolini di trofei…

Si può proseguire con esperimenti culinari da single:

pasta.jpg

non so cos’ho fatto, ma era buono! mischiato un uovo con sale pepe e latte, fuso del gorgonzola nel padellino, unito l’uovo e mescolato sulla fiamma che si formino tutti i grumetti, unita la pasta per un’ultima girata a fiamma accesa. scaglia di burro per l’occhio. Yum :-)

Infine si può andare al concerto ballabile di questi ragazzi sudamericani:

oa0.jpg

figata! prima volta che sento eseguire del tango elettronico dal vivo, divertente. neanche il fantasma formaggino (c’era, col lenzuolo bianco e tutto) riusciva a farmi pentire d’essermi avventurato fuori zona! Gli Otros Aires ed un pavimento scivolosissimo mi hanno spinto a rompere un piccolo tabù, e per la prima volta ho ballato con le Emerica Templeton invece che con le Borgioli fiorentine, ed è stato bellissimo. cazzo, rimbalzavo come una palla da basket e come in una partita ho lasciato un bel po’ di sudore per terra

oa.jpg

oa2.jpg(le mie foto “live” mi fanno cagare; nahuel ha la manina molto più felice!)