la prima (e ultima)
January 29, 2008
ho chiamato il tre, questa mattina.

ho vinto col badge 0201. e ho deciso che mi sono rotto le balle di questo gioco: si vince, si vince ma di premi neanche l’ombra, neanche un’ombra*!
* ombra, nel veneto, è un bicchiere di vino bianco. pare che il nome derivi dal fatto che a venezia, secoli fa, i venditori di vino da mescita che d’estate lavoravano in piazza s. marco, spostassero i loro banchetti in maniera che rimanessero sempre all’ombra del campanile, garantendo la frescura alla bevanda e ai bevendi. da qui l’espressione “nemo bevarse n’ombra”.

224
December 21, 2007

fa otto.
indovinato grazie al sole ce invadeva la reception, sembrava esplodere di luce calda, quasi afosa per me che indossavo ancora tutto quel che mi metto per la bici. 8 è un numero molto gonfio, omino misclèn, piumino monclèr.
e penso possa essere l’ultima vincita di un anno costellato di un discreto numero di queste piccole soddisfazioni da psicopatico :-)
sole-psicopatie-metereopatie-mio papà mi ha prestato qualche film, e mi sono visto The Weather Man. piaciuto.

cage è bravo, questo si sa.
interpreta un buon papà sfigato, cui la sceneggiatura butta addosso impietose gaffe, è maldestro, poco furbo, solo, perfetto.
c’è, in tutto il film, la presenza del tempo metereologico, lui ci vive dentro come un estraneo, è stupendo. sembra non capire mai una sega – amo le scene in cui, assieme ad un assistente, fissa il monitor con le immagini dallo spazio da cui dovrebbe dedurre delle previsioni: esilaranti.
beh, fa anche tornare la voglia di tirare con l’arco : )
totobadge
November 27, 2007
è la mia prima vincita da quando sono arrivate le macchine nuove, si capisce dalla candida tastiera.
2+3+6=11=2, che è il numero su cui ho puntato questa mattina, perché oggi è il secondogiornodisoiocosa :-)
(questo non significa che domani giocherò il tre… a meno che tre pappagalli verdi non solchino il cielo mentre pedalo fin qui (cosa che peraltro è già successa, ponendomi nella condizione di domandarmi se l’evento bizzarro non celasse significati reconditi)
ieri ho visto Black Book, di verhovenqualcosa. la storia è vera, dunque disgustosa. il linguaggio (?) non mi è piaciuto, solito mio problema con la ricostruzione troppo pulita del recente passato. la scena finale mi ha sorpreso-turbato più di tutto il film, credo. mi ha ricordato la storia dei 3 adolf, di tezuka. ‘azzo, anche quella sarebbe una sceneggiatura tosta, benché totalmente inventata.
le bingo du jeudi matin
October 18, 2007
ieri ho raggiunto M. a casa sua, prosciuttoformaggioevino, e poi vinoevino giocando con le custodie di una dozzina di cd di musica; gli farò da grafico per il suo primo disco, ma se i brainstormings si struttureranno sempre su un binario di tal gradazione alcolica, beh, non garantisco linee rette.

esitavo, ma sono andato a ballare lo stesso. ho evitato di invitare le schizzinose, quelle eleganti signore che esigono la marca impeccabile, l’asse perfetto e che hanno orrore degli impatti con le altre coppie; è andata. discretamente, anche. ma a casa sono crollato, e stamattina ero ancora tutto macerie, e macerie erano quelle che si appoggiavano al bancone della reception col documento in mano. ricevo il badge. cosa sarà? a che numero numero gira la testa?, che numero è in equilibrio instabile, cono poggiato di punta colto in un mulinete ardito? il sette, chissà perché, forse la forma, quel tronco inclinato dalla cui sommità si protende una lunga terrazza sul vuoto. già.
cose successe ieri, 10 settembre 2007
September 11, 2007
ma prima quelle più importanti: oggi ho vinto con il 4, senza esitazioni :-)
bon. allora ieri, primo giorno di scuola, orario ridotto, quando arrivo a casa alle 5 inizia anche per me il nuovo anno come papà di 2 studenti delle medie. usciamo subito per andare in triennale, per l’inaugurazione della mostra dei pannelli. prendiamo la metrò a roveret_oh!, scendiamo a cadorna. dato che stiamo andando nel tempio del design italiano, ne aprofitto per far notare ai giovani come il vecchio pavimento nero sia stato sostituito da uno bianco, e di come ciò faccia risaltare ogni macchia.
cattivo design, eccetto per chi ha fornito la nuova pavimentazione e per chi ne gestisce la pulitura. poi li lascerò in pace per tutta la serata. alla triennale lascio sbordare (si dice?) un po’ di orgoglio: non mi capiterà mai più di avere uno stendardo su quella facciata!
i pannelli sono lungo una passerella, nel giardino del retro di fianco al bar fighetto che verrà popolato dall’insolita fauna del trotter alle prese con coppette di couscous freddo e cruditées.
stranamente, non provo alcuna particolare emozione: i pannelli mi sono usciti dagli occhi e permane la mia perplessità circa l’intera operazione-triennale; in parte non considero il mio lavoro particolarmente valido, dall’altro mitizzo troppo il luogo. quindi mi defilo, scompaio, per dedicarmi invece a quei 2 o 3 amici che mi sono venuti a salutare. gli altri, per lo più insegnanti e i soliti genitori in qualche modo coinvolti con il trotter, sembrano contenti: penso spesso a munari. povero futurista!
finita la festa, discorsi compresi, penso di risolvere la cena con un fast food del centro, ma in piazza del cannone c’è la festa di liberazione: perfetto. “sembra la festa della patata” dicono i giovani, “ma c’è più roba da scegliere… MAGARI alla mensa della scuola si potessero mangiare queste cose qua” (Ndr: ada ha preso la pepata di cozze).
poi a casa. il mucchio di cose di fronte alle serrande dei cinesi è ancora lì, come nei 3 giorni scorsi: sembra l’intero contenuto di un appartamento, dai vestiti ai mobili, una vita interrotta improvvisamente, uno sfratto, un’espulsione, un’incarcerazione? hanno lasciato anche i cd.. ho raccolto solo una cartolina: due oche di plastica inghirlandate fotoscioppate su rose rosse e sfondo automatico tendente al trip; dietro cose in arabo, scritto piccolo piccolo.
spero che il tipo possa raggiungere la sua bella.
oggi ci ho pensato
August 2, 2007
me lo sono fatto dare, senza guardare mi sono aperto il tornello domandandomi quale fosse il risultato della somma, ma invece di riordinare indizi vari raccolti durante il tragitto (3 poliziotti con autovelox, i 4 assurdi pappagalli verdi urlanti che ieri ho visto sfrecciare nello stesso punto, i due topini che ho liberato un 2-3 anni fa sempre nello stesso punto, le 5 bici attaccate vicino alla mia, 1 custode in guardiòla, 1 neonata-modella in attesa dello shooting) ho deciso che avrei voluto un 7.
:-)))
evvvvài!
June 13, 2007
lotteria
May 18, 2007
pare che un certo montepremi stia mettendo in fibrillazione il paese. io ho già vinto la mia lotteria, due volte di fila. Da qualche tempo, un paio di mesetti, cerco di indovinare il numero, da 1 a 9, ottenuto sommando le cifre che compongono il numero-visitatore presente sui badges che ogni mattina scambio contro la mia carta d’identità.
L’assegnazione è casuale, viene decisa dalla mano degli addetti all’entrata del 4 che aprono l’uno o l’altro di due cassetti pieni di carte magnetiche e di documenti. Può influire la confusione, il freddo, operai che lavorano, modelle che si accalcano, furgoni che entrano, o la calma piatta.
Prima di guardare il mio numero cerco indizi numerici: quante persone vedo? o quante buste in attesa di essere ritirate dal pony peruviano? che ora è? Ieri ho pensato subito 6, poi ho letto gli indizi, ho considerato anche 7, 9 e 1 ma un momento prima di guardare sono tornato sul 6.
Oggi l’ho giocata secca: 5!
La sola altra volta in cui mi è capitata tanta fortuna è stato con un 9, un po’ di tempo fa.
Devo scoprire dove si ritira il premio, adesso… :-)












