amichelate

July 7, 2008

… che non vuol dire colpire ripetutamente qualcuno per mezzo di qualcun’altro chiamato michele (o michela). nah.
vuol dire che ho un paio di amiche che oggi compiono gli anni, quindi sono del cancro, quindi dovrebbero esser dotate di chele. ho conosciuto entrambe quassù®, e finora è quassù® che si svolgono i nostri scambi. non so quanti anni abbiano, non so che aspetto abbiano (una m’ha mostrato dei teaser - una foto da bimba, un’altra in cui si intravvede una ciocca di capelli, roba così. ma non vale) la p.r.i.m.a. che ho letto (quassù® maggior parte delle conoscenze avvengono tramite la lettura/scrittura, e, per chi ama questo genere di cose, tramite foto, disegni, video..), ricordo che fu il nome, lo stesso d’una donna che avevo molto amato, a farmici cliccare sopra; e un commento profondo a casa di chissàcchì; mi ritrovai in un post che parlava dell’inverno, del bianco, e che mi riportò alla mia preadolescenza e ai modi di stare in montagna di allora, i vestiti, l’attrezzatura, il viaggio in famiglia e tutte quelle cose che credevo fossero solo nei miei ricordi.
per questo mi piace, finora, questo quassù: (lo stunf della seggiovia al passaggio dei piloni nel biacnore quasi soffocante, eppur freddo, il resto silenziosospensione, o neve calda che scivola da un ramo d’abete..) piccole celle di memoria così pacificamente insignificanti che rischiano costantemente l’oblìo. ritrovarle nelle parole di altri dà un valore diverso ad ognuna di esse.. è tardi forse, ma sto scoprendo solo ora che poche cose sono insignificanti. quassù® l’ho scoperto.
e adesso siamo amici :-)
la seconda è stato un po’ diverso, perché diversa la materia, e diversa la mano. insettivoro occulto, o postivora palese, incrociavo anche lei in zona commenti, in particolare attorno agli albori di herzog. poi di qua e di là, e credo che una serie di grandi defezioni ci abbia avvicinati. mi era piaciuto il suo debutto quassù®, in cui, ad aculei tesi e scintillanti, si proponeva di mantenere lucidità e libertà, ché doveva aver intravvisto (da sempre, penso) il lato triste di certe derive, la servitù sopraffare il piacere…

e beh, ultimamente, complice l’oracolo di tutti quelli che hanno sempre snobbato lo zodiaco tutto, abbiamo capito di esser tutti dei cancretti, come, del resto, il cespuglio*** quanticochiodato***, che gli anni li fa fra otto giorni. lei, pure, è una voce*** che ho sempre trovato in zona commenti, cliccata per capire cos’altro poteva dire a casa sua :-)
casa sua è esatto; un po’ come me, si racconta tranquilla in parole, immagini e deliri verbovisivi a volte impenetrabili (per me). gioca*** molto con le immagini, e lì mi tocca un tasto sensibile. e poi è l’unica che si ricorda sempre di riferire cosa fanno i suoi neuroni, quattro individui tenuti da guinzagli molto lunghi. così lunghi che attraversano le dimensioni, da dove i magnifici 4 riportano notizie a volte destabilizzanti.

basta! :-)))

èppibersdéj, chères amies

(emmie, t’ho tirata un po’ in qua, ma so che le distorsioni temporali ti fanno un baffo, a te)

prova scanner

July 3, 2008

solo per vedere se funziona tutto come dovrebbe, visto che mi serve per acquisire lo specchietto # 156, trovato domenica scorsa. è la seconda volta che ne trovo uno doppiostrato. succede che alcuni, avendo rotto lo specchietto, ve ne incollino sopra un secondo; in questo caso c’è anche un giro di scotch nero da elettricisti che li tiene uniti.
il cucchiaino, invece, viene dalla mensa. ogni tanto ne riporto in ufficio, per gli yogurt che l’ale mi chiede sempre di prenderle. vanno bene anche per dare una girata agli spritz ;-)

le jeu du jeudi

July 3, 2008

FUND RAISING

Ad aprile arriva a Milano la Cow Parade, super-fenomeno mediatico che dal ’98 riempie le maggiori città del mondo di mucche in vetroresina  (3 modelli in grandezza reale) decorate da artisti del luogo invitati dall’organizzatore. Le più significative vengono messe all’asta ed i fondi raccolti vanno a ONG varie. Nel 2005 fu la volta di Firenze, le cui mucche sono visibili sul sito http://florenceit.cowparade.com
Diverse città ne hanno tratto ispirazione cambiando semplicemente il “supporto”: dinosauri, pesci, pellicani, grossi cuori sono solo alcuni degli esempi di come si possa utilizzare l’arte per fare del Fundraising.

Oltre alle grandi campagne di solidarietà, c’è chi raccoglie fondi per fini personali: nel 2002 l’americana Karyn Bosnak pensò di lanciare una campagna web per recuperare i 20,000 dollari di debito che aveva accumulato utilizzzando un po’ troppo spensieratamente la carta di credito. In 20 settimane lo scopo era raggiunto e adesso il suo sito, www.savekaryn.com, offre consigli su come evitare pasticci simili.

Meno frivolo l’esperimento di Kyle MacDonald, che nel 2005 annunciò di voler vedere fin dove lo poteva condurre un anno  di baratti: sul sito http://oneredpaperclip.blogspot.com ci sono le foto dei 14 scambi che gli hanno procurato una villetta di due piani a partire da una graffetta rossa.

www.savetoby.com, invece, è un sito umoristico attraverso il quale due anonimi studenti minacciavano di mangiarsi il loro coniglietto Toby se non avessero ricevuto 50,000 dollari o se, in alternativa, non fossero riusciti a vendere il relativo merchandising (magliette, spille, adesivi).  Chissà se a salvarlo hanno contribuito pure le ricette pubblicate…

Cambiando tipo di scrocconi, il sito http://global-autostop-race.org rappresenta il livello più estremo dell’autostoppismo. Ideata dal russo Alexey Vorov, il primo a compiere il giro del mondo in autostop, si tratta di una gara in cui vince la squadra  che per prima completa il giro del mondo sfruttando solamente passaggi gratuiti. Chi non ha fretta può invece appoggiarsi al sito www.digihitch.com per trovare informazioni utili e consigli sull’arte di ottenere un passaggio, oltre ad una doverosa sezione dedicata alla cultura “On The Road”.

(colonnino “link” di Amica di giugno ‘07)

torripilato

July 2, 2008

(segue da ieri)

dopo esser passato al liceo a prendere scartoffie per iscriverci felix, sono corso in ufficio a seguire ancora scatoloni. all’arrivo vedo che le macchine stanno per partire.

faccio per l’ultima volta via cazzaniga per andare in mensa (c’è un’entrata secondaria, utilizzata dai furgoncini dei fornitori e da chi, per digerire con calma, prende il giro largo per tornare in ufficio).

poi vado su. trovo subito il posto, al terzo ed ultimo piano del corpo basso, quello che chiamano la stecca, forse perché unisce, tipo U, il corpo lungo la strada e quello oltre il cortile interno, da cui parte la famosa torre. non c’è nessuno. per una buona decina di minuti non vedrò anima viva, tantomeno i miei colleghi: la capa è andata a casa, l’ale è in versilia, antonio verso roma, adelaide chissàdove, tonino in forze a novella2k… surreale. su tutto il 3° piano della stecca, oltre a noi, ci sono 3 o 4 tipe tipo contabili in un openspace verso il terrazzone. il resto è spazio libero, può diventare uffici, openspaces, uguali a tutto il resto del coso. per ora gli spazi liberi fanno da deposito di mobilio nuovo. tutto uguale.
facciamo un tour. prima di tutto, la vista: dalle finestre-feritoia si vedono gli orti, un’area occupata da un intrico di passaggi in mezzo a vaporose proprietà, orti, quasi tutte con una baracca e bidoni blu e vasche da bagno. reti da letto, che sono portali, o recinzioni, o graticole, non so. mi piace questa vista, c’è pace, e vorrei saper riconoscere ogni pianta e albero, e immaginare il carattere del vecchio in base alle sue colture.

chissà cosa pensano del coso da cui li osservo… se alzo lo sguardo vedo la brianza, appena oltre lo svincolo di gobba. quando sarà limpido vedrò le alpi. sarò in prima fila :-)

se esco dall’ufficio (abbiamo il culo di avere 4 stanze CHIUSE! in un tempio dell’openspace, aver modo di isolarsi è un bene prezioso… isolarsi per modo di dire, dato che le pareti lato corridoio sono completamente di vetro. almeno è smerigliato, cazzo) dunque, dicevo, se esco e guardo a sinistra,

a destra,

di qui vado un po’ verso via rizzoli, ecco lo spazio staminale, verso il cortile interno,

e verso la briansa.

se invece esco e apro la porta difronte a me, entro in uno stanzino con un’altra porta; oltre quella, il locale fumatori! scoraggiante è gentile, come parere. un cubo in cui è vietato sostare in più di otto, con un cazzo di niente a parte 2 (due!) portaceneri e una pianta che deve averne combinata una grossa, per finir qui.

neanche uno sgabello, una cassetta della frutta, niente…
(ma minchia! 3 divanetti, un tappeto, un tavolino, 2 poster..)
dalla feritoia-fumatori la vista sul cortile interno. capisci quando dico surreale? se si è mai visto il grande tati, si potrà capire perché mon oncle sarà il mio antidoto contro lo straniamento ;-)

verso sinistra la visuale è schiava della torre. pare che ne debba spuntare un’altra identica, gemella. all’altro angolo del cortile, immagino. e mi torna in mente quel matto che s’era andato a conficcare nel pirellone, qualche anno fa; qui, uno così, può anche farlo da ubriaco, se parte da linate. è quasi dritta, e di due una la dovrebbe centrare! ah, e poi: gliene basterebbe uno sputo, di carburante :-)

durante lo svuotamento degli scatoloni, vedo, sotto al fan coil (l’ho guardato strano il tecnico che è arrivato dicendo “sono qua per il fan’cojl”, miiii, ho pensato, c’è pure quello che tutti i giorni fa il giro di tutti gli uffici per farsi fanculare?!? ‘mazza, che servizio!…) ’sta scatoletta. allora è vero!! poco dopo l’arrivo dei primi esuli, in un edificio nuovo di pacca, pare fossero stati trovati roditori nei cassetti di alcuni mobili :-) e poi cacchette in giro, inzomma i pelosi del lambro avevano trovato la strada fino alle scorte di carta da fotocopiatrice :-))) (che poi, se nemmeno fanculare il fanculabile dovesse alzargli il morale, il dipendente può sempre sbafarsi il contenuto di queste trappole. è lì.
(n.b. a tutti è stato vietato portare una lampada altra, per motivi di sicurezza)

andando giù per il corridoio verso la torre, posso accedere al terrazzone, che pare essere la zona fumatori preferita da tutti. desertume tutt’attorno, il terrazzo (che non mi dispiace) dà sulla tangenziale est e sul s. raffaele, che è un cantiere faraonico con tanto di cupolone reggi-angelo.

ci vedrei bene una pedana di legno liscio, dei tavolini, un bar, dei tanghi. e gli ingorghi in diretta.

niùz

June 30, 2008

la settimana fila via, ufficio, qualche fine giornata al parco, all’ombra si sta meglio che a casa, leggo un po’. a casa faccio ordine, elimino delle cose, mi occupo di scartoffie. la sera esco, vado a ballare.

z. mi ha portato alla comuna, dove non vado mai (è dall’altra parte della città) ma con la macchina è tutto un altro discorso :-) sempre carino quel posto, nonostante la pista sconnessa: avrei voglia di cenarci, una volta.

ieri, invece, sono andato alla serata di apertura de l’esquina; solo che c’era stato un temporale violento, e la gente non è uscita. peccato, perché lulamiao mette molti dei miei brani preferiti.. bof, almeno così mi son fatto coraggio e ho invitato una tipa con cui non avevo mai ballato, ché mi sembrava un po’ troppo brava per me. dopo la tanda di milonghe mi ha detto “però adesso facciamone anche una di tanghi”. e mica la potevo deludere :-)

oggi è tornato il bello.
prima ho parlato con ada via scàip: che figata! ho visto lei, abbronzatina, la sua amica, il cane e la mamma. a lei ho mostrato la novità: scatoloni con dentro la mia roba. infatti la pacchia è durata poco: l’azienda ha deciso di vendere l’appartamento in cui ci eravamo rifugiati dopo l’esodo, e ci tocca raggiungere il nostro popolo nella torre di babette dove, ahimé, non ci aspetta alcuna leccornia…
da domani dovrei già essere di là :-(

la mia compagna

June 27, 2008

in questi giorni di singletudine, a volte, Pèa si mette così, in posa plastica :-)

(ho l’impressione che la poveretta stia patendo il caldo: sta molto tempo fuori dall’acqua, l’appetito è calato, è più lenta… il che potrebbe non essere per forza un male; dopotutto, la lentezza e l’esser tartarughe dicono di un certo legame logico. forse sta crescendo, diventando più tartaruga…)

ma la foto da pin-up di Pèa è solo una scusa, un modo di distrarti dalla carriola di orgoglio che mi ha procurato la notizia: felix è ammesso alle superiori col timbro DISTINTO!!! (cioe: distinto, eh? com’è già che direbbero a roma, in questo frangente?…)

(grazie, Sere!)

:-)))))))))))))))))))))

ma questa bionda mi fa impazzire :-)

cercandone un video significativo, ne ho visti altri, dai quali sembra che la ragazza sia molto simpatica, oltre che caruccia (ricorda un po’ s. johanssetc)
devo ringraziare questo sito, che permette di lanciare una playlist a sorpresa abbinando i brani (o gli artisti, più probabilmente) per vicinanza artistica; in questo caso partivo da martha wainwright.

SCRITTE

Nik ha appena aperto un bar, lo aiuterò per l’insegna, che sarà molto semplice ed economica. Ma non abbiamo rinunciato a sognare concedendoci un giro sul sito www.signmuseum.org, mantenuto dall’American Sign Museum di Cincinnati. In particolare, ci seducono le insegne al Neon degli anni ’20 e ’30. Potessimo permettercelo, chiederemmo un aiuto speciale al californiano Bill Concannon; oltre alle insegne, infatti, realizza miniature per il cinema e sculture luminose visibili sul sito www.aargon-neon.com

Ma negli USA a volte esagerano: www.scenic.org è il sito di un’associazione volta a sensibilizzare l’opinione pubblica circa i danni paesaggistici provocati dall’abuso di cartelloni, oltre che dall’infelice dislocamento di linee elettriche, autostrade e torri per le telecomunicazioni. Sul fronte dei creativi, c’è www.segd.org, sito della Society for Environmental Graphic Design, che propone aggiornamenti, workshop e conferenze relative alla buona gestione della comunicazione applicata a grandi spazi.

Nel 1923 il problema non c’era, e quando alcuni imprenditori di Los Angeles commissionarono l’enorme scritta HOLLYWOODLAND per pubblicizzare la nascita di una nuova area residenziale, forse credevano veramente che sarebbe durata non più di un anno e mezzo. L’icona del cinema americano, persa la LAND e dopo numerosi restauri (l’ultimo risale al 1978), adesso ha tanto di sito: www.hollywoodsign.org

Di quel periodo è sopravvissuta anche la tradizione, presso molte scuole e college, di “scrivere” la loro iniziale sul fianco della collina più alta della zona allo scopo di attrarre nuovi iscritti. Il sito www.deuceofclubs.com raccoglie alcuni dei circa 400 “mountain Monograms” esistenti. Sono un sacco di rocce dipinte.

Se manca la materia prima, il proprio corpo può diventare un alfabeto; e se i corpi sono molti le possibilità espressive si moltiplicano. Sul sito www.barewitness.org c’è una galleria di immagini ispirate dall’organizzazione no-profit di donne americane Baring Witness, le quali sensibilizzano l’opinione pubblica contro la guerra organizzando grandi assembramenti nel corso dei quali compongono messaggi coi propri corpi nudi a beneficio dei media.

Per chi volesse fare propaganda da sé ci sono i muri della città e le bombolette spray, ma i rischi non vanno sottovalutati; una soluzione sicura la propone www.graffiticreator.net, sito che permette di generare online testi in stile “street” e di personalizzarli facilmenta prima di stamparseli.

(dal boxino “Cose e Mode” di AMICA del maggio ‘07)

come si chiamano?

June 25, 2008

lungo il bordo del mio caro terreno abbandonato, lato ciclabile, ci sono queste piante che si arrampicano su per la rete di recinzione. qualcuno se ne è dimenticato, e le erbe crescono rigogliose in tutto il campo, ed è tornata anche l’ambrosia. queste qui, in particolare, le trovo bellissime; dev’essere una specie di infestante - ne ha il tipico entusiasmo - ed è quella che si arrampica dappertutto, anche lungo i gambi delle altre piante, strozza tutto con viticci (?) attorcigliati e mette in mostra le sue fogliolette venose e i meravigliosi fiorellini bianchi a imbuto. mi piace perché tende a far muro, ma un muro lieve, e basta il passaggio d’un soffio di vento - o d’un ciclista - e tutto vibra. tutto sfarfalla.

poi incrocio anche cose che non sfarfallano più, tragicamente.

è il primo passaggio della TAC, come una scansione sommaria, un’anteprima sulla quale i tennici diranno all’apparecchio quale area vogliono  che venga letta, a fette di un millimetro l’una.

vedo le otturazioni in bocca, un tot di piombo lasciato lì qual pagamento dello zucchero tanto amato.
vedo la clavicola storta giocando coi boyscout.
vedo la mia pompa, lì davanti alla spina dorsale, la prova che un cuore ce l’ho :-)
vedo il gran vuoto dei polmoni, e macchie sparse: forse del fumo?
vedo vertebre e costole, e parte della panza, che vuota non pare.
e vedo il ragno, come lo chiamo io: ha 6 zampe con cui mi abbraccia la testa dell’omero. dicono che è tutto a posto, non si è mosso né svitato, l’osso è ben incollato e non ci sono tracce di tessuti sofferenti. vedono delle scheggine staccate, che forse toccano un tendine del bicipite, la probabile causa dei miei dolori. so cosa NON devo più fare, ammesso che me la senta a riprendere yoga, un dì..

tutto bene, quindi :-)